A volte l’ignoranza è una benedizione. Nel caso di Queen’s Garden, non sapere l’inglese e quindi ignorare una corretta traduzione del titolo evita doppi sensi raggelanti alla Gianluca Grignani.
Queen’s Garden altro non è che l’ennesimo titolo trasferito da android/iOs su eShop grazie ai tool che Nintendo ha messo a disposizione agli sviluppatori. Si tratta di un puzzle di una categoria ormai affollatissima, quella dei Match 3 alla quali appartengono Candy Crush o Pokémon Shuffle per citarne due eccellenti in riscontro e/o qualità.
I livelli mostrano la tipica griglia, di forma variabile, con segnalini da spostare sopra, sotto, a sinistra o a destra per effettuare una combinazione composta da tre segnalini identici, cercando di inanellare combo su combo. Queen’s Garden cerca di mettere un tocco in più con l’introduzione di determinati bonus. I token eliminati, infatti, verranno raccolti in un cerchio che andrà a riempire l’apposito contenitore del potere bonus. Ne abbiamo quattro differenti: una simil-nutria che andrà a papparsi una linea orizzontale da noi scelta, un fulmine che eliminerà una riga invece, un colibrì il cui stormo di appartenenza andrà a nutrirsi di tutti i token di un tipo e un martello che ne romperà soltanto uno, magari quello che vi serve per vincere.

Sì, perché il requisito per il superamento di ognuno dei numerosi livelli, sarà quello di eliminare un certo numero di segnalini, come indicato dal box in alto a sinistra della schermata di gioco. Superare i livelli in breve tempo permetterà di avere più soldi da investire nella costruzione del giardino della regina, quindi il gameplay intervalla ogni puzzle con la schermata in cui potrete comprare nuovi abbellimenti per il giardino. Questa fase rifugge ogni pretesa strategica: scegliere le aiuole di rose anziché di margherite non avrà nessun impatto sull’umore della Regina, né potrete decidere dove posizionare il nuovo avanzamento, ne deriva che si tratta di una scelta puramente estetica. L’azione si svolge tutta sul touch-screen, guardare la tv è superfluo e i segnalini sono forse un po’ troppo piccoli. Allargare l’area di gioco, anche a costo di perdere qualcosina in estetica, avrebbe giovato, dato che non c’è nessuna opzione per ingrandire l’area di gioco. Suppongo che non sia facile trovare sempre un equilibrio, dato che i riquadri dei puzzle variano l’ ampiezza della superficie da livello a livello.

Il gioco ce la mette tutta per variare le cose, cercando di non venire a noia. Non ce la fa, ma almeno ci prova. Il tema del giardinaggio è azzeccato perché ogni elemento è ben ambientato, seppur di un gioco tutto sommato astratto che poteva anche avere pasticche di Galatine anziché foglie e fiori e poco o nulla sarebbe cambiato. A volte dovremo far avanzare un seme verso il punto in cui dovrà essere seminato, cercando di fare combinazioni nella strada che li distanzia. Oppure ci converrà far esplodere certi segnalini luminosi che sono delle vere e proprie smart bomb che si portano via aree intere di token. Anche dal punto di vista estetico, viene spesso cambiato lo sfondo, in sé una buona idea, parzialmente rovinata dal soggetto del disegno: cosa ha a che vedere un dungeon o una foresta oscura con il resto del gioco? Non stavo cercando di curare l’orticello della regina?

Un altro piccolo pizzico di varietà consiste in alcuni livelli bonus dal gameplay totalmente differente, si passa da un memory con le farfalle a un hidden object game con gli attrezzi per il giardinaggio nella stalla. Spezzano la monotonia introducendo il giocatore in una nuova monotonia, insomma. Questi livelli sono pochi ma non credo che qualcuno se ne lamenterà mai. Forse poi è meglio tacere sulla qualità dei disegni, che rimetto al vostro giudizio ottenibile da una fugace occhiata alle immagini che impreziosiscono questa recensione, ed è meglio soprassedere anche sulle animazioni dei personaggi, o sulla mancanza di queste, regina a parte che sembra voler passare il proprio tempo solo nell’incanto del suo giardino, anche nelle prime fasi in cui è totalmente privo di qualsivoglia ornamento. Passa tutto il tempo lì, e il re vi sprona ad aggiungere sempre più abbellimenti. C’è qualcosa dietro? Il re vuole distrarre la regina mentre si concede a ben altri svaghi a corte? Non lo sapremo mai, il gioco non si addentra in futili spiegazioni, anche quando magari futili non sarebbero. La pratica risolve sempre tutto e mi lamento spesso dei tutorial, ma nemmeno andar di notte senza candele…

Sulla ripetitività degli unici due motivetti è meglio mettere una pietra sopra, così come sul prezzo, 6,99€, qualche anno fa tollerabile, oggidì difficilmente, grazie all’esistenza free to play simili in meccaniche. Eppure del buono c’è in Queen’s Garden: ci sono tanti livelli, il tasso di sfida è personalizzabile introducendo lo scorrere del tempo o la limitazione del numero di mosse effettuabili, non si rimane mai bloccati grazie a utili hint nel caso si perda troppo tempo a trovare una combinazione e il gameplay, pur scansando l’originalità come fosse guano nella stalla, funziona a dovere. Terrà impegnati insomma. Non noi, giocatori duri e puri, ma magari la mamma o la zia a cui si è rotto il cellulare e approfitterà del vostro Wii U nell’attesa che glielo riparino. Per cui per quella categoria di persone, ormai bollate come casual, potete anche aggiungere un’unità al voto finale, raggiungendo e superando la sufficienza. Se invece siete dei true gamers alla ricerca di una distrazione tra un hardcore game e il prossimo, allora pokémon shuffle is the way.