Kick & Fennick è il nome della coppia di personaggi protagonista di questo gioco che potrete trovare su eShop del Nintendo WiiU. Chiaro l’intento da parte di Abstraction Games di richiamare alla memoria altre famose coppie dei videogiochi (chi ha detto Ratchet e Clank?), tuttavia le citazioni si fermano al solo titolo perchè per il resto parliamo di un platform a scorrimento 2D basato su una personalissima meccanica di gameplay. Infatti la trama è completamente assente (d’altro canto in un platform questo elemento è storicamente irrilevante) e non ne esiste neppure un minimo abbozzo al punto che non si capisce il motivo per il quale i due main character, dopo essersi svegliati da un sonno criogenico in un mondo post-apocalittico e popolato solo da (pochi) robot, decidano di mettersi in marcia.

Il gameplay, come suddetto, è l’aspetto cardine di questo gioco e ruota tutto attorno ad un’unica meccanica : il “contraccolpo” di un’arma futuristica con cui il protagonista può spostarsi in giro o abbattere i nemici. Infatti il personaggio non può saltare autonomamente ma deve affidarsi esclusivamente al rinculo dello sparo della propria arma per farlo. Agendo sulla levetta analogica destra e puntando il fucile verso i nemici o verso i muri da distruggere l’arma fa il suo dovere in modo normale, ma rivolgendo lo sparo dalla parte opposta si ottiene una propulsione nella direzione desiderata. Il sistema di controllo funziona bene e dopo un po’ di assestamento si riescono a compiere notevoli evoluzioni, indispensabili per sfidare un riuscito level design.

La telecamera è dinamica, per quanto lo scrolling sia 2d, e la visuale zooma o si allontana a seconda della regia in-game, il ché rende a volte il personaggio troppo piccolo e lontano e di conseguenza l’azione difficoltosa da leggere, ma fortunatamente questo problema si verifica sporadicamente. Il gioco non è molto longevo (ci sono circa una cinquantina di livelli) ma piuttosto vario perché l’unica meccanica viene messa alla prova da numerose situazioni diverse, come nei livelli subacquei. All’inizio Kick & Fennick potrebbe sembrare semplice ma con l’avanzare del gioco le cose si fanno gradualmente più complicate eppure mai frustranti grazie alla brevità dei livelli, che rendono l’esperienza un ottimo intrattenimento “mordi e fuggi”, cosa che tradisce la natura portatile, a cui era inizialmente dedicata questa produzione. Sono presenti anche dei collezionabili sotto forma di ingranaggi che possono spingere a rigiocare i vari livelli per completare l’avventura al 100%.

Nonostante il game design sia globalmente buono, non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda la varietà delle ambientazioni o dei nemici: sempre gli stessi dall’inizio alla fine. Graficamente il titolo è tutto sommato apprezzabile per essere un indie, senza però neppure far gridare al miracolo. Una nota decisamente stonata (è proprio il caso di dirlo!) la si trova nelle musiche, non perché siano brutte ma perché spesso sono completamente assenti – forse per sottolineare la desolazione e l’abbandono che caratterizza l’ambientazione – e solo di tanto in tanto intervengono a sottolineare determinati passaggi (in maniera piuttosto randomica a mio avviso).
Al netto dei pur presenti difetti “di contorno” ho personalmente apprezzato un gioco onesto che punta tutto su una meccanica di gioco e tutto sommato lo fa bene. Il gioco non dura molto ma non è necessariamente un male perché la riproposizione della stessa meccanica troppo a lungo avrebbe stufato. Concludendo, se vi piacciono i platform questo è sicuramente atipico e a modo suo originale ma valutate bene il rapporto longevità/prezzo considerando che la durata si può assestare massimo sulle 5 o 6 ore di gioco.


























































