Ninja Usagimaru: The Mysterious Karakuri Castle – Recensione

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Genere: Rompicapo
Multiplayer: No
Lingua/e: Inglese

I puzzle-rompicapo sono, da quando smartphone e Nintendo 3DS hanno invaso (e svuotato) le nostre tasche, i “giochini” preferiti dai saladaspettisti di professione, insieme ai poveri che prendono l’autobus e agli oziosi presenti in ogni posto di lavoro italiano e nel mondo (a parte la Germania, lì non si ozia mai). La particolarità che fa preferire questo genere, rispetto a un altro, è l’immediatezza, figlia di una curva di apprendimento piuttosto ripida e la loro capacità di far volare il tempo, portando la nostra autostima a livelli “premio Nobel per la superiorità mentale” ogni volta che concludiamo con successo un livello.
Ninja Usagimaru: The Mysterious Karakuri castle sembra però rappresentare una grossa minaccia per la fiducia nelle nostre capacità mentali, con una curva di apprendimento stavolta al limite della linea retta e una difficoltà così incalzante e infernale che l’università Harvard, pare, stia valutando di usarlo come test d’ingresso ai dottorati.
Tralasciando la grafica in bassa risoluzione e i menù poco curati, a prima vista Ninja Usagimaru sembra un simpatico rompicapo con protagonista un piccolo ninja dalla testa ipertrofica accompagnato da un coniglietto dalle proprietà divine in cerca di aiuto per salvare gli abitanti del villaggio, rapiti dai soliti demoni cattivi. Insomma il classico background di contorno poco pensato per un videogioco che non ne ha tanto bisogno.
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I comandi introdotti dal tutorial sono decisamente poco intuitivi e pieni di tasti da premere, e deputati a compiere azioni che potevano essere eseguite senza inventarsi le strane combinazioni che invece hanno scelto i ragazzi di FK Digital. Alla difficoltà dei comandi si unisce anche un livello di sfida, nella risoluzione dei puzzle, proibitivo per quei videogiocatori che hanno voglia di staccare un attimo dallo stress quotidiano e rilassarsi con un puzzle-game impegnativo sì, ma non impossibile come il gioco in questione. Lo scopo ultimo sarà raggiungere l’abitante del villaggio in ogni livello (c’è una suddivisione in mondi), liberarlo e accompagnarlo vicino un monolite magico, meta finale del livello.
A renderci la vita difficile saranno sia le trappole disseminate all’interno del quadro, che la struttura di quest’ultimo, pieno di dislivelli da scalare e pietre da spostare, compito reso ancora più complicato dal gameplay, limitato, come già detto, dai comandi poco intuitivi. Dovremo quindi scervellarci su come poter raggiungere un livello più alto o basso del quadro, per liberare l’abitante, prestando però attenzione a non rimanere senza via d’uscita. Spostando i massi per raggiungere la nostra destinazione, infatti, rischieremmo di bloccarci da soli.
Insomma prima d’iniziare ogni livello dovremo ragionare parecchio, valutare varie alternative e possibili soluzioni per agire di conseguenza. Non è comunque detto che la nostra scelta sarà quella vincente, anzi, nella maggior parte dei casi, andremo incontro a difficoltà che quasi sicuramente ci sono sfuggite all’inizio a causa della poca intuitività, in generale, del gioco stesso.
Praticamente più che un rompicapo rilassante ci troviamo di fronte a un difficilissimo test QI che prenderà a pesanti mazzate la vostra autostima intellettiva, anche perché pare esista una sola soluzione per ogni puzzle.Non scoraggiatevi. Gran parte delle colpe dei vostri fallimenti sono dovuti a scelte tecniche e di gameplay poco azzeccate e buttate lì, oltre a un level design che lascia a desiderare.
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Ninja Usagimaru viene comunque in nostro aiuto introducendo delle abilità speciali, come un paracadute per volare in alto o delle specie di ganci per afferrare massi altrimenti irraggiungibili oltre a una girandola checkpoint che ci permetterà di salvare la nostra posizione prima d’incasinare tutto (cosa che avverrà praticamente a ogni livello). È proprio la presenza di questa girandola checkpoint che ci suggerisce quanto sia complicato concludere un livello su Ninja Usagimaru. Potrà accadere, infatti, dopo svariati nostri tentativi a vuoto di salvare l’abitante, di ritrovarci bloccati senza via di fuga o possibilità d’azione, e se non avremo utilizzato l’abilità della girandola, l’unica soluzione sarà iniziare da capo il quadro. Invocazione blasfema intensifies.
La frustrazione la farà da padrone, addolcita un po’ dalla possibilità di saltare comunque tutti i livelli che non riusciamo a risolvere e tentare l’impossibile con un altro. Non sono contro un livello di sfida alro ma un videogioco per saper intrattenere deve comunque riuscire a livellare il gradiente di difficoltà con un sistema che premia il giocatore di tanto in tanto. Su Ninja Usagimaru è invece un continuo saltare livello con la speranza di beccare quello meno incasinato con l’ovvio risultato di chiudere la nostra console più nervosi e stressati di prima.
Un gameplay poco intuitivo e il level design mal organizzato non lasciano spazio alla creatività del giocatore e rendono Ninja Usagimaru un videogioco davvero difficile da giocare, consigliato non a quei videogiocatori dall’alto quoziente intellettivo, bensì a quelli che hanno seguito un percorso di meditazione e pace interiore in Nepal, e scommetto che tra di voi, ad aver raggiunto il Nirvana siate davvero in pochi. Le droghe non valgono.

Giocato per 5 ore su Nintendo 3DS grazie a un codice offerto dal distributore.
Pro: La difficoltà dei puzzle potrebbe stuzzicare la curiosità dei maestri di questo genere.
Contro: Di contro l’elevata difficoltà potrebbe scoraggiare chi vuole solo rilassarsi.
5.5

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