Un reality dove i protagonisti sono due operai a turnazione intenti a risolvere i guasti in giro per i pianeti sarebbe ben noioso. Fortunatamente Purple Plop e Green Plop sono così imbranati e le loro gesta così esilaranti che Shiftlings è il programma televisivo di maggiore successo nell’universo, condotto con assoluta irriverenza dallo smargiasso Zookod Neutrino, che non mancherà di farsi beffe dei due sventurati.

Per giunta Green non ha saputo resistere al richiamo di una bottiglia di Black Hola Cola, la bevanda zuccherina più frizzante della galassia, scolandosela per intero e inondando di putrido gas entrambe le tute, la propria e quella di Purple. Le tute dei due pasticcioni spaziali infatti sono collegate tramite un tubo, la cui rottura comporta la deriva nella stratosfera e la ripartenza dal checkpoint più vicino. Il tubo, oltre a limitare i nostri movimenti, permette il rigonfiamento di una delle due tute tramite pressione del tasto X.
La tuta ospitante del gas non permette di passare dagli spazi più angusti e rende inutile il salto, deputato al tasto B, ma è ottimo per schiacciare pulsanti sul pavimento e funge da zavorra per potersi trascinare lo smilzo che, d’altro canto, gode dell’agilità necessaria per raggiungere le piattaforme più distanti, azionare montacarichi, usufruire di stretti cunicoli e sfruttare il panzuto collega di lavoro come un trampolino per aumentare la portata dei balzi. È possibile cambiare il personaggio controllato premendo A, mentre i due dorsali permettono di controllarli contemporaneamente (ZL) o ampliare la visuale della scena di gioco (ZR) e dei livelli, che richiedono ai nostri alter ego di trovare un terminale e ripararlo, così da dare energia al portale di uscita. Prima dopo e durante un finimondo di trappole laser, scie gravitazionali e chi più ne ha più ne metta.

Oltre che un gioco di piattaforme, un vero e proprio rompicapo che con una grafica bidimensionale sarebbe accostabile ai vecchi classici amiga, e dato che l’azione si svolge in due dimensioni si tratta di una scelta artistica decisa tutta volta a enfatizzare la comicità surreale che caratterizza il titolo. I colori sono più che vivi, sono sgargianti ed esagerati, i commenti del presentatore e gli annunci fuori campo sono lisergici e ci restituiscono quel pizzico di Douglas Adams che dovrebbe essere sempre presente nelle nostre vite. Gli enigmi sono tosti e ben progettati e la loro difficoltà, per i completisti alla ricerca delle tre Hola Cola da trovare in ognuno dei cinquanta livelli, non è indifferente.
Con un level design certosino, un ottimo grado di sfida, un character design carismatico, una trama tutta da ridere, la domanda successiva è: Shiftlings è un piacere da giocare?
La risposta purtroppo non si allinea con i valori di produzione, piuttosto elevati tenendo in considerazione che si tratta di un indie. La precisione richiesta durante praticamente tutta l’esperienza di gioco viene frustrata da un’eccessiva scivolosità dei controlli, che non godono dell’input lag che contraddistingue molti platform dai tempi del primo Super Mario Bros. Inoltre la meccanica di switch tra un personaggio e l’altro non è confortevole da primo acchito, e non lo diventerà neanche dopo svariate ore di gioco.

La pressione sconsiderata del tasto sbagliato al momento clou si traduce nella ripetizione di azioni già fatte e quindi in noia. Spesso i checkpoint aiutano ad alleggerire queste frustrazioni, ma altrettanto spesso, semplicemente no. Altra colpevolezza dello sviluppatore, in quei frangenti, è l’assenza di un reset che riporti immediatamente all’ultimo checkpoint anziché all’inizio. Più tempo passerete in un livello più sarà probabile sentire le stesse frasi del presentatore il cui tono, già non simpatico poiché dedito allo sfottò dei due Stanlio e Ollio protagonisti, diventerà tedioso abbastanza in fretta. Dulcis in fundo (mica tanto), nella precisa scelta di dare risalto agli effetti sonori e alla telecronaca delle nostre disavventure, l’accompagnamento sonoro rifugge ogni tentativo di orecchiabilità, attestandosi su livelli mediocri. Chi può sorvolare su questi difetti ed è un amante delle sfide troverà pane per i suoi denti, soprattutto nei livelli bonus dallo scrolling obbligato e nel time attack.
Scegliere Wii U, rispetto ad altre piattaforme, per giocare a Shiftlings rimane una scelta da ponderare attentamente alla luce di una conversione piuttosto svogliata. Nel passaggio la co-op online è andata perduta, lasciando in locale il compito del multiplayer a due giocatori. Lo schermo del gamepad è parimenti poco utile. Non è stata presa in considerazione la riproduzione del livello nella sua interezza o di una mappa, magari banale, ma senz’altro utile, soprattutto per non finire sul portale di uscita prima di averlo attivato, risparmiando al giocatore tempo e alienazione. A maggior ragione un’aggiunta del genere avrebbe moderato gli equilibri dell’offerta aiutando la leggibilità dell’azione, ostacolata a tratti dai colori troppo vivaci e dallo stile grafico scelto per i fondali che se da un lato garantisce un’uniformità netta tra i diversi livelli e mondi, dall’altra non aiuta certo la varietà. L’unica feature guadagnata, a tirar le somme, è la modalità off-tv del gamepad, per la cui attivazione è necessario accendere comunque il televisore, una caratteristica che ormai è quasi legge per i giochi Wii U e implementata senza troppa cura.

Rockpocketgames, con la sua esperienza mobile, fabbrica un prodotto che incespica nel soddisfare le esigenze dell’utenza console, abituata a prodotti più rifiniti. I difetti, dovuti certamente a una superficialità concettuale che a carenze tecniche, minano pesantemente la fruibilità di un titolo altrimenti interessante grazie a un level design studiato a puntino e a una direzione artistica ficcante, al netto dei gusti personali, e che offre una sfida notevole in termini di difficoltà e una meccanica, magari non freschissima, ma sicuramente adottata di rado da altri giochi.