Run Run and Die – Recensione

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Genere: Runner
Multiplayer: no
Lingua/e: Inglese

Delle volte al videogiocatore viene voglia di cercare titoli più difficili per mettersi alla prova, perché spesso una sfida più impegnativa porta ad una soddisfazione maggiore quando si raggiunge il successo. Capita di perdere le staffe nel tentare di completare un livello, battere un boss, o fare semplicemente un salto particolarmente difficile, ma se il gioco è stato ben realizzato la soddisfazione è enorme. È enorme perché riusciamo a dimostrare le nostre capacità, oppure sentiamo di averne sviluppate di nuove, o semplicemente perché siamo riusciti ad avanzare nella storia. Non è il caso di Run Run and Die.

Run Run and Die, indie sviluppato da Pixel Bones Studio, è un gioco artificialmente difficile, frustrante, brutto da vedersi e neanche interessante.

Il titolo si apre con una sequenza di immagini stile fumetto, che mostrano un pinguino rosa, protagonista del gioco, risvegliarsi in laboratorio dopo un esperimento andato male. Con un caschetto sulla testa, presumibilmente utilizzato per esperimenti al cervello della povera bestia, e nessun ricordo, il nostro eroe inizia la sua folle corsa per scappare dal laboratorio.

Run Run and Die
Evita questi laser rotanti!

Il gioco è un runner interamente ambientato all’interno del laboratorio, dove ogni cosa di colore rosso risulterà mortale al contatto con il pinguino. Per avanzare nel gioco sarà sufficiente toccare il touch screen o premere il tasto A per saltare, a correre ci penserà il protagonista che non ha alcuna intenzione di fermarsi o rallentare. Avanzando nel gioco bisognerà raccogliere delle palline gialle per sbloccare i livelli successivi, a volte prendendo delle deviazioni dalla strada principale. Il funzionamento risulta quindi piuttosto intuitivo: evita gli ostacoli saltando e non cadere dal percorso.

Sebbene le meccaniche di gioco siano intuitive, il titolo è stato realizzato con il solo intento di far arrabbiare il giocatore e presenta alcuni problemi tecnici. Risulta estremamente frustrante che per saltare gli ostacoli sarà spesso necessario effettuare salti precisi al frame. Da ciò ne risulta una difficoltà artificiale, dove solo la ripetizione meccanica porta al successo e non l’uso del ragionamento.

Run Run and Die
Situazioni in cui la carenza dei controlli diviene drammatica

Spesso non è chiaro cosa fare per andare avanti, come se il gioco di punto in bianco ci sottoponesse degli indovinelli. Enigmi che però, oltre ad essere di difficile comprensione, si trovano avanti nel livello e difficilmente raggiungibili. Una volta morti dovremmo raggiungerli nuovamente e avremo pochissimo tempo per poterli osservare, risulta quindi impossibile studiarli con calma per poterli superare.

Come se non bastasse, dopo pezzi particolarmente ardui, la telecamera di gioco, che per pregevole scelta stilistica coincide con il sistema di sorveglianza della struttura, si sposta fino a nascondere dalla visuale alcune trappole. La morte è in queste occasioni inevitabile, e solo la reiterazione rende possibile il superamento del livello.

Run Run and Die
Il nemico principale del gioco: la telecamera.

Tecnicamente parlando il titolo non è particolarmente solido. È facile notare come i comandi di gioco spesso rispondano tardi, o che la pressione prolungata possa portare il personaggio ad effettuare un secondo salto dopo aver toccato terra, e quindi a morire. Inoltre possono verificarsi glitch grafici o lievi cali di frame rate che per fortuna non pregiudicano l’esperienza di gioco.

Il comparto audio di Run Run and Die manca di varietà. Saremo infatti costretti ad ascoltare lo stesso sottofondo musicale più, e più volte ripetendo i livelli, con il disperato urlo di morte del povero pinguino rosa a spezzare la monotonia.

Gli aspetti positivi del gioco sono pochi, ma non assenti. Va riconosciuto a Pixel Bones Studio che il design dei livelli è originale e apprezzabile, soprattutto di quelli dal look retro. Purtroppo però questi livelli speciali risultano graficamente meglio realizzati di quelli normali. Il raggiungere questi bei livelli e proseguire nella storia, per capire cosa sia successo al protagonista, non sono comunque motivazioni sufficienti per il giocatore a continuare.

Run Run and Die
Le fasi retrò sono il punto più alto della produzione

 

Run Run and Die non è un gioco per tutti, anzi ignoro a quale pubblico possa essere indirizzato. Ci sono modi migliori per farsi male, e comprare un gioco che trova un senso di esistere maggiore nella sua piattaforma di derivazione, ovvero mobile, al solo scopo di auto-infliggersi sofferenza è una scelta difficilmente comprensibile. Se invece amate torturare gli animali, allora questo gioco fa per voi.
Il titolo è acquistabile nell’eShop a 3.99€, ed è forse un po’ troppo.

4.0

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