Yo-Kai Watch 2 Bony Spirits Fleshy Souls Nord America

Condividi l'articolo

Genere: Avventura / RPG
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano (testi e dialoghi)

Yo-Kai Watch si presenta al pubblico col vistoso marchio del successo ottenuto in terra giapponese, quasi fosse condannato a ripetersi nel mercato occidentale, spinto dall’impegno congiunto di Nintendo, Hasbro e Viz Media per rendere il brand un prodotto appetibile e vincente i tutti i settori dell’intrattenimento.

Con la serie TV approdata da pochissimi giorni su Cartoon Network e una linea di giocattoli in dirittura d’arrivo il prossimo mese, tocca al videogioco per 3DS tastare il terreno e provare a pescare da un’utenza che su questa macchina, più o meno nello stesso campo, può godere di alternative di qualità decisamente ingombranti – per chi se lo stesse chiedendo, sì, mi riferisco a Pokémon.

I wanna be, the very... no, ho sbagliato gioco!
I wanna be, the very… no, ho sbagliato gioco!

Il titolo Level-5 prova a mischiare le carte in tavola rispetto agli stilemi classici delle avventure incentrate sulla cattura e collezione di compagni di viaggio/battaglia attraverso numerosi aspetti, a cominciare dalla narrazione, estremamente semplice e davvero limitata quanto a coinvolgimento emotivo. Questo elemento, unito al fatto che si tratta di un prodotto assolutamente nuovo e rivolto ad una fascia di età davvero bassa (a cavallo dei 10 anni), rappresenta lo scoglio più arduo da superare per il pubblico più maturo, alla ricerca di mordente e stimoli per andare avanti.

Nathan, il nostro protagonista, è il classico studente delle elementari che attende gli ultimi giorni di vacanza per finire i compiti assegnati dalla scuola, che nel suo caso consiste nel catturare insetti (in giappone prendono molto seriamente l’entomologia), e un fortunoso incontro lo catapulta nel mondo degli Yo-kai, spiriti capaci di influenzare pesantemente il comportamento degli esseri umani fino a cambiarlo radicalmente rispetto alle normali attitudini, contribuendo ad alimentare sviste, distrazioni o inducendoli ad atteggiamenti poco edificanti quali, ad esempio, ingurgitare enormi quantità di cibo o ignorare i propri doveri per pigrizia.

yo-kai-wacth-recensione-screenshots-011
Lasciare per terra una cosa così di valore!

È proprio grazie allo Yo-kai Watch del titolo, l’orologio indossato dal nostro avatar, che il giocatore è in grado di scovare in precisi punti dell’area di gioco questi bizzarri spiriti, classificati per gradi crescenti (da E a S, che richiedono corrispondenti potenziamenti del dispositivo), al fine di individuare i combattenti più formidabili e provare ad inserirli nel proprio team. Inizialmente si è costretti a riempirsi la collezione di uccelli mocciolosi, zanzare troppo cresciute o belligeranti pezzi di tofu, ma andando avanti le cose migliorano, ve lo assicuro.

Il procedimento di acquisizione difatti non è automatico ma è bensì legato ad un insieme di elementi quali l’indole dello Yokai, gli oggetti con cui proveremo a “corromperlo” ad inizio duello (ognuno ha i suoi preferiti e spesso sono costosi, come si addice a delle star) e un sensibile grado di aleatorietà. In caso di successo si stringe amicizia ed è possibile evocarlo nelle battaglie.

Battaglie in cui si respira un’aria decisamente nuova: la squadra attiva è composta da una selezione di 6 personaggi, disposti su una ruota che mette in prima linea i 3 yokai della metà superiore .
È possibile ruotare la squadra in ogni momento, così da avere sempre (nei limiti del possibile) 3 membri abili al combattimento mentre ci si occupa in secondo piano di chi ha preso qualche colpo di troppo.

yo-kai-wacth-recensione-screenshots-006
I nomi italiani sono molto simpatici e spesso azzeccati

Compito del giocatore è gestire lo scorrere dell’azione della squadra, indicando bersagli precisi, usando oggetti curativi o capaci di alterare le statistiche temporaneamente e lanciando i potenti attacchi Energimax quando è pieno l’indicatore relativo.

Gli Yokai, però, essendo rappresentazioni di tante sfaccettature dell’animo umano, sono soggetti a tratti lunatici per questo inclini a creare situazioni di difficoltà anche quando meno ce lo si aspetta. Oltre agli effetti negativi e debilitanti degli Incantesimi, lanciati automaticamente come gli attacchi, a cui bisogna rispondere immediatamente purificando chi viene colpito perché torni disponibile a 100%, è la natura stessa degli spiriti a dettare i tempi, portandoli magari a schiacciare un pisolino in un momento concitato o facendoli insistere nell’esecuzione di attacchi a bassa percentuale di successo. È possibile limitare questi comportamenti utilizzando degli oggetti, ma non per questo si ha mai la certezza che il nostro orgoglioso demone serpente non possa decidere di sonnecchiare di fronte ad un pericolo imminente.

