Da una recente intervista rilasciata a GameKult da Eiji Aonuma, producer e director della serie The Legend of Zelda, emergono nuovi dettagli sui motivi che hanno spinto Aonuma ad adottare per The Legend of Zelda: Breath of the Wild una struttura open world, distaccandosi completamente da quanto proposto dall’ultimo capitolo per Nintendo Wii, The Legend of Zelda: Skyward Sword.
Di seguito un breve estratto dell’intervista.
GameKult: “Qual è stata la motivazione principale che vi ha portato ad optare per un mondo di gioco aperto?
Eiji Aonuma: “Il desiderio di creare un mondo di gioco aperto è venuto poco dopo la fine di Skyward Sword. Ho realizzato che muoversi da una zona all’altra attraverso i cieli, senza possibilità di camminare, era stato frustrante per molte persone che desideravano scoprire cosa si nascondeva nel mezzo di una zona e l’altra. Dal momento che uno dei punti di forza di Zelda è l’esplorazione e la ricerca di cose nascoste, dopo aver fatto alcune prove preliminari, abbiamo valutato che il Wii U aveva la potenza necessaria per ospitare un titolo open world soddisfacente, che avrebbe permesso ai giocatori di visitare l’intero mondo di gioco senza attese per i caricamenti. Tutto è nato da questa esigenza.”
Un netto stacco con il passato, quindi, che ci riporta diretti a quanto iniziato con The Legend of Zelda: Wind Waker, e cioè un mondo di gioco aperto, senza confini, da esplorare liberamente.
Ricordiamo che The Legend of Zelda: Breath of the Wild è in arrivo il prossimo 3 marzo 2017 in esclusiva per Nintendo Wii U e Nintendo Switch.