I Fiumi di Alice – Versione estesa – Recensione

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Genere: Avventura grafica
Multiplayer: no
Lingua/e: Italiano, multi-5

Alice ama l’arte, ama la musica, ama perdersi tra paesaggi fiabeschi mischiando stili artistici appartenenti a epoche diverse, ama sognare mondi differenti, inesistenti.

Alice deve liberare quattro libellule per svegliarsi dal suo sogno, per uscire da un regno popolato da creature ispirate a miti antichi. Alice è una leggera figura in bianco e nero, mentre il mondo intorno a lei è ricco di colori, sfumature, capaci di incantare.

Inquietanti e spesso disturbanti, benvenuti nei sogni della giovane Alice
Inquietanti e spesso disturbanti, benvenuti nei sogni della giovane Alice

I Fiumi di Alice è un’avventura grafica di pregevole fattura da poco uscita sull’eShop del Wii U e originariamente nata su dispositivi iOS e Android. Un genere revitalizzato negli anni recenti grazie alla diffusione degli smartphone e dei controlli touch, interfaccia perfetta per questa tipologia di giochi. Titoli per lo più semplici, basati sulla risoluzione di enigmi, nella maggior parte dei casi niente a che vedere con capisaldi quali Broken Sword o Monkey Island, ma comunque piacevoli e alla portata di tutti.

Nel titolo sviluppato dai Delirium Studios impersoneremo Alice, una giovane ragazza che si trova prigioniera di veri e propri labirinti durante i suoi sogni. Per uscirne dovrà risolvere alcuni enigmi, spesso complessi, interagendo con i personaggi che conoscerà durante l’avventura e con il bizzarro mondo circostante. In ogni schema lo spostamento di Alice è liberamente controllabile tramite touch screen. Toccando un punto di interesse come un personaggio o un oggetto sospetto compare un menù a croce da cui è possibile selezionare l’azione da compiere, come interagire con l’oggetto, parlare o osservarlo.

Le azioni non selezionabili sono in grigio, quelle attuabili in bianco. In alto a destra troviamo sempre presente lo zaino di Alice, che contiene il blocco per appunti (oggetto fondamentale dove vengono annotate in automatico le indicazioni per risolvere gli enigmi ed è possibile appuntarsi informazioni utili) e gli oggetti che raccoglieremo, sempre selezionabili e consumabili quando usati con il giusto enigma.

Il titolo richiede molta intuizione e spesso ingegno. I bizzarri personaggi che incontreremo ci aiuteranno tramite dei pittogrammi, rappresentando visivamente gli oggetti da cercare per proseguire, molto raramente infatti parleranno e per cogliere chiaramente gli indizi sarà necessario sposarsi varie volte avanti e indietro nelle aree di gioco.

Il menù dello zaino è semplice e chiaro, di facile consultazione
Il menù dello zaino è semplice e chiaro, di facile consultazione

La difficoltà del titolo è elevata, sia a causa del sopra citato backtracking che degli enigmi, ben studiati e realizzati e capaci di impegnare a lungo, i quali richiederanno frequentemente la presa di appunti sul blocco note.
La struttura del titolo, che preferisce suggerire le azioni da compiere piuttosto che spiegarle chiaramente, richiede un po’ di pratica per essere assimilata e potrebbe non essere adatta a giocatori particolarmente giovani o non pratici con il genere delle avventure grafiche vecchio stile, notoriamente capaci di far sudare e al tempo stesso riflettere.

Sotto il profilo visivo e sonoro il gioco tocca vette di eccellenza. Il mondo onirico creato da Alice è composto da veri e propri quadri in movimento, scenari delicati, dipinti con acquerelli, chine, inchiostri e grafite.
Ispirandosi spesso a correnti artistiche del secolo scorso, ogni schema di gioco possiede uno stile unico che contrasta bene con la leggerezza di Alice, che sembra quasi fluttuare sul terreno vero e proprio. Un esempio di arte videoludica, uno stile in fondo minimale ma molto raffinato e ricercato.

La colonna sonora è firmata dal gruppo indie-rock spagnolo dei Vetusta Morla e gli scenari sono modellati e concepiti sulle note dei brani. Rilassano, inquietano, accompagnano ma rimangono nella testa del giocatore, faticando ad uscirne.
Le musiche compariranno nelle aree principali, spesso dove è presente un oggetto chiave da recuperare, mentre negli altri scenari il giocatore viene quasi sempre lasciato in silenzio a riflettere sulle azioni da compiere, con tenui effetti in sottofondo.


8.0

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