Sony E3 2016

Opinioni Opinionabili

I sonari hanno vinto, ma non sanno ancora bene cosa – Opinioni OpiniOnabili

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Pubblicato il
14 Giugno 2016

Dai tempi della figuraccia storica del reveal della Playstation 3, coi suoi Giant Enemy Crab e RIIIIDGE RACEEEEER, Sony ha imparato come mettere in piedi uno show. Senza metterlo in piedi in sostanza: mentre Electronic Arts si affanna a mettere su un secondo show correlato a Londra, manco fosse il Live Aid, e paga gente al top in un mestiere che non è creare videogiochi, ovvero Mourinho, e Ubisoft, con la sua press conference ottimamente presentata, affolla il palco di attori che non sanno dove guardare la telecamera (che ironia eh?), Sony propone una conferenza lunga ma asciutta, con zero fronzoli e tanti giochi.

A prescindere dalla qualità dei giochi, di cui non è mio onere disquisire, soprattutto in questa sede, mi interessa analizzare la comunicazione. Questo perché Nintendo, forte dei suoi Direct che arrivano direttamente al cuore pulsante dell’appassionato, ha deciso quasi di non comunicare, limitandosi a prendere gli stand booth, il solito piano superiore enorme e quasi tutto grande N, all’interno di una fiera dove però, fate bene attenzione, diversi publisher hanno deciso di disertare. Oltre all’ovvietà di non avere più Disney, che ha chiuso Avalanche Studios e la propria linea Infinity, e Konami, ormai dedita solo ai giochi per cellulare e pachinko (che mestizia), ActivisionBlizzard ed Electronics Arts, ovvero i due publisher più grandi d’america, non hanno il loro spazio. Questa mossa da parte di Nintendo può voler dire solo: guardate che ci siamo anche noi eh!

L'E3 è morto! Viva l'E3
Un ombra si staglia sull’E3

In effetti molti giocatori vorrebbero di più da parte di Nintendo. Vorrebbero uno show così pieno di luci da causare l’epilessia istantanea a ogni spettatore, annunci al fulmicotone, trailer spacca mascelle. Vorrebbero un E3 in stile Sony, tale e quale. La domanda però che mi sono fatto una volta finita la press conference di ieri, oltre a “perché diavolo non vai a dormire” è stata “ok, tutto bello, WOW. Ma cosa esce quest’anno?” e guarda caso è la stessa domanda che mi sono posto durante lo scorso E3. Quest’anno sulla conferenza Sony sono stati tre i giochi con data verso la fine del filmato: The Last Guardian, ormai un veterano della kermesse losangelina, e due multi piatta, Lego Star Wars e Call of Duty, probabilmente i giochi meno apprezzati dello show, senza denigrare il lavoro dei rispettivi sviluppatori, of course.

Forse gli spettatori, abbagliati da nuove IP, il punto più a favore della politica Sony, non si sono accorti che su di loro si stagliava un’ombra minacciosa, una vecchia amica, incitata e festeggiata come il vincitore del superbowl: la conferenza Sony E3 2015. Esatto, quella dell’anno scorso. Perché la domanda è ancora valida, oggi, pure per quella conferenza e ve la ricordo: “ok, tutto bello, WOW. Ma cosa esce quest’anno?”
Tralasciando lo spazio dedicato ai blockbuster terze parti, che anche venisse annullato l’E3 state sicuri usciranno più precisi deglio orari delle pillole che mi ha prescritto il dottore, avevamo un vasto spazio rivolto ad Uncharted 4, uscito e apprezzato ovunque, certo magari non un Citizen Kane dei videogiochi ma scommetto che certa stampa avrà scritto che si tratta del gioco migliore di tutti i tempi (poi non so, non leggo molto), ShenMue 3 e Final Fantasy VII remake, i giochi che hanno fatto sobbalzare dalla sedia anche chi non ha una Playstation 4 in casa, non si vedono all’orizzonte. Altri titoli nemmeno all’orizzonte: che fine ha fatto Dreams di Media Molecule? Firewatch? Altri titoli ancora, hanno vissuto il loro primo, secondo (scusate il gioco di parole) E3: Horizon e Detroit Become Human, mentre ancora si aspetta No Man’s Sky, anche se uscirà a breve.

Arco, frecce... Ok è Zelda (il primo caso di trollata per ambo le fazioni)
Arco, frecce… Ok è Zelda (il primo caso di trollata per ambo le fazioni)

A questo punto penserete che questo papello di sentenze sia un discorso di un fan Nintendo obnubilato dal successo di PS4 e in modalità rage per una Nintendo che non si è presentata all’appello. Se volete pensare questo, lieti voi. In realtà sto facendo davvero i complimenti alla Sony perché ha capito bene come si porta a casa il risultato: con le promesse. Il fan non vuole vedere sul palco il produttore del film di Assassin’s Creed o John Carmack con un visore in testa chiedendosi se cadrà dalla balconata, il fan vuole giochi nuovi, strillarne le lodi sui social, fare ai compagni di banco con un’altra console BOO-BOO ABBIAMO VINTO, e sbavare in preda ai deliri di onnipotenza. A volte non vuole nemmeno il gioco, vuole il logo soltanto (vedi BioHazard o Batman per VR), e vuole sognare. Altro che solide realtà!

Sony ha capito che bisogna dare all’appassionato ciò che vuole, e poco male che ancora non ce l’abbia e non lo possa mostrare: funzionerà lo stesso se tutto è orchestrato in modo giusto.

E Nintendo? Si è arresa? No, più semplicemente Nintendo ha scelto un’altra strada: quella dell’attenzione verso il consumatore. Sarebbe stato così difficile mandare su il maestro Miyamoto a scagliare bombe ludiche virtuali di giochi che vedremo tra due, tre, perché no, quattro anni? Probabilmente no, ma la scelta di Nintendo è semplice, la stessa da anni, odiatela o amatela: mostrare giochi di prossima uscita e mantenere le promesse. L’ironia della sorte è che quest’anno mostrerà l’unico gioco che non ha mantenuto fino in fondo l’unica promessa fatta ovvero, quella relativa al periodo d’uscita ma Nintendo si è ben guardata dal pubblicare un reel con fasi di gioco, alcune delle quali non presenti nel gioco finale, come avvenuto con The Legend of Zelda: Twilight Princess.

The Legend of Zelda U E3 2016 Nintendo Giulio Vitali meteo dinamico quattro dungeon
Vincere l’E3 con un solo titolo? Naaa!

Se Nintendo dovesse mai tornare all’E3 in gran rispolvero, sempre ammesso che la formula dell’Expo sia simile a quella attuale che tutti (più o meno) apprezziamo, e dovesse salire sul palco per mostrare tanti titoli in successione, allora mi chiederò se potrà tenere fede alla sua parola, quella di vendere divertimento senza inganni, o se si è adeguata al modello fumo negli occhi.