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Genere: Picchiaduro
Multiplayer: 2 (locale, LAN, online)
Lingua/e: Italiano (testo) Inglese/Giapponese (audio)

Pokkén Tournament

prende forma come il sogno di buona parte degli appassionati di Pocket Monsters che da sempre spera di aggiungere un po’ di brio alla struttura classica della serie, immaginandosi nuove meccaniche action in grado di replicare in maniera più fedele la spettacolarità degli scontri visti nella serie tv.

Il pugno di ferro di Katsuhiro Harada promette faville da questo punto di vista, trasportando tutta l’esperienza maturata negli anni con Tekken in un picchiaduro che getta nuove, interessanti basi sulla concezione del genere.



Traino di questo nuovo progetto è indiscutibilmente la possibilità di vedere, finalmente, i nostri amati Pokémon suonarsele di santa ragione. La serie non è certo nuova a spin-off e sperimentazioni e quasi verrebbe da chiedersi come mai non si sia pensato prima di imbarcarsi nell’impresa di creare un picchiaduro dalla forte natura competitiva.

La risposta è da ritrovarsi nella necessità per un brand delicato come questo di evitare di inflazionarsi e svalutarsi e dunque, prima di porsi sullo stesso piano di mostri sacri come Street Fighter, è necessario sviluppare un’identità spiccatamente innovativa che riduca al minimo i paragoni diretti con chi da anni coccola le proprie community e al tempo stesso lo renda unico e riconoscibile agli occhi del potenziale nuovo pubblico.

Pokkén Tournament introduce infatti un sistema di combattimento ibrido che alterna situazioni di gioco 3D a momenti di classico 1vs1 nello stile delle eterne schermaglie del King of Iron Fist, con risultati direttamente proporzionali alla volontà del giocatore di investire tempo e dedizione.

Pokkén Tournament recensione
Carta forbice sasso!

Le sfide hanno luogo inizialmente in Fase panoramica, in cui controlliamo il nostro partner Pokémon attraverso un ambiente tridimensionale rimanendo però costantemente agganciati con la visuale sull’avversario. Ne risultano movimenti meno liberi di quanto si possa immaginare, limitandosi a ridurre o aumentare la distanza e a sfruttare movimento laterale – sempre raccordato a partire dalla posizione del nemico.

A seguito di colpi decisivi l’azione di gioco muta tra tridimensionale a bidimensionale, passando alla Fase di duello, in cui ci si fronteggia in visuale laterale senza possibilità di fuga. Pur avendo a disposizione un numero ridotto di combo rispetto a titoli che hanno fatto delle concatenazioni e del juggling la propria forza, è in questa occasione che arriva il momento di massimizzare lo sforzo giocando in maniera aggressiva e mostrando i frutti del proprio allenamento eseguendo una combo micidiale a cui chainare, quando possibile, la propria super mossa.

Allo stesso modo di quanto detto in precedenza è un colpo bene eseguito o una presa efficace a riportarci in Fase panoramica.

Pokkén Tournament recensione
Pokémon in volo, così, senza motivo

L’alternanza tra le due fasi diventa cruciale alla luce del variegato roster che pur non brillando per numero (16 personaggi in totale) propone stili di gioco diversificati a seconda della struttura fisica e della mobilità del Pokémon scelto.

Blaziken, Lucario e Machamp sono tra i più riconducibili agli archetipi classici del genere (nei limiti di un contesto simile, ovviamente) per via del loro spiccato antropomorfismo, che porta ad una lettura dell’azione tendenzialmente più semplice… ma basta passare a Suicune o Chandelure per capire che la padronanza del gioco passa da una lunga fase di apprendimento dei moveset e la loro applicazione nelle diverse situazioni.

Vi sono infatti Pokémon più avvantaggiati nella Fase panoramica, grazie agli attacchi a distanza o alla capacità di creare elementi di disturbo nello scenario, che faranno ovviamente il possibile per non essere coinvolti in una fase duello in cui qualche colpo ben assestato può demolire qualsivoglia strategia attendista. Le arene di differente forma e dimensioni a loro volta contribuiscono a generare situazioni di potenziale handicap da cogliere al volo.

