Ne 1998, i possessori di un Game Boy poterono testare uno strambo scorcio di futuro, strambo come solo certe aziende nipponiche (Nintendo in primis) possono mostrare.
Molto prima degli smartphone o dei sistemi videoludici con fotocamera integrata, c’era la Game Boy Camera: questa periferica per il portatile della Grande N era in grado di scattare delle sgranatissime ma esilaranti fotografie, che diventavano poi parte fondamentale di alcuni mini-giochi. Era inoltre possibile stamparle attraverso l’apposito device, e non bisogna dimenticare che anche altre cartucce di gioco potevano interagire con l’accessorio.
Adesso possiamo inglobare quelle minimali istantanee con i tempi attuali, contrassegnati dal digitale e dai social network, grazie a BitBoy.
Prodotto per ora in 100 unità (delle quali è già stato venduto quasi il 70%), BitBoy consente il trasferimento dei dati tra la Game Boy Camera e le schede SD:
Che vogliate salvare le foto della Game Boy Camera in Bitmap (Lossless 8-bit Index Color), estrarre le informazioni del Pokédex o trasporre il vostro Pocket Planner, BitBoy ha quello che fa per voi.

Stile essenziale, dotato di una batteria al litio che determina l’accensione quando connettiamo i due dispositivi attraverso MicroUSB, funzionante con tutti i sistemi operativi.
Al prezzo di $65, la confezione include:
- n.1 BitBoy
- n.3 cavi Game Boy Link
- n.1 scheda SD da 4GB
- n.1 cavo di ricarica MicroUSB
Il lavoro di Alexander Bahr può essere acquistato dal sito che trovate nella fonte, insieme ad altri accessori sempre per Game Boy Camera, con disponibilità a partire dal 15 di ottobre.