Axiom Verge sfonda una porta aperta: restituire le atmosfere cupe e solitarie delle avventure di Samus (che a sua volta erano quelle di Alien) a una schiera di fan incalliti, probabilmente scottati dal recente Metroid Prime Federation Force. L’effetto scaturito dall’oscurità, dall’incertezza e il terrore che avvolgono il giocatore sin dai primi istanti di gioco sono le stesse che si possono trovare in un classico Metroid, sensazioni che i giocatori Nintendo stavano quasi per dimenticare dato che ne è passata di acqua sotto i ponti dal’ultimo Metroid 2D su una macchina della grande N: l’effetto è straniante ma al tempo stesso familiare, sembra di tornare a casa.
Per giunta, il porting di Axiom Verge per Wii U è un lavoro di ottima fattura e progetti realizzati in questo modo per il Wii U sono sempre più sporadici. Thomas App Games ha sfornato un titolo che mantiene tutti quanti gli aspetti fondamentali del genere, e sopratutto le caratteristiche dei titoli 2D per Nintendo Entertainment System e Super Nintendo Entertainment System, ma ne aggiunge di altri per rendere l’esperienza meno frustrante e al passo coi tempi.

Per prima cosa, la trama: potrebbe sembrare uno degli aspetti meno importanti in un titolo del genere ma in Axiom Verge la trama è curatissima, ricca di colpi di scena, profonda e piena di sfaccettature. A partire dalle cutscene iniziali che fungono da incipit, veniamo coinvolti in atmosfere sempre più variegate grazie i dialoghi fra Trace e gli abitanti del pianeta Sudra, alle Rusalka (ispirate alla produzione di Giger), in primis tra tutti Elsenova, e perfino con le note collezionabili in game che sono scritte a volte nella lingua di Trace, altre volte in Sudra o in Vykhya, richiedendo quindi la giusta password, da trovare in game o su internet, per poterle decifrare.
Gli sviluppatori utilizzando cliché tipici del genere hanno corso un bel rischio, ma funziona tutto alla grande: non sarà solo la voglia di esplorare, arricchire il vostro arsenale e scoprire tutto il mondo di gioco a motivarvi a finire il titolo ma anche scoprire il destino di Trace e di Sudra. Tutto il canovaccio, che è davvero bello e coinvolgente, viene arricchito dalla localizzazione integrale del titolo in italiano: Elsenova parla in un italiano stentato con dei caratteri tipici dei personaggi est europei dei film anni ’80. Si tratta di una scelta voluta per cercare di immergere il giocatore nello spazio tempo ideale di Axiom Verge: una notte tempestosa della fine degli anni ’80 nel pieno dell’adolescenza. Risveglia quella voglia di accendere la vostra console per provare il titolo sci-fi sulla bocca di tutti, quello che a scuola fomenta teorie e accende l’immaginazione dei vicini di banco.

Senza però un mondo di gioco coerente, la trama non sarebbe così emozionante: fortunatamente tutto è al suo posto, Sudra è bellissimo, vario, pieno di segreti da scoprire e stanze da superare. Le nove sezioni che compongono la mappa di gioco sono davvero belle, ognuna diversa dall’altra, caratterizzate da una colonna sonora da urlo che vi rimarrà nella testa per giorni. Ognuna di esse è abitata da mostri diversi, ognuno con le proprie debolezze e i propri pattern d’attacco. Ogni bioma è caratterizzato dalla sua flora e la sua fauna, con le sue strutture che potranno ostacolare, così come aiutare, l’esplorazione del mondo di gioco.Il gameplay è semplicemente perfetto, non c’è occasione in cui non ci si senta perfettamente padroni del gioco e dei movimenti di Trace: saltare, sparare e utilizzare gli oggetti per progredire nel gioco è naturale, tutto è rifinito al minimo dettaglio e niente è lasciato al caso.
Nel corso del mio playthrough sono riuscito ad esplorare circa l’80% della mappa e a raccogliere, solo, il 50% degli oggetti, ciononostante mi sono ritrovato con un arsenale di armi ragguardevole, adatto a ogni situazione. Il titolo fornisce al giocatore gli strumenti strettamente necessari a progredire: la gran parte delle armi e dei potenziamenti recuperabili su Sudra sono del tutto opzionali, a volte segreti, e possono essere tranquillamente lasciati al proprio posto. Certo, i boss sono molto più facili da affrontare con alcuni determinati tipi di armi, ed è proprio questo che vi farà scattare la voglia di esplorare di più. Bloccarsi a un boss più del dovuto vuol dire non aver compreso il punto debole del nemico, oppure non aver acquisito l’arma più adatta per farlo fuori in tempi ragionevoli. E tuttavia è possibile uccidere i boss che intralciano il cammino di Trace con una qualsiasi delle armi in proprio possesso.

I boss, sono un altro pregio del titolo, tutti diversi e ognuno con un pattern d’attacco peculiare, spesso le battaglie si trasformano in veri e propri bullet hell ma non sono mai frustranti, anche quando si rimane bloccati per un pomeriggio su un boss, o peggio ancora “ingiuste”: la chiave di lettura della scena c’è sempre, a volte è ben celata, ma sta al giocatore riuscire a trovarla.
La struttura di gioco si accompagna a un comparto tecnico d’eccezione: una gioia per gli occhi continua, ogni sprite è ben disegnato, ogni ecosistema ben caratterizzato, ogni arma ben riconoscibile. Nota di merito per gli sprite delle Rusalka che sono semplicemente da applausi: disegnate benissimo e con uno stile semplicemente inconfondibile, che dice molto di più di quanto non appaia in prima battuta. Lo stile grafico è semplicemente “profondo” e lascia intravedere il giusto agli occhi per poi permettere alla nostra immaginazione di viaggiare. La bellezza del mondo di gioco viene prolungata dalla mente del giocatore perché la grafica retro permette alla nostra fantasia di spiccare il volo, cosa più difficile con una grafica realistica. Lo stesso si può dire della già citata colonna sonora, piena di suoni e sfaccettature che raramente si trovano nelle colonne sonore dei titoli AAA odierni.

La versione Wii U potrebbe essere, a mio modo di vedere, la versione migliore mai pubblicata sin d’ora per home console. Il titolo ovviamente gira benissimo senza nessun difetto tecnico, e anche quando la scena si fa affollata, piena di nemici ed esplosioni, il motore grafico regge benissimo. A offrire una marcia in più è, straordinariamente, il Wii U Gamepad. Oltre a poter tenere la mappa sempre sotto mano è anche possibile cambiare oggetti e armi con la punta delle dita e navigare i menù di gioco con il touch screen. Non sono sfruttati i sensori di movimento, ma non vedo in che modo avrebbero potuto esserlo, e non c’è nemmeno una vera e propria integrazione al miiverse se non quella canonica. Da lodare la possibilità di customizzare i comandi a proprio piacimento: questa è una possibilità da non sottovalutare perché potrebbe risultare molto più naturale un layout di comandi piuttosto che un altro. Una conversione ben fatta e senza alcun difetto.
Com’è possibile che qualcuno sia riuscito a imitare, e forse anche a superare, una delle opere massime di Nintendo, Metroid? È possibile e Axiom Verge ne è la dimostrazione: un gran titolo indie che vi farà tornare bambini, che vi farà venir voglia di ri-giocare a Super Metroid e che vi farà dannare per l’assenza di un nuovo Metroid 2D. Grazie Thomas App, Grazie Axiom Verge: siete il mio titolo indie dell’anno.