Ultra Street Fighter II: The Final Challengers – Recensione

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Genere: Picchiaduro
Multiplayer: Locale ed Online
Lingua/e: Italiano

30 anni di battaglie di strada… e non sentirli

Capcom, per il suo debutto su Nintendo Switch e per festeggiare anche il trentennale di una delle sue serie più importanti, punta su un grande classico, rispolverato per l’occasione. Stiamo parlando chiaramente di Ultra Street Fighter II: The Final Challengers, riedizione tirata a lucido di Super Street Fighter II Turbo HD Remix, titolo pubblicato nel 2008 per PlayStation 3 e Xbox 360.

E, probabilmente, ci troviamo di fronte ad uno dei migliori titoli della serie pubblicati negli ultimi anni, con buona pace dello sfortunato numero cinque.

Subito a menar le mani!
Subito a menar le mani!

Un menù classico ci si para davanti dopo aver avviato il gioco e dato un’occhiata al breve filmato introduttivo e, perdonatemi, ma voglio togliermi subito la prima e forse unica spina nel fianco: La Via dell’Hado è imbarazzante, fine a se stessa, per nulla divertente ed irrilevante sotto qualsiasi punto di vista. I controlli di movimento sono rilevati in maniera abbastanza casuale, trasformando spesso uno shoryuken in un hadouken e viceversa.

Vi annoierà e stancherà quasi subito, dategli giusto un’occhiata per farvi quattro risate con gli amici per poi tornare subito al vero gioco, le modalità Arcade, Versus ed Online – e giusto un pochino anche la nuova modalità cooperativa.

Cosa ho fatto di male per meritarmi questo?
Cosa ho fatto di male per meritarmi questo?

Durante le nostre lotte vi è la possibilità di switchare tra la nuova grafica in HD, con degli sprite semplicemente deliziosi, e quella classica e pixellosa tanto amata da chi mangia pugni ed old school. L’input comandi fornito sia dai Joy-Con che dal Pro Controller è ottimo ed immediato, sia in modalità portatile che fissa, con i primi che soffrono un po’ a causa della mancanza di una vera croce direzionale ed è per questo che ho preferito sempre giocare con il Pro Controller, trovandomi anche piuttosto bene.

Ho provato ad utilizzare due diversi arcade stick, uno specifico per PlayStation 4 ed uno generico, ma nessuno dei due veniva riconosciuto in alcun modo: toccherà quindi attendere l’arrivo di quello realizzato da Hori.

La modalità classica presenta uno schermo 4:3 mentre quella HD un 16:9.
La modalità classica presenta uno schermo 4:3 mentre quella HD un 16:9.

Da sottolineare comunque come il titolo non sia una semplice conversione 1:1 dell’originale. Sono infatti presenti due personaggi inediti per qualsiasi iterazione del secondo capitolo: Evil Ryu e Violent Ken. Il primo nasce in Street Fighter Alpha II, dopo che Ryu soccombe al Satsui No Hado, l’energia oscura intrinseca della natura umana, utilizzata anche da Akuma. Il secondo, dopo essere comparso come boss in SNK vs. Capcom: SVC Chaos, è per la prima volta un personaggio giocabile di un titolo principale della serie: è una versione di Ken la cui mente è stato plagiata dal potere psichico di M. Bison.

Per accogliere al meglio i due nuovi contendenti, il titolo presenta un bilanciamento leggermente rivisto, per cui tra le altre cose notiamo una maggior potenza (ma minor vita) di Akuma, un dash che evita i proiettili per Violent Ken e la possibilità di evitare le prese. Il gameplay, con i suoi relativi rallentamenti tattici durante varie mosse, le mezzelune e le mosse a carica, rimane pressoché invariato. Durante le partite ho però notato, con la grafica in HD, uno strano bordino nero ai lati dello schermo (lo potete notare nell’immagine successiva) la cui causa mi è ancora sconosciuta. Niente di fastidioso, sia chiaro – è solo strano.

Una lotta leggendaria!
Una lotta leggendaria!

Dopo aver affrontato la modalità Arcade ed essersi allenati per bene, è l’ora quindi di scontrarsi contro i propri amici. Oltre la classica modalità Versus è stata inserita la nuova modalità Cooperativa, che permette a due giocatori umani di scontrarsi contro un singolo personaggio controllato dalla CPU.

Anche se ad un primo impatto potrebbe risultare quasi come una modalità riservata ai soli “casual”, essa è più complicata di quanto sembri. Semplicemente perché la vita dei due giocatori umani è condivisa, e non si ricarica tra un round e l’altro.
Altra simpatica innovazione per il titolo è l’Editor dei Colori, che permette di modificare totalmente i colori della pelle e del vestiario di tutti i personaggi.

È Hulk in pratica.
Sì, è Hulk.

Ultra Street Fighter II: The Final Challengers si presenta in forma smagliante. Capcom ha fatto più che un “semplice lavoretto”, modificandolo interamente e dandogli nuova vita. Divertente ed intrigante, potrebbe perfettamente rappresentare un trampolino di lancio al neofita che si avvicina per la prima volta alla serie così come un porto sicuro per l’amante della serie, possibilmente scottato dall’ultima fatica di Capcom.

Non ho avuto purtroppo la possibilità di provare l’Online, forse la modalità più importante in assoluto, in quanto i server risultano ancora chiusi. Sono presenti sia i Punti Giocatore, indicanti il livello di bravura di chi gioca, che i Punti Battaglia, legati al personaggio più usato, in maniera simile a quanto visto in Street Fighter IV. Rimandiamo a quanto prima per aggiornamenti sul funzionamento delle varie modalità via rete e la stabilità dei server.

Ho ricevuto il codice da Nintendo e giocato varie volte sia la modalità Arcade che la Versus Locale.
Pro: Acquisto imprescindibile per chi vuole un grande picchiaduro per Nintendo Switch. Irrinunciabile e divertente come solo i migliori capitoli di Street Fighter sanno essere
Contro: Prezzo forse un po’ eccessivo e la nuova modalità “La Via Dell’Hado” non lo giustifica, anzi!
8.5

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