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Genere: Avventura, Rhythm Game
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano

Nel pieno della calura estiva, quale miglior modo per rinfrescarsi che tuffarsi nel mondo acquatico di Harmony in compagnia del simpatico Buddy? Se lo scopo del gioco è piuttosto istituzionale, ovvero salvare il regno dal cattivone di turno che lo vuole gelosamente avere tutto per sé, meno convenzionale è il protagonista, ovvero il Buddy testé citato: una sorta di conglomerato azzurro dalle fattezze umanoidi che, lungi dal rappresentare l’archetipo dell’eroe, rappresenta il nostro alter ego virtuale nel corso dell’avventura. Prendete un bel respiro e tuffiamoci insieme nel mondo musicale di Beatbuddy.

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La parte più ardua della review di Beatbuddy è stata compilare il campo “genere”. Che tipo di gioco ci troviamo davanti? Il titolo dei Threaks è un po’ un mix di generi, ma quello che ne viene fuori non è un mix pasticciato e sconclusionato, ma un gioco che, seppur breve e dalla rigiocabilità risicata, sa ritagliarsi un suo spazio nel ginepraio di titoli che affastellano l’eShop di Nintendo. Come approccio generale per farvi un’idea delle dinamiche del titolo, potete pensare che i 30 livelli di gioco ricordino vagamente i livelli acquatici di un Mario 2D. Escluso il fatto che i movimenti di Buddy sono molto più fluidi e precisi di quelli del baffuto idraulico, ed è quindi possibile muoversi con una certa disinvoltura, gli altri ingredienti sono simili: nemici (non molti a dir la verità), trappole di sorta come spuntoni e campi elettrici e ambienti da percorrere in lungo e in largo. Beatbuddy è anche però un po’ puzzle game dal momento che l’incedere sarà spesso frenato da ostacoli da aggirare o rimuovere: per far ciò sarà necessario risolvere piccoli rompicapi, quali attivare un interruttore o far sì che le bolle sparate da una strana piantina vadano a colpire un determinato punto. Nulla di particolarmente cervellotico, intendiamoci, ma tali fasi conferiscono un pizzico di varietà al titolo spezzando un ritmo che, già privo di acuti particolari, renderebbe l’esperienza di gioco monotona. Un’altra anima del gioco è poi quella che possiamo definire come azione e avventura, che si concretizza in quei momenti un po’ più frenetici quando, alla guida di una strano mezzo subacqueo chiamato Buggybolla, siamo chiamati al buon vecchio approccio dello shooter in 2D dove ci si ritrova a sparare furiosamente a ogni cosa che si muove sullo schermo.

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Beatbuddy è anche però un po’ rhythm game e, se dovessi scegliere un tratto distintivo per descrivere il titolo, penso che opterei proprio su quest’ultimo aspetto: il mondo di Symphonia (nomen omen) è permeato di musica in ogni dove e ogni pixel a schermo è governato proprio dal ritmo musicale distintivo del mondo cui esso appartiene. Le bolle, le piante, le creature, finanche il Buggybolla, si muovono in accordo con il ritmo dei bassi e tale aspetto a volte va a influenzare il gameplay di gioco. Le occasioni in verità non sono molte e forse spingere di più su tale aspetto avrebbe donato maggior personalità al gameplay, ma la componente musicale entra in gioco quando si tratta di colpire un nemico, superare un ostacolo o rimbalzare su una sorta di “drum” marino che fornisce al nostro piccolo amico un repentino boost che gli consente di distruggere ostacoli. In tali occasioni è proprio il ritmo, in genere quello dei bassi, a indicare il momento giusto per colpire, avanzare o schivare: una scelta che, se pur non inedita, conferisce al titolo una sfaccettatura in più.

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Proprio la colonna sonora fa dunque la parte del leone in Beatbuddy: ognuno dei sei mondi ha un tema musicale composto appositamente da sei musicisti differenti, tra i quali spicca il nome di Austin Wintory che ha lavorato, tra le altre cose, alla colonna sonora di Journey e The Order: 1886. Sebbene i temi siano stati scritti da mani differenti, si fondono armoniosamente e l’incedere nei livelli è cadenzato da colpi di basso e batteria ora sotto forma di ritmo jazz, ora di melodia classica, ora di sonorità chill out e ambient. Alcuni pezzi sono inoltre accompagnati da vocalismi che innalzano ulteriormente il già eccellente livello del comparto sonoro.

Accanto all’anima musicale, Beatbuddy offre il meglio di sé nelle fasi più prettamente puzzle e, sebbene in alcune fasi la ripetitività faccia capolino per il riproporsi ciclico di situazioni del tutto simili, le soluzioni ideate dal team di sviluppo sono interessanti, specialmente nel corso dell’ultimo livello dove la soluzione per aprirsi la via non è spesso immediatamente intuibile. Gli scenari sono infatti ben costruiti e la strada da seguire è meno lineare di quel che ci si potrebbe aspettare dato che in alcuni casi si aprono davanti a noi diverse vie da esplorare: è necessario dunque un minimo di attenzione e di memorizzazione del percorso per evitare di girare a vuoto.

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Sul comparto grafico è difficile muovere critiche, il mondo creato dai Threaks è veramente molto bello, colorato, vivo e pulsante con effetti di prospettiva tra piani diversi, cosa che, in uno scenario 2D, contribuisce a donare profondità e dinamismo a un mondo che rischia di apparire piatto.

Dove invece Beatbuddy pecca clamorosamente sono, ahimé, i bug. Frequenti, fastidiosi e francamente inaccettabili in un titolo peraltro non nuovo ma già uscito un paio di anni fa su iOS e Steam, nei casi più gravi mi hanno freezato la console con conseguente reset forzato e riavvio. I checkpoint sono piuttosto frequenti, quindi sotto l’aspetto dell’avanzamento di gioco il problema non è troppo grave, ma è alquanto seccante trovarsi a vagare in una parte di scenario in cui è chiaramente previsto non poter andare e girare nel vuoto più assoluto, salvo poi, se il gioco ha la grazia di deciderlo, ritrovarsi all’improvviso sulla giusta via.
Come già accennato, anche la longevità non è un punto forte del titolo: i sei mondi si completano nel giro di cinque ore di gioco o poco più. Il fattore rigiocabilità farà presa solo su chi ha l’animo completista dato che nei livelli sono presenti delle gemme (punti ritmo), il cui accumulo sbloccherà degli interessanti (?) extra che illustrano il processo creativo del titolo.

Come critica più generale, ma inevitabilmente più soggettiva e sfumata, al gioco manca quel guizzo, quello spunto, quel quid che gli avrebbe consentito di non essere solo “carino” ma di rimanere impresso con più forza nella memoria del videogiocatore.

Ultima informazione: Beatbuddy è disponibile sull’eShop al prezzo di 8,99 €.

6.8

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