Ci si ritrova dunque ad essere veri e propri allenatori, impegnati nel gestire in tempo reale le azioni di sei personaggi semi-autonomi, guidandoli ed intervenendo per massimizzare i risultati di scelte e pianificazioni avvenute in precedenza. Il sistema di combattimento è in tempo reale e, quindi, potrebbe non essere amato da chi predilige avere tutto il tempo necessario per riflettere su ogni singola mossa,  come avviene nei giochi caratterizzati dai turni.

yo-kai-wacth-recensione-screenshots-010
Contro i boss serve anche la precisione con il touch screen

Come tradizione del genere jrpg, dopo ogni scontro gli Yokai acquisiscono punti esperienza e ad ogni passaggio di livello aumentano le loro statistiche, in maniera anche sensibile. Salgono di livello anche le singole abilità Attacco (ovvero la mossa utilizzata per arrecare danno fisico) e Tecnica (colpo elementale o capace di alterare status), ma sfortunatamente non se ne acquisiscono di nuove. La tattica in combattimento risulta quindi la summa di una pianificazione che prende in considerazione le capacità di tutti e 6 i membri della propria squadra e il loro posizionamento, che consente di creare terzine di Yokai atte a gestire ogni situazione, si tratti di infliggere più danni possibile o limitare quelli ricevuti, così come curarsi o lasciare spazio a chi è capace di lanciare gli incantesimi più debilitanti.

Da questo punto di vista i combattimenti con i boss rappresentano il culmine delle potenzialità del battle system, presentando tattiche uniche e pattern offensivi da discernere con rapidità per poter ottenere la vittoria. Il puntamento del bersaglio in queste occasioni viene usato per concentrarsi su singole parti del corpo del nemico, cercando così di inibire alcuni attacchi o costringendo il boss a esporre parti vulnerabili – a volte imbarazzanti, a volte inquietanti… ma non approfondiamo!

Il risultato finale nel complesso è godibile per molti, ma non per tutti. In particolar modo chi si immerge nel ritmo da scacchista dei vari Pokémon potrebbe faticare a padroneggiare il frenetico sistema multitasking .

yo-kai-wacth-recensione-screenshots-002
Qui non si cattura, si fanno amici!

Superata la fase di ambientamento, ci si ritrova dinanzi ad un’avventura molto lineare la cui trama principale si segue comodamente grazie a frecce che evidenziano costantemente il luogo preciso in cui recarsi. Meno semplice l’esplorazione in occasione di eventuali compiti secondari, in alcuni casi indispensabili alla prosecuzione della storia principale, in quanto non si dispone dei medesimi indicatori a schermo e si deve sfruttare una mappa che non prevede una lettura libera della stessa, priva tra l’altro di qualsiasi opzione per l’assegnazione di punti di riferimento temporanei. Tocca quindi imparare a riconoscere strade ed edifici caratteristici, come fossimo dei turisti, così da trovarsi preparati al momento di accettare missioni extra, che si alternano tra banali fetch quest ed stralci di trama più articolati, senza però fornire mai elementi di interesse oltre il cospicuo pacchetto di punti esperienza.

Difficoltà con la mappa a parte, il gioco vanta una progressione discretamente bilanciata, introducendo nuovi mezzi di trasporto con gradualità e compatibilmente alle necessità di spostamento, fino a consegnare le chiavi della città con il sistema di viaggio rapido solo quando estremamente necessario e comunque subordinandolo alla scoperta di ogni angolo della mappa in modo tradizionale, dovendo necessariamente parlare con ogni yokai incaricato di spostarvi velocemente sulla mappa prima di usufruire dei suoi servigi. Il mondo di gioco può apparire contenuto ad un primo sguardo, ma si compone di strade, vicoli e segreti in grado di ospitare un numero davvero consistente di attività.

Superati gli eventi della trama principale si accede ad un end-game che sblocca il pieno potenziale del titolo, offrendo la gamma completa di yokai da catturare e introducendo un dungeon indicato assolutamente solo ai più bravi, in cui trovare versioni estremamente potenziate dei boss, oltre tutta una serie di nuove missioni secondarie decisamente impegnative, che chiamano in ballo nuovi personaggi ed permettono di ottenere oggetti rari.

yo-kai-wacth-recensione-screenshots-009
Ecco il Terrore Onirico: grandi rischi, grandi ricompense!

