Defend your Crypt è sostanzialmente la trasposizione videoludica della dura e avventurosa vita dei tombaroli, sempre in bilico sul confine della legalità, sforandolo in maniera netta il più delle volte, alla ricerca di preziosi manufatti archeologici, ma con un interesse storico prossimo allo zero: ciò che conta, per questi spietati cacciatori di tombe, è il luccichio dell’oro e di altri gingilli preziosi che è possibile trovare tra le rovine di qualche antica costruzione. E quale miglior obiettivo nell’immaginario collettivo se non le sfarzose tombe egizie di qualche faraone, ricolme di ogni ricchezza? Quello che gli sciagurati ladruncoli presenti nel gioco non hanno considerato, è che se lo spirito del faraone è ancora vivo e vegeto e ben determinato a proteggere i preziosi monili dalle loro avide mani, la faccenda potrebbe rivelarsi molto più complicata del previsto.

Il casus belli di Defend your Crypt è dunque racchiuso in questo incipit, e il compito del giocatore sarà proprio quello di respingere le incursioni dei ladri nelle tombe. Sebbene tali premesse lascino supporre che il titolo di Ratalaika Games rientri nella categoria dei tower defense, la realtà è che la componente tattico-strategica tipica di tale genere videoludico qui è del tutto assente. L’impostazione del gioco vira infatti completamente sull’arcade e richiede prontezza di riflessi e colpo d’occhio per portare a termine l’impresa. Il gameplay richiede pochi minuti per essere assimilato: tutto ciò che serve è infatti il pennino perché l’interfaccia di gioco passa tutta dal touch screen del Gamepad o del 3DS e l’unica azione che potremo performare è quella di attivare le varie trappole presenti nelle tombe. I ladri, che irrompono a ondate successive, hanno come obiettivo la camera del tesoro, per arrivare alla quale dovranno però riuscire a passare indenni una serie di trappole abilmente piazzate dagli ingegneri egiziani: spuntoni che sbucano dal terreno, frecce e lance che erompono dalle pareti, camere che si riempiono d’acqua sono solo alcuni dei cruenti modi con cui gli sfortunati saccheggiatori perderanno la vita.

Le trappole vanno attivate manualmente col giusto tempismo e, una volta attivato, un meccanismo richiederà un certo tempo per ricaricarsi, motivo per cui far fuori più di un ladro con una singola attivazione è spesso necessario per superare un livello indenni. Le trappole sono già piazzate all’inizio di ogni livello e non si possono né spostare, né cambiare, né potenziare: l’unica libertà concessa è quella di scegliere in che ordine sbloccarle, accumulando teschi a sufficienza che verranno gentilmente forniti dai tombaroli già deceduti. Nessuna velleità strategica, intendiamoci: la cosa più naturale da fare è sbloccare per prime le trappole più vicine all’entrata, in genere meno costose, per poi rendere disponibili le altre. Il gioco, soprattutto nei livelli più avanzati, si trasforma dunque in una frenetica corsa all’attivazione delle varie trappole, saltando da una parte all’altra del touch screen in maniera rapida e spesso disordinata perché non sempre è facile intervenire al momento giusto, con la concitazione del momento che può anche causare una certa imprecisione nella pressione del punto corretto sullo schermo.

Sebbene il tutto comunque funzioni a dovere, subentra presto una certa ripetitività che né la varietà di trappole presenti, né la morfologia differente delle varie tombe riescono a evitare. il tutto è comunque compensato dalla non eccessiva longevità del gioco, che si assesta sulle 4-5 ore, a seconda di quanto siate amanti del perfect score. In tal caso sarà necessaria una certa costanza, perché la difficoltà si impenna presto e diventerà sempre più complicato respingere le frotte di saccheggiatori. Un paio di variabili in particolare causeranno qualche grattacapo. Azionare alcune trappole, innanzitutto, avrà l’effetto secondario di bloccare temporaneamente il passaggio obbligando i tombaroli a cercare una via alternativa, cosa che vi costringerà a disperdere l’attenzione su percorsi differenti. Oltre a ciò, ad un certo punto le tombe sono talmente ampie che una sola schermata non è sufficiente a visualizzarle per intero e diventa necessario switchare tra diversi livelli, perdendo così di vista i ladruncoli presenti nella schermata non visualizzata in quel momento.

Tecnicamente il gioco non meraviglia ma fa comunque il suo dovere: presente con l’ormai immancabile stile retro 8-bit, Defend your Crypt si comporta bene sia su 3DS che su Wii U, dove peraltro il televisore diventa un ammennicolo inutile, essendo tutta l’azione visualizzata sul Gamepad.

La differenza tra le due versioni è praticamente nulla. Il 3DS è un po’ più maneggevole da tenere in mano rispetto al controller del Wii U, ma mi sento di sconsigliare la versione portatile per chi non disponesse di un Nintendo 3DS XL: la leggibilità dell’azione risulterebbe infatti seriamente compromessa dal momento che anche sullo schermo più grande la situazione è già al limite. Il prezzo, per entrambe le versioni, è di 2,99€, cifra modica grazie alla quale potreste sicuramente dare una possibilità al titolo qualora siate alla ricerca di un giochino immediato e frenetico.