Una settimana d’amore con Nintendo Switch – Recensione

Un approfondimento e alcune curiosità dopo una settimana di gioco intenso con Nintendo Switch, nuova home console ibrida Nintendo in uscità il 3 marzo

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Nonostante manchino ormai poche ore al lancio, Nintendo Switch si sta facendo attendere come poche altre console avevano fatto prima d’ora. Nelle scorse settimane abbiamo analizzato la console sotto il punto di vista hardware (per quel che ne sappiamo al momento) e ascoltato le opinioni di una parte della redazione dopo i primi test con mano. Adesso, dopo una settimana di gioco e console alla mano, è possibile fare alcune considerazioni aggiuntive, emerse dopo alcune sessioni di gioco sia in modalità home, sia in giro sfruttando la componente portatile del nuovo hardware made in Kyoto..

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L’abbiamo detto tante volte ma va ribadito. La prima cosa che salta all’occhio, dopo il look giocattoloso (e, diciamolo, plasticoso) e sobrio di Wii e Wii U, è la qualità dei materiali. La console, in mano, restituisce un senso di oggetto hi-tech: potente e fragile, ma al tempo stesso delicato, sinuoso nelle linee e cool. La resa visiva dello schermo è splendida e sorprende sempre pensare di avere tutta quella potenza nelle mani, soprattutto considerato che buona parte della scocca è occupata dalla batteria.

L’angolo di visione dello schermo è ampio

(e va detto, un pizzico di nostalgia del 3D c’è) e la resa è ottima anche esposto direttamente al sole, anche se chiaramente, la luce non permette di cogliere tutti i dettagli. Un piccolo gioiellino tecnologico, capace di passare in pochi secondi da modalità portatile a home e di cambiare e staccare liberamente i controller. A causa delle dimensioni ridotte dello schermo e la diversa risoluzione, l’impressione, giocando in modalità portatile, è quella di avere un’immagine più pulita e nitida rispetto al televisore, probabilmente tale impressione varierà in base al gioco.

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Una feature simpatica che abbiamo sperato di avere sin dall’annuncio, è l’ormai famoso “clack” nel momento in cui inseriamo i Joycon nella console. E il “clack” c’è, in tutta la sua maestosità. Ascoltare il Signor Clack non stanca mai. Un plauso a Nintendo anche per l’inserimento del pulsante per la cattura delle immagini: con un click è possibile salvare nella scheda SD o nella memoria interna quello che vediamo su schermo o tv, la cattura è istantanea e le foto possono essere esportate dalla scheda di memoria o condivise via internet, cosa non ancora possibile, in attesa dell’aggiornamento del day-one.

Entrare e uscire dal menù home è praticamente questione di un istante, tramite la pressione del pulsante e con la stessa velocità, la console entra in modalità riposo o ritorna al gioco e navigare tra i (pochi al momento) menù viene naturale, grazie all’interfaccia estremamente pulita. Rispetto alla macchinosità di tali operazioni su Wii U, il passo in avanti è decisamente apprezzabile, anche se si segnala la mancanza, speriamo presto colmata, di un diario che tenga il conto delle ore di gioco totali e dei titoli provati.

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Nonostante sia un problema riscontrato da più utenti, lo Switch redazionale non ha mai avuto problemi di desync dei controller. Tuttavia, è successo che il sistema operativo andasse in freeze durante lo spegnimento, rimanendo fisso con uno schermo nero e la rotellina del caricamento, senza possibilità di intervenire. Nemmeno lo spegnimento forzato ha funzionato ma, dopo aver lasciato scaricare la batteria, la console è ripartita tranquillamente. Si è trattato tuttavia di un episodio unico che si è verificato solo una volta: confidiamo nel fatto che l’aggiornamento del day one ottimizzi il sistema operativo di Nintendo Switch per evitare ulteriori problemi simili.

La batteria interna dei Joycon dura oltre cinque ore quando staccati dalla console, mentre la batteria della console in modalità portatile circa tre-quattro. Al momento, non abbiamo avuto la possibilità di testare power-bank per il rifornimento di energia supplementare, ma, a patto di dotarsi di un’unità sufficientemente potente, le sessioni di gioco fuori casa non dovrebbero creare alcun tipo di problema. I piccoli controller dotati di funzionalità motion e HD rumble (non ancora testato) spiazzano inizialmente per la loro dimensione e per i tasti, davvero piccoli; ci sia abitua subito, ma viene da chiedersi quanto possano risultare comodi a giocatori dalle mani particolarmente grandi. I grip aggiuntivi si allacciano facilmente ai controller ma richiedono una pressione maggiore per essere staccati, probabilmente a causa all’incastro solido tra le due parti, ma ciò dovrebbe evitare sganciamenti accidentali.

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La console, portata in giro, non risulta essere piccola quanto un 3DS ma nemmeno troppo più grande di una PSVita, non è particolarmente pesante da portare e l’impugnatura risulta comoda anche dopo lunghe sessioni di gioco. Lo schermo della console, quando appoggiato allo stand, è forse troppo piccolo per giocare ed è preferibile la modalità portatile con i Joycon attaccati, a meno che non si tratti di una partita multiplayer.

Dopo lunghe sessioni e sotto sforzo, il riscaldamento, anche al tatto, è minimo e la ventola è assolutamente silenziosa, impercettibile. In modalità docked, la batteria sembra scaldarsi maggiormente che in modalità portatile. Proprio per la sua natura hi-tech, è caldamente consigliato l’acquisto di una custodia protettiva, non abbiamo provato a farla cadere ma è un rischio che non vogliamo assolutamente correre, a differenza di Nintendo DS e 3DS, praticamente indistruttibili dopo cadute rovinose (testate sul campo).

Nota: poco prima della chiusura dell’articolo, per versare dell’acqua in un bicchiere senza guardare, ho rischiato seriamente di fare il bagno ai Joycon. Per fortuna il potenziale dramma/test involontario è rimasto incompiuto.

La dock station è di dimensioni davvero ridotte, quasi pari a quelle del NES Mini e sorprende vedere che, una volta aperta, al suo interno è praticamente vuota: i cavi si connettono dal lato sinistro, aprendo un piccolo sportellino e risultano invisibili; il tablet si incastra dall’alto in modo assolutamente silenzioso, molto facilmente, e una volta incastrato, il passaggio alla tv dell’immagine, come detto, è questione di un paio di secondi. Anche quando Switch è in modalità docked, se inserite degli auricolari l’audio verrà veicolato al jack cuffie, un ottima notizia per chi vuole usare cuffie bluetooth che, ahinoi, al momento non funzionano. Speriamo che l’aggiornamento del lancio elimini anche questo scoglio.

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Le sensazioni e l’aria che si respirano attorno a Nintendo Switch sono ben diverse rispetto a quelle del Wii U. Non c’è confusione, ci sono pochi dubbi sulla validità dell’hardware e c’è un’attesa spasmodica. Il countdown sta finalmente per arrivare allo zero e la speranza, questa volta, è che Nintendo con Switch e con le sue scelte, sicuramente rischiose ma molto interessanti, abbia imboccato la strada giusta.

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