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Yo-Kai Watch – Alla scoperta dei misteriosi Yokai!

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Pubblicato il
12 Aprile 2016

Yo-kai Watch è alle porte e se avete giocato la demo più o meno tutti sapete di cosa si tratta ma quanti conoscono l’argomento che sta alla base della fatica Level-5, ovvero gli yokai? La risposta è: troppo pochi, ma sfruttando la mia magnanimità, è l’ora della cultura! Oggi a SuperQuarkOn parliamo del folklore giapponese, mettete su l’aria sulla quarta corda di Bach e proseguite pure la lettura.

Gli yokai sono creature della mitologia giapponese che vengono identificate/catalogate come mostri dalle nostre parti, anche se più giustamente io le paragonerei ad un equivalente del nostro “piccolo popolo” ovvero elfi, gnomi, creature spiritiche mitologiche, entità benevoli e malevoli che agiscono spesso per burlarsi di noi, spaventarci fino alla morte o semplicemente per preservare l’ambiente che ci circonda. Non sono semplici favole o spauracchi raccontate ai bambini per spaventarli o mettere un piccolo brivido lungo la schiena in un racconto attorno al focolare, o almeno non sempre! Esistono antiche documentazioni che riportano loro avvistamenti o resoconti sulle azioni di queste antiche quanto evanescenti figure. Certo, non siamo qui per disquisire se queste creature esistano o meno, anche perché potrei andare avanti per ore a parlare di tesi e controtesi, ma non è questo il posto adatto e non starò qua a tediarvi più di tanto con i miei vaneggiamenti.

yokai yo-kai watch scroll

Alcuni yokai trovano un equivalente anche nei nostri racconti popolari, per esempio chi non conosce i fuochi fatui? Mentre per le culture europee gli hitodama sono emanazioni luminose bianche, in giappone abbiamo diversi tipi di fuochi fatui, sotto forma di fiammelle dai diversi colori. Ci sono per esempio gli onibi (fuochi demoniaci) o i kitsunebi (fuoco di volpe) che appaiono durante la notte in gruppi sotto forma di lanterne e quando la loro luce arriva all’apice scompaiono improvvisamente.

Questi fuochi hanno una stretta relazione con le volpi (kitsune infatti significa volpe) e si pensa che dal movimento delle loro code nascano appunto i kitsunebi, spiriti timidi che si nascondono agli occhi umani o  in determinati racconti ingannano l’uomo facendogli perdere il giusto sentiero attirando i poveri viandanti con le loro luci. Anche se non sono esattamente la prima cosa che vi viene in mente pensando ai fantasmi, basta pensare ai Poe di Zelda per capire subito il soggetto.

hitodama yokai yo-kai watch

Altro esempio di creatura “condivisa” tra culture sono i kappa: si tratta di spiriti che vivono in laghi, fiumi e stagni descritti con l’aspetto di una rana e la faccia di tartarugha. Esponente conosciuto tra gli appassionati Nintendo è ad esempio Remo di Animal Crossing, che in giappone si chiama infatti Kapp’N. I Kappa possono essere paragonati all’occidentale Jenni Dentiverdi: una sorta di megera che vive nelle acque dello Yorkshire. Entrambi nella loro mitologia rapiscono bambini e li portano nelle loro acque per non farli tornare mai più, sicuramente un monito dei genitori per convincere i figli a non fidarsi troppo delle rive, tranquille o meno che siano, vicino casa.

kappa yokai yo-kai watch

Il kasabake, lo spettro ombrello, generalmente gira durante la notte con la lingua di fuori sghignazzando e possiede un unico occhio, anche se in alcune raffigurazioni lo possiamo vedere con due occhi, è uno spiritello tutto sommato buono e non si hanno notizie di attacchi diretti alle persone tant’è che nei film di animazione e nei fumetti lo troviamo sempre tra le fila degli spettri non aggressivi e burloni.

