L’offerta di titoli sull’eShop del Wii U è ormai ricchissima, questo è un dato di fatto. Uno sviluppatore indie che vuole pubblicare un gioco sullo store digitale di Nintendo (ma il discorso vale per qualsiasi altra piattaforma online) deve riuscire, in qualche modo, a farsi notare affinché il pubblico si interessi al suo titolo. Una strada è quella di farsi molta pubblicità, cosa che gli sviluppatori indipendenti tendono ad evitare in quanto comporta la spesa di grosse quantità di denaro; l’altra è quella di sviluppare un gioco che offra un’esperienza unica e differente da quanto non facciano già gli altri titoli.
La cosa non è semplicissima, tanto più se la scelta è quella di cimentarsi con un platform, genere videoludico esplorato, sviscerato e plasmato in mille modi diversi. Noncuranti delle difficoltà, i ragazzi di Sarepta Studios hanno provato a dire la loro nel campo platformistico con Shadow Puppeteer.

La premessa che introduce la vicenda di Shadow Puppeteer è semplice: una notte, un ragazzo e la sua ombra vengono separati da un misterioso uomo che suona un carillon e il gioco è incentrato proprio sull’inseguimento di questo losco figuro attraverso una serie di livelli. La peculiarità del tutto sta nel fatto che è necessario avanzare simultaneamente con il ragazzo e con la sua ombra che, essendo stati divisi, sono indipendenti l’uno dall’altra.
L’intero gameplay del gioco si basa dunque su tale dicotomia: il Gamepad, o qualsiasi altro controller si utilizzi, si divide dunque idealmente in due, con lo stick e i dorsali destri che controllano il ragazzo, mentre con lo stick e i dorsali sinistri è possibile muovere, far saltare e far compiere azioni all’ombra. I due protagonisti si muovono su due piani differenti: il ragazzo si muove in uno spazio che, pur nella sua piattezza, è comunque tridimensionale, mentre l’ombra è relegata alla bidimensionalità di un mondo dove le ombre proiettate dagli elementi presenti nello scenario fungono da piattaforme.
Questo status differente implica che difficoltà da affrontare siano differenti: laddove la proiezione sul muro del fumo di un camino rappresenta un ostacolo insormontabile per l’ombra, l’intervento del ragazzo può bloccare il fumo e consentire a entrambi di procedere; se il ragazzo si trova davanti ad un baratro insuperabile, l’ombra può venire in soccorso, azionando una leva che attiverà una piattaforma nel mondo tridimensionale e consentendo così il transito del ragazzo.

Tutto il gioco si regge su situazioni come queste, rendendo necessario far interagire l’ombra e il ragazzo con il proprio piano di esistenza e aprendosi la strada verso la fine del livello. Anche se l’idea non è del tutto nuova (se avete giocato a Brothers: A Tale of Two Sons avrete notato le similitudini nel gameplay) bisogna dire che funziona bene, e a tratti il team e riuscito a ricreare situazioni molto interessanti, sebbene il level design non brilli particolarmente per arguzia e sia piuttosto lineare.
Il ritmo di gioco è blando ma non noioso e permette di immergersi completamente nelle atmosfere cupe e oniriche che gli scenari propongono, con un malinconico sottofondo musicale (non eccelso), ma adatto ad esaltare la sensazione di straniamento che pervade tutta la produzione. Se quanto detto fin qui tesse sicuramente un quadro lusinghiero di Shadow Puppeteer, ci sono però alcuni aspetti che gettano più di un’ombra (tanto per restare in tema) sull’intero impianto di gioco. La leggibilità degli elementi dello scenario, innanzitutto, spesso non è buona. La telecamera è sovente molto lontana per poter inquadrare entrambi i personaggi, e i colori cupi degli scenari non aiutano in tal senso: la conseguente difficoltà a percepire la profondità porta a tantissime morti sciocche a causa di banali errori di valutazione, non dovuti a imperizia del giocatore ma a oggettive carenze del gioco.

Le vite sono infinite e ogni livello è infarcito di checkpoint dai quali ripartire, ma ciò ci porta ad un altro tipo di problema: il livello di sfida quasi inesistente. A parte qualche sparuta fase in cui si affrontano, sempre in maniera “indiretta” comunque, dei boss, il gioco è completamente privo di nemici: il team ha voluto incentrate tutta la sfida sulla risoluzione dei puzzle per permettere ai due personaggi di avanzare. Il gioco ha dalla sua parte il fatto di essere breve, sono sufficienti tre-quattro ore per portarlo a termine e quindi il fattore noia fa appena in tempo ad affiorare, ma la varietà di situazioni non è certo un punto di forza della produzione.
L’unica difficoltà che, ahimè, può anche sfociare in frustrazione, è data da alcune sezioni in cui è necessario muoversi e saltare contemporaneamente con entrambi i personaggi. Al di là dell’oggettiva problematicità di coordinare il movimento di due personaggi nello stesso momento, il vero problema è che i comandi non sempre paiono essere reattivi e precisi come dovrebbero.

La conseguenza è che vi toccherà ripetere alcune sezioni (poche per fortuna) più e più volte, ma non perché implichino un livello di abilità particolarmente elevato in termini platformistici, ma solo per il fatto di dover controllare insieme due personaggi dalla camminata e dal salto molto diversi.
La conferma di ciò si ha quando si prova la modalità cooperativa a due giocatori: sbagliare diventa quasi impossibile. Giocare insieme a un amico è comunque divertente, nonostante il livello di sfida scenda ulteriormente, perché la risoluzione dei puzzle in modalità collaborativa diventa un fatto immediato: possiamo quasi dire che Shadow Puppeteer dia il meglio di sé proprio giocato in compagnia.

Tecnicamente il titolo non spicca, lo stile grafico e semplice ed essenziale, fin troppo, ma ha il pregio di non presentare aliasing. Il Gamepad non viene sfruttato in alcun modo se non con l’off screen e, in caso vogliate cimentarvi con la co-op, sappiate che il gioco supporta anche Wiimote, Nunchuck, Gamepad Pro del Wii U e il Controller Classic del Wii.
Shadow Puppeteer è, infine, disponibile sull’eShop del Wii U alla non proprio modica cifra di 14,99 €: considerato quello che il titolo ha da offrire, il mio consiglio è quello di aspettare qualche offerta.