L’ultimo numero di Retro Gamer UK contiene un’interessante intervista con Satoru Okada, che ha lavorato presso Nintendo tra il 1969 e il 2010 e diretto il reparto di R&D1 dopo Gunpei Yokoi. Okada parla delle origini delle origini delle console portatili di Nintendo, tra cui il Game Boy, dichiarando di aver discusso parecchio con i suoi superiori per rendere il Game Boy la console che tutti conosciamo oggi. Vi riportiamo qui di seguito parte dell’intervista.
“Quando ero giovane, ero piuttosto testardo e spesso mi arrabbiavo con i miei superiori per difendere le mie idee. Il miglior esempio è proprio quello del Game Boy. Il Game Boy che conosciamo oggi in realtà non aveva nulla a che fare con quello che Yokoi aveva in mente. Vedeva il Game Boy come un seguito diretto del Game & Watch, che è stato un giocattolo a buon mercato, ma senza alcun modello di business reale e con un’ambizione non a lungo termine. Per darvi meglio l’idea, Yokoi voleva un Game Boy molto simile ad un Microvision, che non sarebbe durato più di uno o due anni. Per esempio, non gli importava se non ci fossero sviluppatori di terze parti o meno. Inoltre, voleva solo ‘giochi veloci’, dal completamento rapito e presto dimenticato. Volevo che il Game Boy avesse più ambizione, più vicino a quello che R&D2 erano riusciti a fare con il Famicom: una console costruita per durare, con un hardware abbastanza buono da riprodurre una varietà di titoli di qualità. Ero il vicedirettore di R&D1 e abbiamo avuto diverse discussioni su questo argomento. Alla fine Yokoi è arrivato e con rabbia mi ha detto: ‘Va bene, fai quello che vuoi!’ e io: ‘Bene! Quindi mi darai la piena responsabilità?’ e quando ha detto ‘sì’ ho fatto mio il progetto del Game Boy. Yokoi aveva quindi dato il suo sigillo di approvazione. Infine, il Game Boy è molto più simile al Famicom rispetto al Game & Watch. L’hardware è stato sufficiente ad offrire una vasta gamma di giochi buoni e siamo stati in grado di accogliere gli sviluppatori di terze parti, con un vero kit di sviluppo, manuali di istruzioni e un po’ di vero supporto, ecc…”