Dragon Ball Z: Extreme Butoden – Recensione

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Genere: Picchiaduro
Multiplayer: Locale
Lingua/e: Italiano

Dragon Ball e il mondo dei picchiaduro. Un binomio quasi scontato, data la natura prettamente votata al combattimento del manga/anime, ma spesso sfociato in titoli non del tutto convincenti e molto raramente davvero validi. Namco Bandai ci riprova con Dragon Ball Z:Extreme Butoden, primo beat ‘em up per Nintendo 3DS, nato sulla scia del successo di Battle of Gods e Resurrection of F, i due lungometraggi che hanno rilanciato il franchise, dando vita alla nuova serie Dragon Ball Super!

Gli assistenti, come il Maestro Muten, possono dare una grossa mano in battaglia
Gli assistenti, come il Maestro Muten, possono dare una grossa mano in battaglia

Extreme Butoden è sviluppato dai ragazzi di Arc System Works, lo studio che ha dato vita alla saga di Guilty Gear. Logico, viste le premesse, aspettarsi un sistema di combattimento profondo e un titolo valido e ben progettato. Purtroppo, il lavoro è riuscito soltanto a metà.

Extreme Butoden catapulta immediatamente il giocatore nella modalità Storia Z, un’avventura a tappe che consente di rivivere la storia di Dragon Ball Z in una serie di incontri attraverso il punto di vista di vari protagonisti. La fretta con cui sono stati sviluppati alcuni aspetti del titolo emerge sin da subito, con dialoghi sbrigativi, eventi solo accennati, narrati attraverso immagini statiche con uno o due personaggi su uno sfondo approssimativo.

Completata la Storia Z si sbloccano le altre modalità, che comprendono una modalità avventura che permette di conoscere una storia alternativa che comprende anche Bills, Dio della distruzione conosciuto in Battle of Gods e protagonisti degli OAV come Broly; e un torneo Tenkaichi con una serie di incontri. Anche in questo caso, la narrazione risulta approssimativa e poco coinvolgente, soprattutto sul piano registico.

Reminiscenze e nostalgia di Dragon Ball Z permeano il titolo
Reminiscenze e nostalgia di Dragon Ball Z permeano il titolo

Il titolo presenta meno di 30 combattenti liberamente selezionabili e un numero enorme di assistenti che possono intervenire temporaneamente nella battaglia attraverso la pressione del touch screen e danneggiare o distrarre il nemico. Il roster apparentemente ristretto, che presenta tante assenze (personaggi presenti comunque come assistenti), appare invece perfettamente funzionale. In fondo, i personaggi principali sono tutti presenti e le varie trasformazioni dei Saiyan spesso non presenterebbero differenze sostanziali in fatto di mosse. Sarebbe comunque stato interessante rendere le trasformazioni possibili durante la battaglia tramite l’accumulo del KI.

Ci si aspettava molto da Arc System e invece, il sistema di combattimento risulta semplice: i quattro tasti principali sono utilizzati per il pugno, il calcio, la schivata e l’attacco energetico speciale; i dorsali per accumulare KI (utilizzabile per attacchi energetici e speciali) e per le combinazioni e lo slide per muoversi e parare. Una volta attivata una combo contro l’avversario o viceversa risulta davvero difficile fermarla o schivare (la schivata richiede un tempismo perfetto) e ci si ritrova la maggior parte delle volte in balia dei colpi.
Purtroppo non esiste una modalità per allenarsi liberamente contro il computer e imparare a padroneggiare le combo più complicate non è affatto semplice. Il grado di sfida inoltre, risulta decisamente basso. Solo tre livelli di difficoltà selezionabili e anche a difficile, la cpu non risulta impegnativa. Purtroppo, allenarsi con un avversario umano è possibile solo in locale.

Praticamente, Battle of Gods... sul serpentone!
Praticamente, Battle of Gods… sul serpentone!

Il problema forse più grande del titolo è l’assenza di una modalità online. Pur nella sua semplicità, Extreme Butoden risulta divertente, con personaggi 2d animati davvero bene e con un po’ di pratica le soddisfazioni non mancano. Ma non esiste una vera e propria sfida.
Sbloccare tutti gli assistenti non è semplice ma si tratta comunque di un obiettivo secondario.

Ogni combattimento libero contro il computer si svolgerà sempre al massimo in un 3vs3, con round unico, senza possibilità di personalizzazione. Purtroppo, non poter giocare in rete contro amici pesa, pesa davvero tanto nel valutare l’appeal a lungo termine e la longevità del titolo. Come detto, tecnicamente il gioco si difende molto bene, con sprite 2d disegnati e curati su sfondi tridimensionali. Buono anche il lato sonoro, con musiche principalmente presenti nei menù che richiamano alla memoria l’anime che tanto abbiamo amato.

Goku Super Sayan God Super Sayan (o Super Sayan Blue)… un’ottima ragione per giocarsi Extreme Butoden!

Dragon Ball Z: Extreme Butoden è un discreto titolo, semplice ma funzionale, capace di divertire i fan (in fondo usare Goku Super Saiyan God o Super Saiyan God Super Sayan è una soddisfazione non da poco) e consigliato agli amanti del genere. Va tenuto presente che la longevità risente pesantemente della mancanza dell’online e che su 3DS esistono picchiaduro di ben altro calibro.

Lascia ben sperare per il futuro l’annuncio di Bandai Namco in merito all’introduzione di una modalità online nel titolo che, se ben implementata, potrebbe migliorare molto l’esperienza.

6.9

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