Bulb Boy – Recensione

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Genere: Punta e clicca
Multiplayer: no
Lingua/e: Bulbese

Ho avuto un’illuminazione, disse Edison

Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato il videogioco ufficiale di Leone cane fifone, se mai qualcuno avesse avuto il coraggio di svilupparlo. Penso che ad oggi Bulb Boy sia il risultato che più gli si avvicina, un’avventura punta e clicca molto breve che attinge a piene mani dallo humor più diretto, fatto di infantili marachelle e puzzette, e immagini pulp, molto pulp, pure troppo.

Basta dare un’occhiata al video di cui sopra per rendersi conto di quanto le creature immaginate dai quattro matti di Cracovia siano disturbanti, e il contesto non è da meno. Interamente virato sul verde, con occasionale rosso per le scene di morte, l’arte di Szymon Łukasik trasmette l’ansia di un mondo terrificante, del male assoluto che è piombato sull’idillio familiare del piccolo Bulb Boy e sul resto dell’atipica famiglia, il narcolettico nonno, testa di lampadina e corpo dalle sembianze umane lui e nipote, e l’adorabile cane-mosca-palla-chessò.

Adorabile è un’altra keyword dell’avventura. Come può un horror essere adorabile? Eppure è così, e forse è solo questo che salva il giocatore dall’angoscia più nera. Oltre all’aspetto, le animazioni, la gestualità, il comportamento e la voce del tenero Bulb Boy non possono non creare empatia col giocatore, provando la stessa (o fortunatamente solo una buona parte) paura che sente anche lui. Ma c’è nonno e cane da salvare, non si può indugiare.

Bulb Boy sarà a risparmio energetico?

Bulb boy è un’avventura classica punta e clicca che non fa nulla per proporre qualcosa di diverso dal solito, né di offrire caratteristiche uniche quanto lo sono il look e il mood dell’opera. Dal punto di vista ludico quindi rientra nello standard e funziona senza infamia e senza lode. Muovere Bulb Boy, seppur nella sua lentezza, restituisce un feeling familiare a qualsiasi giocatore. Gli oggetti con cui interagire vengono indicati con una freccia facilmente distinguibile non appena si entra nelle vicinanze degli stessi, con i tasti dorsali invece possiamo usare gli oggetti già raccolti.

I puzzle sono tutti semplici e diretti, con la sola sfida del tempismo nel caso un mostro sia nei paraggi, e urga la necessità di nascondersi in quei frangenti. Alcune piccole deviazioni action riescono anche a essere frustranti di tanto in tanto, ma anche queste sezioni sono così brevi da non lasciare mai il giocatore affranto per il tempo necessario a spegnere Switch in preda alla collera.

Si riconosce uno screen di morte dal colore rosso che… Aspetta, quello è un pollo mostro gigante senza testa?

A proposito di Switch, lo schermo della console ibrida è semplicemente perfetto per questa avventura, i comandi rispondono bene, da segnalare un po’ di lag quando il gioco sta memorizzando il salvataggio e qualche caricamento che dura uno o due secondi di troppo, ma nulla di trascendentale né che infici la qualità generale.

Qualità che è altissima. Infatti, sebbene Bulb Boy dal punto di vista delle meccaniche sia semplicemente “ok”, la direzione artistica è sbalorditiva al punto da renderlo un gioco unico nel suo genere. Gli sviluppatori menzionati sopra insieme a Artur Mikołajczyk e Mateusz Małek (così abbiamo citato tutti) hanno dichiarato come fonti di ispirazione Gobliiins e Machinarium. Il primo ovviamente per la comicità demenziale e il secondo per l’atmosfera cupa e opprimente. Bulb Boy non si avvicina alla cifra artistica di Machinarium (e chi lo fa?) ma percorre anche un sentiero diverso, che è quello del weird nightmare.

Una maschera Kak-kabuki AHAHAHAH! Ah ah ah, aaah, ehm

La weirdness non è gradita a tutti ovviamente, quindi è una strada pericolosa. Tuttavia, se guardando il trailer non vi viene voglia di fuggire via sdegnati Bulb Boy è caldamente consigliato. Dura molto poco (e infatti non ho fatto esempi concreti per non rovinare la sorpresa), non  ha nulla che possa spingere a rigiocarlo e a livello di complessità degli enigmi è una barzelletta.

Questi sono tempi moderni. E se oggi quattro ragazzi possono sviluppare un gioco piccolo ma che metta in risalto il loro talento e che, anche se per poco, intrattenga il giocatore con qualcosa di unico che non può trovare altrove, in attesa del prossimo progetto più ambizioso, beh chi sono io per distruggere un sogno? Io sono inutile, questa recensione e il suo voto sono inutili, e Bulb Boy è un bel gioco: guardate il trailer, o provate la demo su PC e diminuite il voto se quello che vedete non è affine ai vostri gusti.

Ggiocato e finito in un paio d’ore grazie a un codice gentilmente fornito da Bulbware, che ringrazio per gli incubi ricorrenti e le risa
Pro: Carattere indiscusso dato da una direzione artistica, immagini e suono, per una chicca da inserire con piacere (e terrore) nel proprio CV da giocatore
Contro: Le belle invenzioni del quartetto polacco sono veicolate da meccaniche che non sorprendono pur funzionando, seppur in maniera claudicante nelle parti action. La brevità forse è la pecca più grave, ma sono ore di qualità. Breve ma intenso
8.0

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