Pokkén Tournament recensione
I Maestri di lega sono sufficientemente caratterizzati

L’esperienza del giocatore singolo si concentra nel rapporto simbiotico con il partner Pokémon scelto inizialmente con cui affrontare le sfide della Lega Ferrum e affermarsi come campione assoluto… passando però prima da una serie estenuante di scontri attraverso le quattro classi (verde, blu, rossa e croma) di difficoltà crescente e dal numero sempre maggiore di rivali da scavalcare in classifica, in cui ottenere punti esperienza per potenziare le nostre statistiche prima di giungere al classico torneo in cui in palio vi è il diritto di affrontare il maestro di lega da sconfiggere per accedere alla classe superiore.

L’inesistente personalità delle centinaia (non è una generalizzazione) di rivali che troveremo sulla nostra strada stona con la discreta caratterizzazione dei Maestri di lega e fa domandare se non sarebbe stato meglio concentrarsi nel creare altri original characters, sui quali costruire una trama più consistente che andasse oltre gli eventi legati a Mewtwo Nero e agli sporadici quanto inutili dialoghi in cui i nostri – anonimi – avversari copia&incolla si augurano di batterci per poter fare merenda (true story).

Pokkén Tournament recensione
Pronostico: roditore in scatola!

Un picchiaduro con velleità competitive però rende il meglio in ottica multiplayer e l’offerta di Pokkén Tournament da questo punto di vista può dirsi completa sebbene non sorprenda per originalità e debba scendere a compromessi tecnici che possono far storcere il naso.

È il caso del multiplayer locale, che vede i due sfidanti assegnati uno allo schermo della tv e l’altro al gamepad, obbligatoriamente. Vista la natura mutevole del gameplay si tratta di una soluzione inevitabile in quanto uno split-screen avrebbe offerto una resa discutibile, ma ciò si traduce in un framerate dimezzato a causa del doppio rendering della scena di gioco e nel complesso in una presentazione che sfigura rispetto ai 60 fps del single player o della modalità online.

In rete si ha l’opportunità di affrontare sfide classificate e non, affrontando sconosciuti nel globo o i propri amici. L’azione a volte risente della distanza, ma il netcode è sufficientemente adeguato a garantire una buona fruizione del gioco online.

I più coraggiosi potranno inoltre sfruttare l’interessante modalità LAN che permette di collegare due console e due TV per ricreare il setup della sala giochi senza alcuna rinuncia quanto a prestazioni.

Pokkén Tournament recensione
La fatica per metterci le mani sopra! Oppure usate la carta amiibo…

Come evidente da filmati e screenshots, il comparto tecnico di Pokkén Tournament dimostra una buona solidità complessiva grazie ai modelli riusciti, animazioni soddisfacenti e un gameplay che schizza senza quasi mai incertezze a 60fps, generando spesso situazioni davvero spettacolari e appaganti.

Entrando nel dettaglio, però, si notano fastidiosi artefatti nella gestione delle ombre, soprattutto sui pokémon, e il rendering si rivela nel complesso poco efficace a livello di pulizia video, cosa che oltretutto fa risaltare gli elementi bidimensionali dei fondali.

La sensazione è che si potesse fare di più, in special modo considerando il numero davvero ridotto di assets e contenuti, ma per quel che concerne reattività e funzionalità dell’aspetto tecnico, non si possono muovere grosse critiche.

Apprezzabile il character design che però non si esprime a dovere per l’eccessiva somiglianza delle varie comparse, lasciando al giocatore il compito di valorizzarlo grazie alla customizzazione del proprio avatar che vanta numerose possibilità di personalizzazione che permette di personalizzare il vestiario con gli elementi sbloccati e acquistati – oppure ottenuti tramite amiibo.

Pokkén Tournament recensione
Questo gioco non lo è di certo, ma è divertente!

Pokkén Tournament è un bel gioco dall’enorme potenziale, inespresso a causa della sua natura di titolo piuttosto innovativo in un genere che solitamente compie passi in avanti nel corso di anni e attraverso continui aggiornamenti e opere di bilanciamento.

Si inserisce con successo nella libreria dei must-have di Wii U, ma mostra le stimmate dell’incompiuto che, si spera, alla lunga non allontanino i giocatori alla ricerca di un prodotto già completo e soddisfacente sotto ogni punto di vista.

7.9

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