I dati NPD non mostrano solo quante console e giochi vengono venduti negli Stati Uniti, ma l’istituto che raccoglie i dati fa spesso dei sondaggi per capire che tipo di pubblico videogioca e via dicendo. Nell’ultimo sondaggio diffuso, con un campione di 1187 genitori con almeno un figlio/a tra i 2 e i 17 anni, hanno rilevato che i genitori sono disposti a spendere in media 131$ in figure NFC negli ultimi sei mesi.
Circa l’80% delle famiglie lo considera un buon investimento e i due terzi pianifica di investirci soldi nuovamente. Il 70% conoscono i giocattoli interattivi e il 41% ne possiede di più di un franchise.
Il 77% sostiene che è stato decisamente o probabilmente un investimento che valeva la pena fare e solo il 7% delle famiglie ne ha abbandonato l’uso. All’interno della casa il 52% indica che anche gli adulti sono tra coloro che giocano.
Per quanto riguarda Nintendo il 21% dice di giocare da solo con gli amiibo, mentre per gli altri franchise solo il 10%. Il 22% del totale del tempo di gioco è speso con le figure come giocattoli rispetto che con i giochi.
Il 40% dei genitori, infine, sostiene che i loro figli tra i 13 e i 17 anni continuano a giocare con le figure come giocattoli o action-figures. Di conseguenza comprendiamo come Nintendo punti moltissimo sugli amiibo nel loro non essere fondamentali nei videogiochi, poiché i dati mostrano come l’interesse sia maggiormente rivolto verso le figure in sé.
A questo punto la casa di Kyoto potrebbe fare il salto di qualità puntando ad amiibo che si muovono, magari solo con le braccia, in modo da raccogliere ancora più consenso tra chi le utilizza come oggetti di gioco piuttosto che per i contenuti NFC.