Come è nello stile Level-5, Yo-kai Watch vanta una caratterizzazione di personaggi e mondo di gioco decisamente efficace, abbinandovi un comparto tecnico assolutamente di livello che rende giustizia agli spiriti più ricercati stilisticamente. Il doppiaggio in italiano, affidato come di consueto ad esperti del settore, dona valore alle scene animate di alta qualità e calza sui differenti personaggi: su tutti spicca Jibanyan, a cui Renato Novara (Rubber di One Piece o Ted Mosby di HIMYM) presta la propria voce. Si fa presto a prendere in simpatia gli Yo-kai più graziosi (spoiler: c’è una buona probabilità che vi venga voglia di creare una squadra di soli gattini), trovandosi a volte a tollerare malvolentieri la necessità di sfruttare personaggi bruttini ma dotati di abilità molto utili. I grandi dilemmi del videogiocatore esteta che si trova a disposizione un cane con la faccia d’uomo e una vecchia pettegola in squadra…

Discreto il comparto sonoro, che fa il suo dovere  ricreando la giusta atmosfera, senza però stupire: le musiche ricorrenti non incidono e anche il tema della battaglia non assurge al titolo di indimenticabile. Menzione speciale per il campanello della bicicletta, irresistibile. DRIN DRIN. DRIN DRIN. DRI-ok, ci siamo capiti.

yo-kai-wacth-recensione-screenshots-001
Yo-kai Watch è un gioco giapponese;: si capisce?

Yo-kai Watch agli occhi di molti si presenta come “il nuovo Pokémon”, ma non può vantare lo stesso grado di profondità nel gameplay per via degli elementi randomici e dell’assenza di modalità a più giocatori (comprensibile visto il battle system) con cui confrontarsi e migliorare le proprie tattiche.

Si tratta però di un ottimo primo titolo per una serie dall’enorme potenziale, sebbene si rivolga ad un pubblico davvero molto giovane e presenti elementi interessanti per i giocatori tradizionali solo dopo essersi inoltrati a fondo nel titolo spendendo diverse ore tra compiti ripetitivi e dalla natura piuttosto semplice.

L’amore verso tutto ciò che è giapponese (o kawaii, se preferite) permette di andare oltre i limiti dovuti al target di riferimento, dando modo di apprezzare tutto ciò che c’è di buono nel titolo Level-5 anche a chi è più avanti con gli anni, arrivando a livelli di immersione e di assuefazione degni dei grandi fenomeni videoludici.

In ogni caso, preparatevi all’invasione!

8.3

Potrebbero interessarti

Recensioni

Unicorn Overlord, una Vanillarecensione

Vanillaware sgancia la bomba e porta un gioco strategico di tutto rispetto nelle nostre mani Sono anni e anni che sentiamo parlare di Vanillaware, una

Recensioni

Persona 3 Portable, recensione di mezzanotte

Il terzo capitolo sbarca su Nintendo Switch con l’edizione più controversa Se Persona 4 Golden è stato il titolo dell’ascesa di Atlus nell’olimpo del genere

Persona 4 Golden
Guide

Persona 4 Golden, guida ai quiz in classe

Ecco una pratica e utile guida per districarci nel panorama scolastico Persona 4 Golden è un gioco già molto stratificato di suo, tra battaglie all’ultimo

Articoli

Le abilità di copia più forti di Kirby!

Riscopriamo l’arsenale della pallina rosa a pochi giorni di attesa da Return to Dream Land Deluxe Amiche e amici di NintendOn, buon San Valentino! In

Recensioni

Warp Drive, una recensione in 240p

Belli i giochi di corse, ma è meglio vedere dove si va Nel corso degli anni su Nintendo Switch sono arrivati praticamente tutti i generi

Recensioni

Circle of Sumo – Recensione

Yonder porta lo sport del sumo su Nintendo Switch, ma in un modo totalmente diverso da come potevamo immaginarlo. Circle of Sumo è una festa multiplayer!

Speciali

Fantastico Studio – Milan Games Week 2018

È tutto Fantastico La Milan Gamesweek è stata come al solito un grande momento di incontro tra ogni tipo di giocatori. Le cose da vedere

Recensioni

All-Star Fruit Racing – Recensione

Fruttariani, fatevi avanti! Da qualche anno a questa parte l’Italia ha iniziato a compiere i suoi primi passi nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Sembra che il

Speciali

La mie paure per Metroid Prime 4

Attendo il nuovo Metroid Prime 4 con tutto me stesso. Ma gli ultimi giochi Nintendo, stanno facendo vacillare il mio entusiasmo. Perché?

Recensioni

Hey! PIKMIN – Recensione

Hey tu! Sì, parlo a te col fiore in testa!Hey Joe è un pezzo della tradizione americana portato alla ribalta dalla celeberrima versione di Jimi

Recensioni

Kirby’s Blowout Blast – Recensione

Una palletta rosa tra le parole Nintendo e 3DS!Kirby  si trova alla grande su Nintendo 3DS/2DS: quella che la sfera rosa di HAL Laboratory ha

Recensioni

I and Me – Recensione

Non un gatto, ma due. O è lo stesso? I and Me è un misto tra platform e puzzle game che più indie di così

Recensioni

Flip Wars – Recensione

Flippami e Switchami tutto! Nintendo Switch e multiplayer, un connubio perfetto fin dal primo video che ha presentato al mondo la console della casa giapponese

Disgaea-Mayhem-Cover-NintendOn
Recensioni

Disgaea Mayhem – Recensione

Un gioco che non mantiene ciò che promette Cosa succede quando prendi l’universo folle di Disgaea e lo trasformi in un action puro in stile