The Legend of Zelda: Breath of the Wild, l’obiettivo era rompere le convenzioni

In una presentazione durante la GDC 2017 gli sviluppatori di The Legend of Zelda: Breath of the Wild hanno dichiarato il loro voler rompere le convenzioni

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Durante la GDC 2017, in corso in questi giorni a San Francisco, c’è stata una presentazione dedicata a The Legend of Zelda: Breath of the Wild nella quale c’è stato spazio per parlare dell’evoluzione dello sviluppo del titolo. All’evento hanno presenziato Hidemaro Fujibayashi, Satoru Takizawa e Takuhiro Dohta, rispetivamente game director, art director e technical director del progetto.

Parlando dello sviluppo del progetto i tre sviluppatori hanno mostrato le immagini dei primi concept dai quali si è partiti per realizzare il gioco. Concept 2D che ricordano il primo capitolo di The Legend of Zelda e che sono serviti a ispirare la direzione verso cui si è voluto indirizzare il gioco. Partendo dalle convenzioni radicate nella saga, gli sviluppatori si sono posti la domanda:

Come possiamo prendere un gioco “passivo” e tramutarlo in un gioco “attivo”?

Nacque a quel punto l’idea di far sì che l’utente potesse interagire con gli oggetti che a loro volta interagissero con l’ambiente, creando un ecosistema dinamico, libero e realistico e superando così le barriere schematiche dei puzzle e delle interazioni consolidate della serie. Una scelta che come sappiamo ha portato alla libertà di approccio alle varie situazioni che più volte è stata dichiarata da Nintendo.

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