Cartoon Network: Battle Crashers – Recensione

La recensione dell'ultima fatica di Cartoon Network. Battle Crashers è un disastro sotto ogni punto di vista, uno scempio che non si vedeva da tempo

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Genere: Beat’m up
Multiplayer: No
Lingua/e: Testi a schermo in italiano

Se c’è qualcosa di positivo nelle ultime generazioni è la morte dei tie-in su licenza, che siano di film, di serie tv o di cartoni animati: prodotti ignobili, indegni di essere anche solo concepiti da mente umana, titoli senza infamia né lode buttati sul mercato senza la minima cura. Sfortunatamente l’eccezione alla regola è passata sotto le mie mani e prende il nome di Cartoon Network Battle Crashers.
A Magic Pockets, la software house incaricata dello sviluppo del titolo, è stato dato accesso a un cast stellare: tutte le stelle dei cartoni animati più carismatici, e di successo, di Cartoon Network in un unico pacchetto. Sei personaggi: Gumball, da Lo Straordinario mondo di Gumball, Clarence, da Clarence, Uncle Grandpa, da Uncle Granpa, Mordecai e Rigby, da Regular Show, Finn e Jake, da Adventure Time e Steven, da Steven Universe.  Un cast stellare, spettacolare, pieno di potenziale, nelle mani di una software house che non è nemmeno in grado di confezionare un beat’em up decente.

Partiamo da ciò che salta subito all’occhio, il lato tecnico: la presentazione 2D del gioco è insufficiente, il titolo si presenta con un comparto tecnico che sfigura dinnanzi a certi browser game, l’immagine non è pulita, i nemici a volte di difficile lettura e, ovviamente, non possono mancare glitch grafici disseminati qua e là per alcuni stage del gioco. Oltre agli occhi, ci sono le orecchie ed è qui che si consuma una delle più grandi tragedie di tutto il pacchetto: la colonna sonora è assolutamente anonima e passa inosservata. Già questo di per sé costituisce un dramma vista la qualità dei cartoni animati, della loro cura sotto il profilo sonoro, ma non è tutto.
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A far affondare il vascello della mediocrità di questo titolo ci pensano gli effetti sonori e sopratutto, la mancanza del doppiaggio. La totale assenza della voce dei personaggi: è ingiustificabile. Non una battuta, non una reazione, non un “Good Morning” urlato da Uncle Grandpa, nessun gridolino d’aiuto da Gumball. Semplicemente qualcosa di atroce, di ingiusto, offensivo addirittura verso Gumball, Clarence, Uncle Grandpa, Mordecai, Rigby, Steven Universe, e Finn e Jake.
Se tutto ciò non bastasse ci pensano il gameplay e il level design a completare l’opera d’arte: non c’è una combo che sia una, si va avanti premendo il pulsante d’attacco a ripetizione, alternandolo ogni tanto premendo X per l’attacco speciale. I personaggi sono tutti più o meno inutili o scarsi eccezion fatta per Finn & Jake, di gran lunga i più forti di tutto il cast, e Mordecai e Rigby. Il titolo è statico, di una piattezza disarmante, e nemmeno cambiare i personaggi con la pressione di un pulsante serve a ravvivare la situazione.  Per non parlare poi delle mosse finali di ogni personaggio: si chiamano in scena alcuni dei personaggi secondari più rilevanti dei cartoni animati, e penso ai compagni di merende di Clarence, Sumo e Jeff, che fanno piazza pulita di ogni nemico sullo schermo. Ma anche qui se le intenzioni sono lodevoli, la realizzazione lascia molto a desiderare, nessun effetto sonoro efficace, niente battute: uno scempio.
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Alla rudimentalità del sistema di combattimento va aggiunto un sistema di potenziamento dei personaggi inutile e davvero poco incisivo. Non viene chiarito in game se la progressione della barra dell’esperienza dei personaggi aumenta al crescere delle gemme raccolte per ogni livello oppure se aumenta a seconda dell’utilizzo di ogni personaggio, sia quel che sia: la progressione e l’aumento delle statistiche è assolutamente ininfluente sulle dinamiche del gameplay, come se non ci fosse.
Il sistema di gioco poi fa coppia con un level design, semplicemente, imbarazzante. Ciò che più infastidisce è come non si sia cercato di creare dei mondi di gioco, sei in tutto, che ricalchino le peculiarità del cartone animato di riferimento. Oltre alle ambientazioni, più o meno fedeli al materiale di partenza, niente rende il livello di Steven Universe, o quello di Gumball, davvero immerso nel mondo di Steven Universe, o in quello di Gumball. Sono praticamente tutti uguali, con una manciata di nemici che si ripetono di continuo.
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La progressione è flagellata da un backtracking superfluo aggiunto soltanto per aumentare la longevità del gioco, che già di per sé è inaccettabile. Anche la modalità “fantasy”, aggiunta per mischiare un po’ le carte in tavola, risulta assolutamente inutile. I diciotto livelli che compongono il titolo, di cui sei sono stage dedicati ai boss, assolutamente anonimi, sono uno peggio dell’altro, e sono tenuti insieme da un qualcosa che è anche difficile definire come trama: Uncle Grandpa buca, con il suo famoso camper, le dimensioni dell’universo di Cartoon Network e sta ai protagonisti dei rispettivi catoni animati aggiustare i buchi spazio temporali.
Ovviamente, non c’è nient’altro da aggiungere: il gioco non supporta il 3D, non ha nessuna modalità online, né il multiplayer locale. Altri segnali della poca cura riposta nell’intero progetto.Ripetitività, poca cura, noia, comparto tecnico imbarazzante: uno degli sprechi più grandi del secolo, un’occasione mancata straordinaria, che non solo sottolinea l’importanza di confezionare con cura ogni singolo videogioco, ma anche che certe software house dovrebbero dedicarsi ad altro.

Ho giocato al titolo, grazie a un codice concesso dal publisher, per circa sei ore fino a portare a termine la trama.
Pro: Potete non comprarlo, nessun vi punta una pistola alla tempia
Contro: Uno scempio, un insulto a chi sviluppa i videogiochi con il cuore spremendo al massimo ogni risorsa a propria disposizione. Dozzinale e noioso come pochi
3.0

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