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Paper Mario: Color Splash – Anteprima

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Pubblicato il
26 Settembre 2016

L’ecletticità di Mario è veramente sorprendente. Il baffuto idraulico dalle evidenti origini italiane è stato negli anni protagonista di una pletora di titoli diversissimi tra loro: sebbene l’essenza del filone mariesco sia racchiusa indubbiamente nel platform 2D e 3D, Nintendo si è sempre dimostrata molto abile nel costruire intorno alla figura di Mario mondi, vicende e avventure fresche, divertenti e ispirate. La serie Paper Mario non fa eccezione: un po’ RPG, un po’ puzzle game, un po’ avventura, la serie giunge alla sua quinta iterazione con Paper Mario: Color Splash, ultimo titolo di peso per il Nintendo Wii U che si sta mestamente avviando verso la fine del suo ciclo vitale. Saprà l’ultima fatica dei mai troppo lodati Intelligent Systems ad alzare l’asticella della qualità dopo il non eccelso Sticker Star?

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Le premesse per un ottimo titolo, lo dico subito, ci sono veramente tutte. Nel corso della presentazione, cui abbiamo potuto assistere grazie a Nintendo Italia, ci è stato mostrato un lungo spezzone di gameplay ambientato in un livello dall’evocativo nome di Albergo Ceruleo: la scelta di questo stage, già abbastanza avanzato all’interno della campagna di gioco, è stata fatta allo scopo di mostrare come Color Splash alterni classici livelli a scorrimento laterale, da superare sconfiggendo nemici e superando ostacoli, a livelli dal gameplay dalle sfaccettature differenti. Nello specifico, il buffo Mario cartaceo è chiamato a risolvere i misteriosi accadimenti che hanno incominciato a manifestarsi all’interno dell’elegante hotel che dà il titolo al livello: il personale della struttura, composto da solerti e operosi Toad, non sa che pesci pigliare e chiede così aiuto a Mario.

Comincia così una sorta di ghost story in cui il nostro compito sarà quello di scoprire cosa agita i Toad fantasma sparsi per l’hotel e porre fine alle loro inquietudini per riportare la pace (e i clienti) nell’albergo. Tra piccoli puzzle da risolvere, personaggi con cui parlare e combattimenti, il livello, pur nella sua atipicità, è in grado di mostrare bene quanto Color Splash ha da offrire.

La struttura generale di gioco è piuttosto classica per la serie Paper Mario: il fattore di novità con maggior rilievo all’interno di una struttura collaudata è rappresentata dal fatto che i vari livelli dell’Isola Prisma stanno perdendo colore e che è necessario ridipingerli. Come? Martellando a più non posso! Tramite l’arma brandita da Mario si può infatti spargere vernice su nemici ed elementi dello scenario, riportando così il mondo alla sua policromia originaria. Al di là del puro vezzo estetico, l’operazione è molto utile perché dalle zone ridipinte spunteranno monete e carte utili per il combattimento, nonché gocce di preziosa vernice per rimpolpare le scorte. Questi ultimi due elementi, carte e vernice, danno giusto una spruzzata di connotazione RPG al titolo essendo i due aspetti che è possibile potenziare e migliorare lungo il corso dell’avventura e che altro non sono se non il cardine dei combattimenti nel gioco.

Se in Sticker Star si utilizzavano adesivi, qui le armi del duello sono rappresentate da carte che è possibile, letteralmente, lanciare dal Gamepad sul televisore. Ogni combattimento è come un piccolo puzzle e, come tale, va analizzato con cura per avere la meglio: certe carte funzionano meglio con determinati tipi di nemici che con altri, così come certe combinazioni di carte possono sbaragliare una fila di cattivoni senza problemi. Oltre al tipo di carta, un impatto importante sulla battaglia lo ha anche, ovviamente il colore: le carte colorate sono più efficaci di quelle bianche, che certo potranno essere colorate ma le scorte di vernice sono limitate e vanno gestite con parsimonia (anche perché verranno prese spesso di mira dai nemici – che ve ne pare di un Tipo Timido con cannuccia che non si farà scrupoli a sottrarvi preziosa vernice?).

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La difficoltà generale non pare settata particolarmente verso l’alto. Senza dubbio i combattimenti si faranno più impegnativi col procedere nei livelli, ma la generale abbondanza di carte e la presenza delle carte nemici e delle carte oggetti offre un ventaglio di soluzioni alquanto ampio. I piccoli puzzle ed enigmi da risolvere sparsi per i vari livelli difficilmente vi faranno penare: pur mancando un vero e proprio diario in cui appuntarsi eventuali memo, sulla mappa del mondo è presente un sistema di bandierine che segnalano le questioni sospese in ogni livello e che sarà dunque possibile utilizzare come guida. I livelli sono peraltro parecchio interconnessi tra loro: per scovare tutte le Vernistelle nascoste in uno stage potrebbe essere necessario tornarci dopo aver recuperato un oggetto o parlato con qualcuno altrove: l’esplorazione dei livelli viene così incoraggiata in un andirivieni tra gli ambienti dell’Isola Prisma che, speriamo, non diventi tedioso a lungo andare.

Visivamente Color Splash è veramente un tripudio di colori: il titolo è una meraviglia da vedere, pulito, fluido e senza incertezze, mentre il mondo di gioco, interamente fatto di carta e cartoncino, acqua compresa, riesce a stupire costantemente il giocatore. Altra caratteristica del titolo è quella di non prendersi per nulla sul serio: Color Splash prende costantemente in giro il giocatore e non mancherà di strappare più di un sorriso in svariate occasioni, che si tratti di un dialogo con un Toad o di una buffa espressione di Mario.

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La struttura di gioco è dunque ben rodata e il meccanismo di verniciatura dovrebbe sparigliare abbastanza le carte in tavola quel tanto che basta per creare un gradevole effetto novità e Color Splash pare avere tutti gli elementi giusti per rappresentare una degna chiusura del ciclo vitale del Nintendo Wii U. Restano da verificare, in altra sede a seguito di una prova ben più approfondita, la tenuta del gameplay sulla distanza e l’effettiva capacità di coinvolgere e tenere alto l’interesse del giocatore.

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