Capita raramente che mi si scaldi il cuore dinnanzi a un titolo per eShop, l’ultima volta era capitato per Affordable Space Adventures, uno dei pochissimi titoli a sfruttare a pieno il Wii U Gamepad.
A distanza di quasi un anno a riprovaci, e a raggiungere quasi le stesse vette del titolo di KnapNok Games, arriva una software house italiana, Bad Seed, con The Beggar’s Ride, porting da iOS e Android uscito da pochissimo sul Nintendo eShop.
Il titolo chiama il giocatore a vestire i panni di un mendicante che percorre un mondo fantastico alla scoperta dei poteri di una divinità che otterrà dopo aver rinvenuto un’antica maschera rituale. Il gioco è un puzzle game, con qualche sezione di platforming, ben riuscito che mescola bene tutti gli elementi messi in gioco dallo sviluppatore.
Il più grande pregio del prodotto è senza dubbio il cercare di sfruttare buona parte degli input del Wii U Gamepad: si usano in maniera molto intelligente sia i sensori di movimento che il touch screen.

Nel corso dell’avventura si acquisiranno i poteri più disparati: dalla possibilità di manipolare le nuvole per scatenare tempeste alla capacità di causare terremoti, passando per la manipolazione del Sole e della Luna. Tenendo premuto il tasto “A” il mendicante indossa la maschera della divinità e può sfruttare le abilità ottenute che vengono controllate interagendo con lo schermo del controller o muovendolo fisicamente. I bei puzzle ambientali che si devono superare nel corso dell’avventura sono ostici il giusto e mai frustranti, lo stesso si può dire della manciata di nemici che si affrontano indirettamente sfruttando gli elementi ambientali dello scenario: sempre ben posizionati, offrono al giocatore facilità di manovra e di lettura della scena di gioco.
Sul piano ludico funziona molto bene se non fosse per le fasi platform non molto esaltanti: purtroppo il sistema di controllo del personaggio, il cui movimento è affidato all’analogico sinistro, non è precisissimo e saltare tra una piattaforma è l’altra non è soddisfacente quanto dovrebbe. I checkpoint sono ben distribuiti nel corso dei livelli e il trial & error non porta mai a inutile frustrazione.

Altro punto di forza del titolo è sicuramente la narrazione, affidata a eventi contestuali nel mondo di gioco che svelano pian piano il background narrativo del Dio e del vecchio mendicante evidenziandone i sentimenti e i pensieri tramite un ottimo doppiaggio in inglese. Anche il lessico scelto per il testo a schermo gioca un ruolo fondamentale nella narrazione.
Sul versante tecnico il titolo si presenta sicuramente come una produzione di valore: la modellazione poligonale è buona e anche lo stile scelto per caratterizzare il mondo di gioco è di buon livello, peccato per il design dei nemici abbastanza anonimo anche il comparto sonoro che fa da contorno a tutta l’esperienza svolge il suo lavoro in maniera onesta, non è memorabile ma accompagna più che degnamente le sessioni di gioco.

L’unico grande neo della produzione constà nella longevità, abbastanza bassa specialmente se correlata al prezzo di vendita su eShop.
È un gioco da consigliare perché The Beggar’s Ride è davvero piacevole da giocare, leggero, non troppo impegnativo, senza veri e propri difetti che ne minino la godibilità: la dimostrazione che le software house italiane possono creare ottimi prodotti da proporre sul mercato internazionale.