la befana porta story of seasons

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Genere: Simulazione
Multiplayer: 1 – 4 online
Lingua/e: Italiano

Vivaldi ha immortalato con grazia le quattro stagioni in una serie di concerti, Marvelous Inc. ci prova con Story of Seasons, che altro non è che l’ennesimo Harvest Moon sotto mentite spoglie, il primo di casa Marvelous dalla separazione con Natsume, legittima utilizzatrice del brand, che ha provato, con risultati deludenti, a deliziarci con Harvest Moon: The Lost Valley.

Diversamente è andata con Story of Seasons, un titolo che farà sentire di nuovo a casa gli appassionati della serie agreste, che anche senza particolari stravolgimenti riesce a proporre qualche miglioria degna di nota e alcune novità decisamente apprezzabili.

Il touch screen non viene utilizzato se non per la mappa, peccato!
Il touch screen non viene utilizzato se non per la mappa, peccato!

Verremo introdotti alla vita rupestre dalla cordiale capogilda Veronica, che ci accompagnerà quanto prima dalla gentilissima Eda, un’anziana signora che ci ospiterà per una settimana. Non temete! Qui il tempo non scorre come Animal Crossing, ovvero non avanza di pari passo con l’orologio interno della console, e una giornata è composta da una manciata di minuti. La settimana di duro lavoro con Eda è il classico e immancabile tutorial, in cui l’adorabile vecchietta ci insegnerà i primi rudimenti della vita di campagna, fatta di semine, raccolti, allevamenti e altri lavori manuali.

Oltre a un simulatore di vita agricola, Story of Seasons, rispettando una sciagurata tradizione, è un simulatore di pazienza. Vero è che in questa nuova iterazione molti compiti sono stati resi più fluidi, innaffiando ad esempio più zolle alla volta, anziché una soltanto come nei predecessori, ma altrettanto vero è che la fase iniziale si dilunga in una misura sconcertante, costringendo a una ripetitività d’azione tediosa a tal punto da rappresentare una vera e propria barriera per i neofiti ed è un vero e proprio peccato perché il gioco ha tanto da offrire e vale decisamente la pena di rimboccarsi le maniche e darsi da fare. E da fare ce n’è davvero tanto.

Eda vi darà anche una paghetta, meglio di così!
Eda vi darà anche una paghetta, meglio di così!

Si può pescare, piantare rape, mungere mucche, produrre formaggi e addirittura, sposarsi e mettere su famiglia, ibridando quindi farm e dating sim. La maggior parte di queste azioni sono ereditate, di sana pianta o con nuove accortezze, dai vecchi capitoli e, nonostante la lentezza nel ricevere le ricompense, il senso di progressione è costante. Ma Story of Seasons non è solo rape e mucche ma anche commercio, sicuramente la novità di spicco di questa produzione. Vendere merci e comprarne da altri paesi, è infatti l’unica via per ottenere profitto e merci non disponibili altrimenti. Il mercato è un’aggiunta introdotta in maniera furba e che propone un modello di commercio simile a quella della vita “reale”, per quanto all’acqua di rose: vendendo agli altri paesi ci saranno merci che varranno di più di altre e più ne venderete dello stesso tipo, più scenderà il valore sul mercato. Diventa quindi indispensabile controllare la bacheca del mercato per capire cosa conviene vendere e in quale giorno. Ma questa non è la storia del commercio: è quella delle stagioni.

Un altro che ci prova. Ma il mio cuore è solo per Frit... ehm Elflum!
Un altro che ci prova. Ma il mio cuore è solo per Frit… ehm Elflum!

Il cambio delle stagioni determina cosa seminare: frutta e verdure estive, naturalmente, non cresceranno in inverno, quindi dovremo porre particolare attenzione a cosa piantare nei trenta giorni della stagione in corso. Uno sguardo al calendario è sempre consigliabile per tenere d’occhio gli avvenimenti sociali più importanti, legare con gli abitanti di Querciallegra, e perché no, portare un regalino nel giorno del compleanno all’aspirante fidanzato (io ho una tresca con Fritz ma non fatelo sapere ad Elflum, mi raccomando!).

Particolarmente divertente, poi, la possibilità di costruire oggetti di arredamento con i quali migliorare non solo la propria fattoria, ma anche abbellire il villaggio fino a farlo diventare una meta turistica. Insomma, se da una parte non si può parlare di rivoluzione, dall’altra Marvelous ha saputo rinvigorire una struttura già placidamente valida, inserendo le suggestioni gaming più di tendenza – dalla personalizzazione del personaggio al crafting.

Anche i personaggi secondari vi daranno delle dritte
Anche i personaggi secondari vi daranno delle dritte

Se il gameplay, tedio iniziale a parte, è l’oro che luccica, c’è ben altro che oro non è. A fronte di scenari carini e puliti e di un character design ben realizzato, è presente la solita lentezza di azione che inspiegabilmente contraddistingue ogni iterazione di questo franchise, affiancata da cali di framerate ingiustificabili e un comparto musicale povero sia in quantità che in qualità. Un motivetto per ogni stagione non è abbastanza e se aggiungiamo che si tratta di motivetti monotoni la tentazione ad abbassare del tutto il volume farà sempre capolino. Il 3D è ben implementato, superfluo ma gradevole e la presenza del multiplayer online, in cui andare ad aiutare altri fattori, e dello streetpass estende ancora di più il parere positivo sulla longevità del gioco.

Traendo le conclusioni, Story of Seasons mette in scena la fatica del lavoro agricolo senza la fatica stessa ma, proprio come nella vita reale, richiede dedizione e pazienza per ottenere i giusti frutti e la meritata gratificazione. Non si può far altro che consigliare, quindi, questo Harvest Moon non-Harvest-Moon, in quanto più accessibile in termini non solo di gioco vero e proprio, ma anche di reperibilità sul mercato, lasciandosi alle spalle i precedenti capitoli, un po’ incolori, e gioendo di una serie che ritrova gli antichi fasti di un tempo e augurandoci un maggior lavoro di rifinitura per la prossima avventura.

7.5

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