Mettiamo subito le mani avanti: LEGO Star Wars: il Risveglio della Forza è un gioco fantastico.
Uno di quei titoli che non ti aspetti, che ti spiazzano e ti lasciano con una domanda: come ho fatto a vivere tutto questo tempo senza i giochi della Traveller’s Tales? La software house ha confezionato un gioco che davvero rispetta l’opera originale, l’episodio VII della saga di Star Wars, ma lo infarcisce di amore per i mattoncini mitteleuropei fino a farlo esplodere. Dalla battaglia di Endor, il primo livello del gioco, fino allo scontro tra Rey e Kylo Ren, ogni scenario è ricreato in maniera maniacale, con un sacco di easter egg e riferimenti tanto al mondo LEGO quanto a quello di Guerre Stellari.

Il titolo è organizzato in missioni ma, tra l’una e l’altra, si ha accesso a degli enormi HUB in cui cercare pezzi lego, nuovi personaggi e mini kit per sbloccare nuovi veicoli. In particolare la base di D’Qar, il quartier generale della resistenza, permette di accedere a tante missioni secondarie di varia natura: da semplici puzzle da risolvere, a sezioni sparatutto con le astronavi, passando per il classico poligono dove accumulare valuta di gioco.
Durante il mio playthrough, mi sono cimentato in missioni secondarie strutturate esattamente come quelle principali del gioco e che si sbloccano accumulando mattoncini dorati: in una ci si trova vestire i panni di Poe Dameron e di salvare il capitano Ackbar in una missione epica e piena di colpi di scena, in un’altra si scopre l’origine dei Rathar che contrabbanda con la sua astronave. Sicuramente la software house ha imparato moltissimo grazie allo sviluppo di episodi “free roaming” come LEGO City Undercover sia per la grandezza dei livelli che per la differenziazione delle attività di gioco.

Il gameplay è essenziale, pulito, secco ma efficace. Ci si muove con l’analogico o con il D-pad e si combatte con il tasto Y, a cui si può alternare la pressione del tasto A per effettuare delle mosse finali sui nemici sfiniti. Oltre al combattimento c’è anche la fase di costruzione: distruggendo alcuni elementi dello scenario è possibile costruire delle infrastrutture per risolvere enigmi e progredire con il gioco e, novità di questo capitolo della serie, è stata introdotta la possibilità di costruire più strutture con gli stessi pezzi, a discrezione del giocatore, che danno più possibilità di risoluzione dei puzzle. Ovviamente questo ha permesso a TT Games di aumentare la complessità del gioco, e ovviamente il divertimento.
Ogni personaggio (ce ne sono duecento) poi ha un’abilità specifica: se Rey, bellissima anche in questa versione di plastica, può lanciare il suo bastone, BB-8 permette di hackerare i computer di gioco, Han Solo ha un portentoso rampino e Chewbacca cariche esplosive e balestra. Poi ci sono i personaggi acquatici, come l’ammiraglio Ackbar che possono essere utilizzati per sezioni particolari del gioco, gli Ewok che possono sgattaiolare dentro gli alberi.Ogni abilità viene usata più e più volte in modi diversi nel corso dei livelli rendendo la progressione sempre diversa e mai noiosa. Aggiungeteci anche la possibilità di affrontare tutte le missioni in “modalità liberà” con qualsiasi personaggio per ottenere tutti i collezionabili.

Nota di merito alle sezioni di volo, tutte da giocare con Poe Dameron: siamo al di sopra dei livelli di Star Fox: Zero (Miyamoto prendi nota) e non penso di dire una blasfemia se affermo che mi hanno ricordato da vicino le produzioni di Factor 5 per Nintendo 64 e Gamecube, Star Wars: Rogue Squadron e Rogue Leader. Una goduria.
Impossibile non citare anche le sezioni in stile sparatutto in terza persona che si attivano in molte missioni: non precisissime, ma divertenti e ben integrate, assolutamente un’aggiunta gradita. Insomma, una grande quantità di carne al fuoco. Ed è tutto cucinato davvero bene.
Peccato che il Wii U gamepad non sia utilizzato in nessun modo creativo anche se è possibile giocare con l’off TV play. Sarebbe stato carino poter mirare con i sensori di movimento e/o risolvere enigmi direttamente con il touch screen, questo rende il gioco identico alle versioni old gen del titolo. Il titolo si può giocare tutto in co-op con un Wiimote o un Wii U Pro Controller. Il Wii U gamepad è obbligatorio per la campagna in giocatore singolo.
Tutto il gameplay è accompagnato da un comparto grafico di buon livello: i LEGO sono ben modellati, gli effetti grafici nella media anche il frame rate è abbastanza stabile anche se ho notato qualche calo nelle sezioni in stile sparatutto. Peccato per qualche texture troppo poco definita e sgranata.
Enorme nota di demerito per la qualità del suono. Tutta la produzione è accompagnata dalla bellissima colonna sonora originale di John Williams purtroppo però molti effetti sonori sono eccessivamente compressi e nella riproduzione spesso il suono stride parecchio. Non si spiega nemmeno in termini di capienza del supporto ottico in quanto il peso del gioco si aggira intorno ai 7GB quindi di spazio libero sul disco Wii U ce ne è in abbondanza.

Ottimo lavoro, ottimo adattamento, peccato per il suono: non vediamo comunque l’ora di mettere le mani sui suoi “sequel” su NX.