Assistendo al The Colosseum – Smash In Rome, e vedendo schiere di giocatori darsi battaglia dinnanzi a Super Smah Bros. For Wii U, ho compreso che Nintendo ha capito tutto ma al tempo stesso non ha capito nulla. La Grande N è una delle poche, se non l’unica, software house che continua imperterrita, giustamente, a inserire il multiplayer locale all’interno dei suoi giochi. Punta ancora sulla condivisione di un esperienza e sulla comunicazione tra gli utenti. Deo Gratias, è quello che ci vuole: le persone amano parlare tra di loro delle loro passioni.
Peccato però che nonostante ciò non sia riuscita a evolversi a ottenere il power up che le avrebbe permesso di offrire un’esperienza completa sulle sue macchine.

La difficoltà di Nintendo a restare al passo con i tempi quando si tratta di interazioni online è un problema che molti potrebbero bollare come marginale o addirittura irrilevante ma su di me, giocatore nato a cavallo del nuovo millennio che non disdegna per nulla le altre hardware house, inizia ad avere un peso molto consistente.
Paradossalmente laddove la Grande N si è mostrata pioniera nella comunicazione con i suoi utenti, grazie ai mai troppo lodati Nintendo Direct, sul fronte delle interazioni tra gli utenti online è indietro in maniera a dir poco imbarazzante.

Nel 2015, con l’ottava generazione di console, Nintendo arranca rispetto a Sony e Microsoft. Le due hardware house hanno totalmente abbandonato l’approccio offline del multiplayer sposando quello basato su internet. La nostra Grande N non è in grado o non vuole omologarsi: propone delle alternative, valide, ma non sufficienti a sopperire alle sue enormi deficienze.
Il Miiverse è un social network in piena regola inserito nel sistema operativo delle console che funziona bene, pur nella sua lentezza, ma che non sostituisce sistemi di comunicazione ben più evoluti come le chat vocali integrate nei sistemi operativi. Siamo ancorati a due console, il Wii U e il 3DS, che hanno lista amici assolutamente inutile che non permette in nessun modo la comunicazione veloce tra i giocatori.

Per quanto riguarda i giochi, prendiamo Splatoon: un titolo fantastico, con un’ottima interazione con il miiverse, ma letteralmente castrato dall’assenza della chat vocale. Non mi riferisco alla possibilità di comunicare e di coordinarsi con la propria squadra, probabilmente il titolo non cambierebbe in maniera così radicale, mi riferisco a qualcosa di molto più affine a Nintendo: alla comunicazione e al divertimento che si può trarre da una chiacchierata con degli amici. Altro esempio? The Legend of Zelda: Tri Force Heroes. È l’ennesimo gioco della serie di Zelda incentrato sul multiplayer, ma anche qui, proprio quando si sarebbe potuto dare un segno di maturità sul fronte online gli sviluppatori hanno deciso di mutilare l’esperienza non permettendo ai giocatori di comunicare a voce in maniera efficace e divertente.
Un esempio ancora più emblematicoquanto mi riguarda è rappresentato da Monster Hunter 3U: sulla versione Wii U del titolo ho macinato in compagnia dei miei amici centinaia di ore di gioco online, ho acquistato un headset brandizzato Wii U per poter comunicare velocemente a voce con gli amici. Lo stesso ovviamente non è successo con il 4U per 3DS: l’assenza della chat vocale ha reso il tutto molto meno immediato e divertente. E no, dover usare un altro device per far partire Skype è qualcosa che a oggi non sono più in grado di accettare.

Sempre più spesso sulle console concorrenti mi trovo a giocare, di continuo, solo e soltanto quando mi è possibile comunicare tramite party chat con i miei amici. Il gioco, sebbene filtrato da decine di apparecchi elettronici, è (quasi) sempre e condiviso. “Dark Souls? Aspettami che quel pezzo ce lo facciamo assieme e ci diamo una mano con i nemici!”. “Qualcuno si fa due parole sta sera mentre giochiamo a Forza?” “Dai, mentre mi parli di come ti è andata la giornata che dici una co-op a Halo ce la facciamo?” e così via.
Tutto questo si traduce banalmente in un aumento esponenziale delle ore di gioco e di giochi acquistati. La condivisione, nel mio particolare caso, permette alla mia macchina di macinare ore e ore di gioco che altrimenti avrei speso in altri modi: funge da catalizzatore, mi spinge ancora di più a giocare. Anche un titolo in single player diventa molto di più, diventa condiviso, come se si fosse tutti dinnanzi allo schermo: ci si da consigli, ci si aiuta, ci si schernisce, ci si accorda per la prossima sessione di gioco. Ovviamente non si rinuncia mai alla sacrosanta sessione in solitaria, ma a chi fa schifo poter scegliere?
Invitare qualcuno alla propria partita è quanto mai semplice e intuitivo, rendere partecipi al proprio gioco anche coloro che non posseggono effettivamente la console non è impossibile. Basta sfruttare applicazioni come Skype, disponibile sullo store della console, che viene eseguita in background e può essere usata con qualsiasi altro utente da qualsiasi altro apparecchio (o l’applicazione Xbox sui PC Windows 10).
Insomma, posso tranquillamente consultare lista amici, acquisti, screenshot, video e feed attività sul mio cellulare sia con apposite applicazioni per il PlayStation Network che con l’Xbox Live, mentre la grande N al massimo propone versioni mobile del miiverse! Non sto parlando di niente di spettacolare: è la prassi, è la normalità. Ma ovviamente non per Nintendo.
Laddove su Xbox One, PlayStation 4 e PC è possibile farsi una chiacchierata tra amici, anche molto distanti, giocando ai titoli più disparati, di fatto spendendo tempo e danaro sulla macchina stessa, sulle console Nintendo non è possibile. Per una serie di motivi su Wii U e 3DS si hanno molte meno possibilità di comunicare. Si è in una camera a tenuta stagna. Proprio su una console di una hardware house che fa ancora oggi della condivisione dell’esperienza uno dei suoi cavalli di battaglia. Assurdo.
Avremo dei reali passi avanti con la partnership con DeNA? Vedremo Nintendo finalmente liberarsi dal mantra conservatore che si ripete da ormai una decina d’anni? Non credo. Questo impedirà ai giochi Nintendo di piacermi lo stesso? Sicuramente no, ma quel che è certo è che vivrò sempre con il pensiero che Nintendo avrebbe potuto offrire qualcosa di più ma ha deliberatamente scelto di non farlo.