I Racconti di NintendOn

Il Super Nintendo Playstation Superdisc non era fake e funziona! – Speciale

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Lo SNES Superdisc esiste per davvero Solitamente quando siamo costretti a smentire una notizia data in precedenza, lo facciamo con il rammarico di aver dato un’informazione errata e mordendoci le labbra. Questa forse è la […]

7 Novembre 2015

Lo SNES Superdisc esiste per davvero

Solitamente quando siamo costretti a smentire una notizia data in precedenza, lo facciamo con il rammarico di aver dato un’informazione errata e mordendoci le labbra. Questa forse è la prima volta che siamo contenti di essere sbugiardati (sto esagerando): il prototipo di console Super Nintendo Playstation mostrato a Luglio dal suo proprietario tramite un, ammettiamolo, poco chiarificatore filmato su Youtube non è fake e funziona. Questo vuol dire che si tratta dell’unica unità esistente conosciuta di prototipo di Playstation quando era ancora figlio della collaborazione tra Nintendo e il suo costruttore, Sony. Facciamo un po’ di retrostoria, vi va?

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Da sinistra a destra: Dixon Wu, fondatore di Retro.hk, Robert Esser CEO di HMV Hong Kong, Terry e Dan Diebold, proprietari del prototipo

Nel 1988 Nintendo era interessata ad un add-on per Super Nintendo per sfruttare la tecnologia Compact Disc. Sono in molti a ricordare il SEGA CD, add-on per il SEGA Mega Drive ma Nintendo in Giappone aveva anche un altro competitor: il PC Engine, prodotto da Hudson Soft e NEC, una console che non raggiunse i numeri del Famicom ma che ebbe un discreto successo e il cui add-on, il PC Engine CD, vendette 80.000 unità nei primi sei mesi di commercializzazione. Nintendo non voleva restare indietro e nel 1988 Sony annunciò la collaborazione con Nintendo. Il piano era di produrre due hardware distinti: l’add-on da collegare ai Super Nintendo già in vendita, e una console stand-alone in grado di riprodurre anche i giochi per il Super Nintendo. Il prototipo posseduto da Terry Diebold e dal figlio Dan è proprio questo: la console di Sony stand-alone con lettore CD e slot per le cartucce Super Nintendo.

Nintendo e Sony, nonostante lo stato avanzato del progetto, non si accordarono mai sui diritti e le royalties. Sony produceva le console e avrebbe guadagnato non solo per l’hardware, ma anche per i giochi su CD. A Nintendo sarebbero rimasti i diritti sui giochi in cartuccia. Praticamente quello che finora aveva fatto Nintendo, ovvero non solo produrre console, ma anche le cartucce, indifferentemente per i giochi first, second o third party e incassare i diritti (se non completamente, nella percentuale maggiore), sarebbe stato appannaggio Sony se il formato scelto dalla software house fosse stato il CD anziché la cartuccia. Invece di continuare una negoziazione di difficile risoluzione, Minoru Arakawa, presidente di NOA, e Howard Lincoln, presidente di NOE, sotto il benestare del presidentissimo Hiroshi Yamauchi, preferirono tradire letteralmente Sony, annunciando al CES 1991 la collaborazione con Philips per la futura periferica CD del Super Nintendo, proprio il giorno dopo il quale, nel corso della stessa manifestazione, Sony mostrò per la prima e ultima volta il  Super Nintendo Playstation. In seguito Nintendo decise di rinunciare a commercializzare questo add-on, preferendo affidare il futuro della propria console a 16 bit al chip Super FX e a Donkey Kong Country. Philips per non restare con un pugno di mosche in mano, commercializzò il Philips CD-i per il quale uscirono dei giochi apocrifi di Mario e Zelda, grazie a termini contrattuali stipulati in precedenza. Del Super Nintendo Playstation Superdisc vennero prodotti duecento prototipi. Quello posseduto da Terry e Dan Diebold è l’unico di cui possiamo confermare l’esistenza certa.

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Andiamo al prototipo. Il proprietario Terry Diebold, ai microfoni di Engadget illustra come ne è entrato in possesso:

L’azienda per cui ho lavorato, Advanta Corporation, venne dichiarata in bancarotta l’8 Novembre 2009. Quando avvenne, ripulimmo i palazzi. Quello che devi fare è scattare foto, stilare un inventario, e poi il tutto va in asta. Io stesso ho partecipato all’asta perché c’erano un po’ di cose che volevo comprare, quindi sapevo cosa c’era in determinati lotti. Quando hanno chiamato un numero per un lotto, ho alzato la paletta e l’ho vinto. Volete sapere a quale, ridicolo, prezzo? 75 dollari.

Quando Terry Diebold andò a pagare e ritirare le scatole del lotto ce n’erano alcune di cui non sapeva l’esistenza. Oltre ai pacchi, precedentemente chiusi da lui, ce n’erano altri arrivati dagli uffici di New York della Advanta Corporation e incorporati nello stesso lotto. Evidentemente c’erano dentro effetti personali di Olaf Olafsson, ex-CEO di Sony Interactive Entertainment Inc. e presidente di Advanta nel 1998. Oltre al prototipo, c’erano anche delle scarpe, una cravatta, circa duecento cd musicali e giochi Playstation.

Il resto è storia recente: il figlio Dan dichiara in una discussione su reddit di essere in possesso del prototipo, ma non viene creduto. Il padre scatta alcune foto dell’oggetto di qualità scadente e, di nuovo, non viene creduto. Luglio 2015: Dan pubblica il famoso video in cui mostra il prototipo senza attaccarlo a un televisore e non viene creduto per l’ennesima volta. Addirittura il belga riparatore e customizzatore di console di professione VaduAmka, in un tweet oggi rimosso, dichiara di aver smascherato il fake. Dan viene contattato da migliaia di persone, tra semplici curiosi e collezionisti, addirittura dichiara a HKGolden di aver ricevuto un’offerta di 45.000 dollari. Tra le tante email una è di un suo amico che gli propone di mostrarlo al Retro Game Expo, dietro richiesta di un amico di Hong Kong appassionato di retrogame. Proprio da Hong Kong, e grazie a Engadget e HKGolden, provengono le fantastiche immagini che trovate in galleria.

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La console, analizzata ai raggi X per assicurarsi che l’eventuale apertura non ne causi il danneggiamento, si dimostra, una volta collegata a una tv crt, pienamente funzionante con le cartucce del Super Nintendo. La cartuccia allegata al prototipo riporta la scritta in giapponese For Demo e se inserita a console spenta e poi accesa fa apparire il logo Superdisc con la scritta No CD-Rom System. Il lettore ottico comunque risulta funzionante tramite tester e l’alimentazione arriva correttamente, segno che evidentemente la funzione CD è stata disabilitata di proposito in fabbrica o che ci sia un guasto nell’apposito settore della board. Sotto la console troviamo una porta d’espansione, mentre sul retro troviamo le uscite video e audio composito, quella rfu per il collegamento tramite il connettore antenna della tv e un altro connettore, probabilmente destinato per il collegamento di un’altra periferica.



Il ritrovamento di questa console è quasi incredibile ma verrà mostrata in pubblico, è stata smontata e sviscerata. A questo punto manca solo una conferma ufficiale da parte di Sony o di Nintendo, soprattutto tenendo presente che Shuei Yoshida, attuale presidente di SCE Worldwide Studios, interpellato al riguardo aveva preferito non pronunciarsi.