Quando uscirono Pokémon versione Rossa e Blu frequentavo le scuole elementari, ed ero già appassionata all’anime trasmesso da Mediaset. I giochi furono il colpo di grazia: io e i miei compagni di classe impazzivamo per la serie, e passavamo tutta la ricreazione a scambiarci Pokémon e figurine, ed a criticare Ash che nelle nuove puntate del cartone non riconosceva mostriciattoli che noi già allenavamo da mesi.
Giocavo in ogni momento libero, ed è proprio grazie a Blu che ho comprato la mia prima console Nintendo, e dunque è grazie a Blu se oggi scrivo di videogiochi. All’epoca certamente non avrei mai pensato di trovarmi un giorno a dover recensire lo stesso gioco che tanto mi ossessionava, ma si sa, la vita è strana.

Pokémon versione Rossa, Blu e Gialla arrivano su Virtual Console del Nintendo 3DS in occasione del 20° anniversario, e sono esattamente identici a come ce li ricordavamo, glitch inclusi. Sul nostro 3DS possiamo scegliere se visualizzarli in bianco e nero o nella inquietante colorazione verde acido simil GB, premendo L+R+Y, ma nulla altro ci è concesso delle funzioni di salvataggio aggiuntive della VC.
Ci sono, insomma, zero fronzoli, e non c’è stato alcun miglioramento degli originali (o snaturamento, se questo poteva preoccuparci) se escludiamo la possibilità di connetterci in wireless locale per visitare il centro scambio o il colosseo di battaglie, funzione piuttosto rapida e che non mostra problemi di alcun tipo. Il fatto che siano disponibili nel 2016 sulla portatile Nintendo li rende decisamente più accessibili, e ci consente di poter anche organizzare tornei competitivi rispolverando il magnifico metagame di b/r/y , ma è discutibile se ciò renda accettabile il prezzo di vendita- praticamente 10 euro, il doppio di altri giochi sulla Virtual Console.

La prima generazione di Pokémon ha certamente luci ed ombre: è un gioco meraviglioso, che ha cambiato fortemente il mondo delle console portatili ed ha appassionato milioni di bambini e non più bambini, ma porta con sé tanti glitch ed errori di programmazione. Tra mosse che riuscivano a portare a segno costantemente colpi critici, errori nelle efficacie del typing e varie, c’era davvero tanto da sistemare. Come se non bastasse, RGB sono decisamente limitati e scomodi per tanti aspetti, da dover cambiare box manualmente al poter usare solo un oggetto per volta, passando per il non poter correre e non poter scambiare strumenti assegnandoli ai Pokémon, finendo con l’avere le MT monouso.
Senza dubbio alcuni di questi aspetti possono far parte del fascino “vintage” dell’esperienza, ma in generale risulta piuttosto difficile consigliare queste retro-versioni per iniziare ad avvicinarsi alla saga: i remake usciti sul Game Boy Advance sono decisamente più accessibili, come pure pressoché qualsiasi altro titolo moderno. Nonostante io sia assolutamente certa che tutti possano godersi RGB, ci sono decisamente giochi della saga più gratificanti e vari.

La questione è ovviamente ben diversa per chi già è allenatore provetto, ed apprezza l’idea di rituffarsi nel passato e riascoltare le musiche ad 8-bit (sempre grandiose) o magari di competere nei futuri tornei, accettando l’idea di dover decisamente faticare per portare i suoi Pokémon a livello 100, raccattare tutte le EV e cercare di districarsi tra IV sostanzialmente invisibili, se non con apposite tabelle.
Per chi non è esperto della saga tutto ciò può sembrare arabo, il che prova sostanzialmente ciò che intendo dire: questi titoli su Virtual Console sono più un nostalgico regalo (non proprio regalo poi, visto il prezzo) agli appassionati che un tentativo di far avvicinare alla serie dai suoi albori.

Che dire per il resto? Sono senza dubbio titoli a loro modo meravigliosi, che offrono tante ore di gioco e presentano talmente tanti piccoli dettagli da aver indotto una generazione di gamer a credere in leggende metropolitane su misteri e segreti sparsi in giro. In caso siate curiosi di saperlo: sì, è possibile catturare Mew con il glitch tanto famoso. E sì, c’è anche Missing No, che consente di duplicare oggetti all’infinito, ma solo nelle versioni tedesche ed inglesi di versione Rossa e Blu. A questo punto avete tutte le informazioni necessarie per scegliere se investire 9,99 euro, tempo e parte del vostro cuore (principalmente) nell’acquisto di uno dei tre giochi.