Fate un respiro profondo, chiudete gli occhi e rilassatevi. Visualizzate un canneto di bamboo (slurp, io lo sto immaginando e ho già l’acquolina in bocca), ora focalizzate l’armonia, ripetete con me: Ohmmmm! Ohmmmm!

L’aereoplanino di carta nell’orecchio devo dire che è appropriato, sgradevole ma appropriato, per parlarvi di Kami, piccolo puzzle game dai connotati molto zen e rilassanti.. ronf… ronf… ehm forse un po’ troppo rilassante.
Sviluppato da State of Play, Kami ha visto la sua prima incarnazione su iOs ed infine è approdato sui nostri 3DS. A una prima occhiata dal trailer ho pensato che il gioco mi avrebbe consentito di fare strutture articolate e bellissime alla vista come sono solita realizzare. Purtroppo le cose non stanno così, perché il risultato del vostro piegare e contro piegare carta sarà sempre un anonimo rombo. Un vero peccato considerando che la carta è l’argomento centrale del puzzle, tanto che gli sviluppatori hanno utilizzato carta reale allo scopo di renderizzarla e offrirci l’impressione di star piegando veramente della carta da origami. Pur nella semplicità complessiva, sarebbe stato un punto a favore.

Semplice come un tocco di pennino. Lo schema da risolvere è composto da un foglio colorato con diverse sezioni dai colori diversi, che dovremo uniformare in un unico colore, premendo di volta in volta sul colore che vorremo cambiare, fino alla soluzione. Detta così sembra semplice ma in realtà il numero di mosse è limitato, quindi se riuscirete a risolvere lo schema con quel determinato numero di mosse, otterrete un perfect, con una mossa in più un OK, altrimenti non sarete riusciti a superare il livello e dovrete riprovarci.
Una strana scelta di game design consiste nella mancanza di aiuti. I livelli sono generalmente semplici e probabilmente non vi capiterà di abbandonare il gioco perché non saprete come risolvere il livello, ma considerando che i livelli sono 45, cinque quadri suddivisi in nove schemi, e che se non risolvete tutt’e nove i puzzle non potrete avanzare ai successivi nove, avrebbero dovuto considerare un sistema di aiuti o la possibilità di tralasciare un livello per tornarvi in seguito.

Il look estetico è semplice ma raffinato, con ispirazione orientale, sia per il soggetto che per le musiche che fanno da cornice. A questo proposito c’è da segnalare che in realtà più che di musiche, dovremmo parlare di musica, dato che c’è un unico tema presente dal sapore feudale giapponese molto gradevole, disattivabile in caso venga a noia e gli effetti sonori richiamano fedelmente l’accartocciarsi del foglio.

Con un’offerta così basilare Kami si rivela un gioco adatto a tutte le fasce di utenza, meno quelle che cercano la complessità e la sfida. Kami è un’esperienza rilassante, da gustarsi a piccoli morsi tra un’avventura e la prossima magari. Il gioco è estremamente corto, in due orette avrete visto sia i quarantacinque livelli base che quelli extra, tuttavia il costo esiguo di 2,99€ e il proporsi come esperienza rilassante potrebbe invogliare all’acquisto coloro i quali cercano un puzzle originale senza la sfida di un tetris.