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Monolith Soft parla del suo passaggio da Namco a Nintendo

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Pubblicato il
21 Agosto 2017

Monolith Soft è oggi una delle software house più apprezzate, soprattutto dal mondo Nintendo, visti i recenti capolavori di Xenoblade Chronicles, X e l’atteso Chronicles 2, solo per citare gli ultimi lavori. Inizialmente però Monolith Soft era molto più legata a Namco rispetto ad oggi, quando possiamo considerare la software house una first party di Nintendo: a parlare di ciò è il co-fondatore e produttore esecutivo Hirohide Sugiura, nel corso di un’intervista tradotta da Siliconera:

Dopo aver lavorato a stretto contatto con Namco (ora Bandai Namco Games), Monolith Soft è diventata una filiale di Nintendo dopo un trasferimento nel 2007. Può condividere con noi altre informazioni?

 

Hirohide Sugiura: “Quando è stato istituito Monolith Soft, è stato fondatore di Namco, Masaya Nakamura, che si è preso grande cura di noi. Il pensiero di Nakamura sulla nostra fondazione era molto amichevole, ci trattò bene e ci parlò di ogni tipo di cose. Dopo la sua pensione, si è creata una nuova atmosfera, che era ben diversa dalle idee di Nakamura.

 

C’è stato quindi un cambiamento di gestione e simili? Doveva essere stata una cosa difficile.

 

Sugiura: È stato davvero difficile. Tuttavia, quando ci hanno dato possibilità di scelta, abbiamo avuto una forte sensazione di “voler continuare a fare qualcosa di originale“, che è stato anche uno dei motivi per cui abbiamo fondato la società – quindi ci siamo chiesti “cosa dovremmo fare?” Tutto ciò quando poi siamo stati contattati dell’allora direttore di Nintendo, Shinji Hatano. Hatano ci ha detto di “uscire dagli schemi e fare qualcosa che non può essere trovato altrove nel settore, qualcosa di originale con uno spirito indipendente“. Quella era la sola cosa per la quale era nata Monolith Soft e allora è stato deciso di diventare una filiale di Nintendo.

 

Questo era certamente un momento di cambiamento importante per Monolith Soft. Avete avuto delle sensazioni di incertezza?

 

Sugiura: Sarebbe una menzogna dire che non sentivo alcuna incertezza. Eravamo preoccupati che lavorando solo per Nintendo, saremmo stati in grado di sviluppare solo su console Nintendo e, ad esempio, non saremmo stati in grado di fare giochi per PC. Saltare in un ambiente con una tale restrizione è certamente una delle sfide. Tuttavia, dopo aver superato quei sentimenti di incertezza, Nintendo ci ha sfidato con “facciamo qualcosa per questo hardware solo con questo tempo e con queste (molte) persone”. Credo che la nostra mentalità di “continuiamo a creare e vedere fino a che punto possiamo spingerci” è stata resa possibile perché Nintendo ha avuto tutta la nostra fiducia.

 

Hai notato un cambiamento nell’essere una filiale di Nintendo?

 

Sugiura: E’ più un cambiamento di coscienza, se il contenuto non è abbastanza buono, Nintendo non darà l’ok per la pubblicazione e questa cosa ci spinge a lavorare al meglio per non vedere sprecato il nostro lavoro. Ognuno ora si chiede “ha una qualità sufficientemente buona?‘ E credo che sia un bel cambiamento dal momento in cui è nata Monolith Soft. E questo cambiamento nel livello di coscienza è stato reso possibile grazie all’ambiente fornito da una filiale di Nintendo. Guardandolo da un punto di vista amministrativo, la cosa più importante è trovare il giusto equilibrio.

Tantissimi dettagli su una software house che, con il senno di poi, può essere ritenuta un grande “acquisto” da parte di Nintendo.

Fonte: Siliconera,
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