Giocare a The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un’esperienza stupenda, che nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire e realizzarla, nei limiti del possibile, è relativamente semplice, basta avere un Wii U o un Nintendo Switch e relativo gioco. Ben più difficile è far parte del team di sviluppo di un titolo del genere, ma ciò che è successo ad un ragazzo, Corey Bunnell, è davvero stupendo.
Come riportato su Reddit, infatti, è stato notato che tra tutti i nomi giapponesi degli sviluppatori dell’ultima avventura di Link (nomi di altre nazioni del mondo li troviamo solo all’interno dei team di localizzazione), c’è in realtà anche quello di un ragazzo che, insieme a Shogo Kihara, ha avuto il ruolo di “wildlife programming“, ovvero coloro che si sono dedicati a dar vita a tutta la natura che troviamo in Breath of the Wild.

Un lavoro niente male visto il risultato e, seppur questo sia l’unico nome non giapponese tra i tanti, la questione potrebbe anche non sembrare così curiosa; il bello inizia quando, andando a spulciare tra alcuni post datati 2007 di un sito (translatorcafe), si scopre che questo Corey Bunnel aveva raccontato il suo desiderio, dichiarando che aveva appena finito il liceo e l’intenzione di andare all’università, non avendo però ancora le idee chiare. Dopo aver vissuto cinque mesi in Giappone, il suo sogno era diventato quello di stabilirsi lì e, da amante di Nintendo e del game design, magari un giorno lavorare proprio per la compagnia giapponese.
Il resto viene da sè: non sappiamo come si siano svolte le cose, ma è stupendo vedere come, dieci anni dopo, si scopra che il sogno di quel ragazzo alla fine si è realizzato, partecipando allo sviluppo di uno dei titoli più belli della storia videoludica, The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Una storia stupenda per Corey Bunnel, che può essere da lezione a tutti: mai abbandonare i propri sogni.