Giocare a Dual Core mi ha riportato indietro di vent’anni, quando il mondo videoludico era molto diverso da ora e una sostanziosa parte della passione per i videogiochi si teneva fuori dalle mura domestiche, nelle sale giochi. Ecco, Dual Core riesce a ricreare quello spirito da coin op, dove si inseriva la monetina e incominciava un button smashing sfrenato, il più delle volte “in doppio” con un amico, ora a bordo di un’astronave, ora impersonando un robot. Il lavoro di Gray Fin Studios centra in pieno il bersaglio nel far rivivere (strizzando un occhio specialmente ai giocatori un po’ più attempati) un’esperienza di quel tipo, risultato rimarcabile anche in considerazione del fatto che il panorama videoludico attuale offre ben poche esperienze di questo tipo, se non andando ad attingere nel mare magnum del retrogaming.
Dual Core non si perde in troppi fronzoli e catapulta il giocatore subito nel cuore dell’azione. Le premesse narrative sono semplici e vi ritroverete subito nei panni di un robot che deve farsi strada all’interno di una stazione spaziale, cercando di capire cos’è successo. Il luogo è infatti tutt’altro che ospitale: nessuna traccia di presenza umana, con orde di alieni e robot ostili che faranno di tutto per ridurre il nostro simpatico robottino a un ammasso di ferraglia.

Come accennato in apertura, Dual Core è uno shooter con visuale isometrica in cui il combattimento è inframezzato da fasi esplorative e giusto un accenno di elementi GDR. Farsi strada stanza dopo stanza richiederà dunque riflessi pronti e un’instancabile pressione sul tasto per sparare: la difficoltà del gioco, selezionabile tra quattro livelli differenti, si assesta su buoni livelli fino a impennarsi nelle concitate fasi finali di gioco. Le ambientazioni, inevitabilmente poco varie visto il setting del gioco, non sono mai ariose e l’affastellamento di nemici rende spesso difficile la leggibilità dell’azione e tracciare traiettorie che consentano di schivare e valanghe di proiettili che vagano a schermo diventa molto complicato. Subire qualche colpo sarà dunque inevitabile ma non rappresenta un problema particolare perché abbiamo qualche asso nella manica per cavarcela. Innanzitutto è possibile potenziare le proprie caratteristiche attraverso un sistema di upgrade: collezionando gemme verdi è possibile migliorare salute, rigenerazione, potenza di fuoco e velocità. I nemici sono poi piuttosto generosi nel lasciare gemme blu che rigenerano una piccola parte di HP perduti, mentre sotto l’aspetto offensivo sono presenti una serie di upgrade, come da buona tradizione old school, temporanei che saranno di grande aiuto soprattutto nelle fasi più concitate.

Un altro aspetto importante da considerare, e di grande aiuto nell’incedere attraverso la stazione spaziale, è che Dual Core è un gioco studiato per il multiplayer: anche nel caso in cui non abbiate nessun amico ad accompagnarvi nell’avventura, non sarete comunque soli. Nelle battute iniziali del gioco, sarà infatti possibile reclutare un robot del tutto simile a quello controllato da noi, che sarà governato dall’intelligenza artificiale e che si dimostrerà un compagno molto utile nel combattimento e fondamentale nella risoluzione di alcuni semplici enigmi. Il fatto che sarà possibile upgradarne le caratteristiche rende bene l’idea di come esso sia considerato a tutti gli effetti un secondo giocatore. Sebbene infatti lo story mode sia divertente e godibile anche da soli, pur con una longevità non eccelsa, è in compagnia che Dual Core offre il meglio di sé, anche in considerazione delle due modalità studiate apposta per il multi, ovvero l’Arcade mode e il Versus match che rendono Dual Core, udite udite, un party game divertente e scanzonato, molto più godibile di altri esponenti del genere.

Nel gioco sono richiesti riflessi ed elevata reattività e i controlli si comportano bene in questo senso: la configurazione migliore è probabilmente quella che prevede l’utilizzo dei due analogici del Gamepad, il sinistro per muoversi e il destro per sparare e direzionare i colpi. Un sistema semplice ma efficace, non riproponibile ovviamente nel caso di utilizzo di Wiimote e Nunchuk. D’altro canto il Gamepad non offre alcun valore aggiunto perché l’inventario è comodamente consultabile sullo schermo della tv senza dover staccare gli occhi dall’azione. Tecnicamente Dual Core è gradevole e ha il pregio di non soffrire rallentamenti nemmeno nei momenti più caotici con tanti elementi a schermo. Dove il gioco mostra un po’ il fianco è nella mancanza di contenuti: terminata la campagna nel giro di una manciata d’ore, i motivi di interesse verso Dual Core scemeranno prestissimo se non si è stimolati a provare un livello di difficoltà maggiore e in assenza di amici con cui condividere l’esperienza in multy.

Alla cifra di 9,99 € vi porterete comunque a casa un titolo divertente e ben realizzato, consigliato, con qualche riserva, in single, imprescindibile in compagnia.


























































