Q.U.B.E: Director’s Cut – Recensione

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Genere: Puzzle
Multiplayer: Assente
Lingua/e: Inglese

Come mi è già capitato di scrivere in altre recensioni, e non sono stato nemmeno l’unico, torno a ribadire quanto l’eShop del Wii U sia un posto estremamente gradevole in cui fare acquisti o anche solo gironzolare, a guardar le vetrine, soprattutto per gli amanti dei puzzle game. A differenza infatti di altri shop virtuali, quello per la console Nintendo abbonda, quasi straripa di titoli rompicapo tra cui spiccano, a mio modesto parere, i giochi Two Tribes, come Toki Tori, Edge e Rush.

Un inizio piuttosto bianco
Un inizio piuttosto bianco

Anche in Q.U.B.E: Director’s Cut, come negli ultimi due titoli sopracitati, si vede e si gioca solo con uno sconfinato oceano di cubi ma in maniera nettamente diversa. Il gioco esordisce nel 2012 su PC grazie al lavoro di Toxic Games per approdare poi sulle varie home console in questa sua incarnazione definitiva. Il gameplay è tanto semplice quanto intuitivo ed immersivo, grazie soprattutto alla visuale in prima persona con cui riusciamo a vedere solamente le mani del nostro misterioso alter ego digitale.

Sei livelli, ognuno dei quali composto da varie sfide. Iniziamo!
Sei livelli, ognuno dei quali composto da varie sfide. Iniziamo!

All’avvio della prima partita ci ritroviamo all’interno di una stanza composta da cubi bianchi, senza sapere come ci siamo finiti e ritrovandoci vestiti con una strana tuta che ci permette di controllare l’ambiente intorno a noi. Subito ci vengono introdotte le prime, semplici nozioni di gioco. Proseguendo per le varie stanze troviamo infatti una serie di cubi di colori diversi con i quali interagiamo tramite i due tasti dorsali del gamepad, escludendo purtroppo il controllo touch, elemento che nelle fasi più avanzate avrebbe aiutato molto. Con LZ estraiamo i cubi dalla loro posizione mentre con RZ li respingeremo all’interno.

Ogni cubo interagisce in maniera diversa: quelli rossi si possono estrarre dalla loro posizione fino a tre volte, quelli gialli compogno una scala di tre cubi di altezza progressiva, quelli blu fungono da trampolino, quelli viola ruotano porzioni di stanza ed infine quelli verdi interagiscono con gli altri cubi, senza che possano essere mossi direttamente da noi.

Dai, semplice, andiamo avanti...
Dai, semplice, andiamo avanti…

Il nostro compito è quello di superare le varie prove che ci si parano davanti utilizzando le varie combinazioni di cubi offerte, realizzando scale e rimbalzando fino ad arrivare alla porta di uscita. Questo, almeno, per una buona metà di gioco. Progredendo tra le varie stanze gli enigmi muteranno e, incredibilmente, spunterà anche una figura diversa da un cubo, una sfera! Sempre con l’aiuto degli amici cubetti, il nostro compito è quello di far percorrere alla sfera un percorso in modo da farla arrivare al punto indicato.

In seguito sarà possibile anche modificare il colore della sfera, in modo da farla combaciare con l’area del colore corrispondente, o creare mix tra i vari colori base del gioco, facendole attraversare una serie di cubi trasparenti che man mano la coloreranno di viola, arancione e così via. Alla storia base, in questa edizione Director’s Cut, sono state aggiunte una serie di sfide a tempo, ben congegnate e che vi terrano impegnati per qualche oretta. Rimaniamo sempre nell’ordine delle sette ore di gioco circa.

...cominciano ad esserci troppi colori...
…cominciano ad esserci troppi colori…

A differenza del titolo originale, in questa edizione è stato aggiunto un sottilissimo filo di trama che si propaga tra i vari livelli tramite delle conversazioni via radio. Il filo è così sottile e impalpabile che difficilmente ci si farà attenzione, complice anche l’audio totalmente in inglese e l’assenza totale di sottotitoli, elementi che possono far desistere dal tentare di seguire le vicende in corso. L’audio non aiuta per niente la comprensione, essendo spesso totalmente distorto come a simulare una frequenza radio, e anzi, la rende difficoltosa e costringendo il giocatore a fermarsi e concentrarsi – rischiando comunque di non riuscire a trasmettere il messaggio e lasciandoci quindi all’oscuro del messaggio.

E dell’audio è necessario parlare ancora, purtroppo, prendendo in considerazione musiche ed effetti sonori, note dolenti dell’offerta. La colonna sonora appare e riappare in maniera randomica ed è decisamente eccessivo il tempo in cui ci troveremo totalmente al silenzio, complici anche gli strani bug che affliggono gli effetti sonori, anche loro dotati di una bizzarra autonomia nel palesarsi all’orecchio.

...ok basta, io ho chiuso, me ne vado!
…ok basta, io ho chiuso, me ne vado!

Non brillano neanche i controlli di questa edizione Wii U,  che risultano spesso lenti ed imprecisi, costringendovi a riprovare decine e decine di volte sezioni di livelli in cui è fondamentale il tempismo (e qui, ad esempio, avrebbero giovato dei comodi e veloci controlli touch) e che non possono essere modificati a causa della mancanza totale di opzioni di personalizzazione. Chiude il cerchio un pesante aliasing che, sulle lunghe, potrebbe risultare fastidioso.

Al di là di questi ultimi difetti elencati, il titolo risulta nel complesso comunque molto gradevole e spesso intricato, mettendo spesso alla prova le menti dei videogiocatori, costretti ad attendere e ragionare anche per molto tempo, soprattutto nelle stanze bonus, davvero probanti. Ponderando infine il prezzo, di 9.99€, il gioco entra decisamente tra i consigliati agli appassionati dei rompicapo.

7.0

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