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Animal Crossing: elogio alla tranquillità – Libero Pensiero

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Pubblicato il
17 Giugno 2017

L’annuncio che più di tutti mi avrebbe resa felice durante l’E3 Nintendo non c’è stato.

Lamentarsi dopo una sfilza di titoli notevoli come quelli elencati nei 25 gloriosi minuti dello Spotlight mi fa sentire come una bambina viziata che conta i regali a Natale, lagnandosi della mancanza di ciò che davvero desiderava e che i parenti non sono riusciti a trovare nei negozi. Nonostante l’inevitabile senso di colpa che fa seguito alla grazia ricevuta (Metroid! Kirby! Pokémon RPG! Yoshi! Metroid!), non posso fare a meno di spendere qualche parola per l’assenza di Animal Crossing su Switch, titolo che sono certa si adatterebbe a perfezione alla console. È vero infatti che la cara Samus è stata profondamente bistrattata da Nintendo, che addirittura si è dimenticata del suo compleanno e, si sa, le donne non la prendono bene, ma anche il franchise del villager non è stato trattato al meglio: gli ultimi due titoli usciti sono uno spin-off ed un tremendo party game, che non nomino nemmeno per terrore che mi appaia davanti, come in un’evocazione. La domanda che mi pongo al momento è: perché attendere ancora per Animal Crossing? Saltare il Wii U è stata una scelta bizzarra, forse dovuta alle scarse vendite, ma aspettare su Nintendo Switch non ha molta utilità, vista anche l’attuale assenza di titoli dello stesso genere. Il tenero, rilassante passatempo che offre la saga è irreperibile in qualsiasi altro gioco, e nessun altro franchise può tenere compagnia come gli animaletti del proprio villaggio.

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Senza dubbio stiamo parlando di un titolo che si ama o si odia, e che come pochi divide i videogiocatori: da una parte troviamo persone che ci hanno giocato ogni singolo giorno della loro vita, dall’altra mostri (si scherza, suvvia) che lo trovano tremendamente noioso e senza alcun obiettivo. Ma è proprio questo secondo me il suo punto forte, la quasi totale mancanza di uno scopo, che trasforma l’esperienza spostandola su un altro piano. Non si gioca ad Animal Crossing per essere intrattenuti o per divertirsi, ci si passano ore per rifugiarsi in una realtà parallela dove tutto è sotto il nostro controllo ed ogni situazione si risolve per il meglio, donandoci qualche minuto di gioia. Si crea una sorta di nostalgia di casa, che unita ad uno strano senso del dovere riguardo il benessere del nostro villaggio, ci lega al titolo come a pochi altri. E non avviene mai nulla di troppo tragico o emozionante (ne riparliamo quando l’animaletto preferito va via senza dirti nulla ndDiego), ma ciò non è affatto un difetto: Animal Crossing è l’elogio della tranquillità. Proprio per questa ragione tantissimi giocatori hanno dedicato mesi della loro vita alla saga, e sempre per la stessa ragione il titolo vende davvero bene, soprattutto in Giappone.

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Tornando perciò con i piedi per terra e pensando in termini di strategia, c’è una ragione principale che mi viene in mente per giustificare il mancato annuncio durante questo E3, ed è la necessità di far uscire in parallelo il titolo per Nintendo Switch con l’applicazione per smartphone, oramai data per dispersa. Il passo successivo per Nintendo è difatti unire i propri giochi sull’ammiraglia ibrida con un’infrastruttura che permetta la comunicazione, e ne è un esempio Splatoon 2, che sfrutterà la chat su telefono. Da questo punto di vista Animal Crossing si presta perfettamente a sperimentazioni: d’altronde è uno dei pochi giochi in cui possiamo scrivere ed inviare lettere, e farlo con il cellulare sarebbe un ponte perfetto tra i due mondi. Condividere i propri progressi con gli amici, coinvolgerli nella nostra piccola realtà tranquilla e magari invitarli a visitarla, permetterebbe di trasportare un pezzetto di quell’esperienza nel mondo reale, e ciò potrebbe essere persino terapeutico vista la frenesia delle nostre vite. Questo passo avanti è il cambiamento più grande che mi aspetto dal prossimo titolo della saga, oltre agli ovvi miglioramenti alla gestione dell’arredo derivanti dall’esperienza con Happy Home Designer, e sarebbe un valore aggiunto notevole per gli appassionati del gioco.

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E quindi? Quindi mi aspetto nei prossimi mesi notizie su Animal Crossing, magari sotto forma di un Direct specifico ad esso dedicato, con novità sui titoli per entrambe le piattaforme. Speriamo solo che non ci sia troppo da attendere, perché esistono pochi altri videogiochi antistress come questo.