Death Squared – Recensione

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Genere: Puzzle

Concentrazione, concentrazione… D’oh!

La frustrazione è un sentimento complesso, una sensazione difficile da combattere e alla quale è facile arrendersi condendola da un numero indefinito di imprecazioni, insulti a molteplici divinità e turpiloquio in ogni lingua conosciuta. Questo è il filo conduttore che mi ha portato a concludere volta per volta la maggior parte degli oltre 120 livelli di Death Squared, puzzle game disponibile tra le altre anche su Nintendo Switch.

SMG Studio, responsabile dello sviluppo del titolo, ha forse al suo interno un team di ingegneri dalla mente contorta al limite della follia visto che sono riusciti a comporre alcuni livelli che possono essere stati partoriti dalla mente di maniaco omicida. Superata questa fase iniziale di rabbia ad ogni morte dei cubi semoventi che comanderemo nel gioco, completare i restanti livelli è stato sì arduo, ma di certo anche soddisfacente.

Quando cade un cubo robot… si elevano le imprecazioni

Avviando il gioco si parte comunque piano, utilizzando i primi enigmi come tutorial per movimenti, comandi e meccanismi. In ogni arena prenderemo il controllo di due cubi robotici colorati (quattro nel caso della modalità multigiocatore), associati ognuno ad un Joy-con e comandati semplicemente dallo stick analogico, al fine di raggiungere, attraversando lo stage, i due interruttori dei relativi colori.

La esiguità di controlli non deve però trarre in inganno in quanto presto ci troveremo difronte a passaggi e alterazioni dinamiche dello stage che ci poteranno a riflettere attentamente sul metodo più efficace di proseguire prima di agire realmente e scegliere il percorso dei nostri spigolosi automi. Essere troppo frettolosi nella maggior parte dei casi vuol dire interrompere l’avventura dei propri robot e dover ricominciare il livello dall’inizio, oltre che pescare a piene mani dalla propria cultura di imprecazioni.

Le frequenti morti premature e la precauzione sono i principali volani che estendono la longevità del gioco e fanno passare più tempo del previsto su alcuni stage. Nella mia personale esperienza ci sono stati livelli avanzati che sono durati meno di 2 minuti e livelli intermedi per i quali ho speso anche 20 minuti di epiteti coloriti. Questo fa sì che completare il gioco richieda un tempo molto variabile in funzione della capacità di deduzione.

Quando esplode un robot senti che una parte di te muore con lui… la tua pazienza

Death Squared è stato pubblicato anche su altre piattaforme, ma le caratteristiche dei Joy-con di Nintendo Switch sembrano essere cucite addosso al gioco al punto che da far sembrare che il titolo sia stato inizialmente concepito per questa console, anche se chi ha la versione neon bicolore blu e rossa si troverà un po’ spaesato in quanto il robot rosso sullo schermo è associato al Joy-con blu e viceversa (che errore grossolano). I comandi separati permettono di avere un feedback notevolmente alto quando si tratta di mantenere il controllo dei singoli robot per sbloccare il passaggio dell’uno con le azioni dell’altro.

Questa sensazione di natività si evince soprattutto se si gioca la modalità multigiocatore nella quale la possibilità di associare alla console altri due Joy-con (o altri tre controller) per controllare fino a quattro automi in quattro giocatori rende l’esperienza di gioco molto adatta alla condivisione e soprattutto alla cooperazione verbale in locale. Tra pianificazione dei movimenti e accuse reciproche in caso di fallimento, la componente party è tanto forte quanto competitiva e adatta alle partite mordi e fuggi tra amici.

Quattro robot, quattro giocatori… coordinazione al cubo

Ma tutto questo ha il rovescio della medaglia nella realizzazione visiva. Non possiamo definire il dettaglio grafico un fattore particolarmente degno di nota di Death Squared dato che i modelli dei robot e dei componente degli stage sono fin troppo essenziali e il pattern di oggetti troppo misero, diventando quasi un orpello trascurabile in favore del puro gameplay, come se il gioco fosse ancora in fase alpha.

A questo si aggiunge anche un comparto sonoro senza infamia e senza lode, anche se i commenti pungenti dei due telecronisti durante le nostre azioni e i relativi fallimenti sono simpatici nelle prime battute, ma fastidiosi una volta ascoltati per la milleottocentesima volta. Rimane l’assunto che a livello di progettazione Drath Squared porta un tasso di complessità altissimo che porta a spremere le meningi in più di una occasione. Alla faccia di chi dice che i videogiochi spengono il cervello.

Giocato per circa 10 ore completando non senza imprecazioni di vario genere tutti i livelli principali del gioco grazie al codice fornito dal publisher
Pro: Una sfida complessa per il cervello e i nervi di qualunque giocatore, adattissima a partite tra amici mordi e fuggi.
Contro: Lo stile minimale e troppo ripetitivo degli oggetti presenti lo rende un po’ troppo “grigio”
7

Potrebbero interessarti

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa! Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS! Kirby si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

No more posts to show