Un altro yokai famoso che troviamo spesso in manga anime e in videogiochi e addirittura nella serie di  SuperMario è il nurikabe. Se durante la notte vi incamminate senza più poter proseguire in nessuna direzione probabilmente vi ritroverete davanti al nurikabe ovvero un muro che vi ostruirà il cammino. In quel caso vi basterà agitare un bastone per terra per far sparire l’ostacolo.

kasabake nurikabe yokai yo-kai watch

Probabilmente jibanyan, uno dei personaggi più famosi di Yo-kai Watch, ha avuto spunto dallo yokai conosciuto come nekomata, un mostro evolutosi da un gatto che ha raggiunto una certa età, con la capacità di camminare sulle zampe posteriori e dalla coda biforcuta o dalla doppia coda. Nei tempi antichi, proprio per questa credenza, era in uso l’abitudine di mozzare la coda ai gatti, proprio per evitare questa trasformazione, e forse la diffusione del bobtail giapponese, una razza di gatto priva di coda, è dovuta proprio a questo, chissà.

jibanyan yokai yo-kai watch

A prescindere dalla nazionalità, gli yokai potrebbero far sorridere visto che spesso gli anime ci hanno abituati a vederli sotto un’altra luce, tradendo  origini o  storie tanto crudeli da far impallidire i fratelli Grimm. Eppure ci sembrano surreali degli spiriti che si impossessano di oggetti comuni come ombrelli e lanterne, magari vecchi oggetti dimenticati o gettati senza riguardo che prendono vita, o ancora animali abili nel travestimento come i tanuki, cani-procioni che si mescolano agli umani per carpirne gli usi e i costumi e invitarli al rispetto della natura, come avviene in PomPoko dello Studio Ghibli. Altre volte queste creature possono essere oggetti o esseri viventi che semplicemente dopo aver superato una certa età, dimensione o peso diventano yokai.

Alcune di queste creature vivono nascoste e non sono nemmeno percepibili a occhio ma, solo a orecchio. Questo perchè come per tutte le rappresentazioni del mostruososo si parla appunto di rappresentazioni ovvero della nostra immaginazione che regala una forma più tangibile alle nostre emozioni o ai nostri sentimenti, evocando in un angolo buio della casa o in un bosco umido e fitto, un rumore all’imbrunire. A prescindere da quanto la nostra mente da occidentale possa percepire questi spiriti come stranezze insensate in realtà rispondono a una domanda universale: cosa c’è nel buio? Sta a noi guardare oltre e infrangere le barriere culturali per immergerci in storie tanto diverse ma in fondo tanto uguali alle nostre.

pompoko yokai yo-kai watch

Io da parte mia non posso che ringraziare quegli adulti che danno retta al fanciullino che è in loro, persone come gli sviluppatori di Level-5 che ci regalano perle come Yo-kai Watch, nel quale certamente gli yokai saranno edulcorati e non rispetteranno affatto le tradizioni a loro correlate, ma che continuano a portare avanti un discorso che va avanti da secoli e che non ha ancora esaurito le sue energie.

Chiudo con alcuni consigli per gli acquisti nel caso vogliate approfondire l’argomento: in Italia sono stati pubblicati due volumi ottimi al riguardo, l’enciclopedia degli spiriti giapponesi e l’enciclopedia dei mostri giapponesi, a opera di Shigeru Mizuki, prolifico autore di manga che ha dedicato la propria vita e gran parte della propria opera agli yokai, e proprio di Mizuki consiglio anche lo strafamoso Gegege no Kitaro e NonNonBa. Probabilmente lo avrete già visto, ha preso anche l’ oscar, ne La Città Incantata di Hayao Miyazaki contiene tantissimi yokai. Se invece volete buttarvi su qualche manga vi consiglio il divertente Il Signore Dei Mostri o il più riflessivo Mushishi. Al termine di questa lettura stanotte prima di andare a dormire occhio ai vostri sandali potrebbero diventare dei bakezori e… buon yokai a tutti!