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Blastball, Yo-Kai Watch, Skylanders Superchargers e Chibi Robo Zip Lash – Provati con mano!

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Pubblicato il
06 Luglio 2015

Vi abbiamo parlato dei titoli più “corposi” presenti all’evento Post E3 di Nintendo Italia, ma non dimentichiamo altri giochi che hanno comunque mostrato il loro potenziale al pubblico: ecco un breve resoconto dei titoli non ancora trattati.

BLASTBALL (di Alessadro Concina)

Messe da parte diffidenza e perplessità del Digital Event, il gioco, c’è da dirlo, funziona. Il concetto di base è estremamente semplice, ovvero spingere una grossa palla di metallo nella porta avversaria, segnando così un gol. Per fare ciò, divisi in due squadre da tre, c’è da sparare, e anche tanto. I proiettili sparati dal mech che si comanda sono infatti l’unico modo per indirizzare la sfera nella direzione desiderata dal momento che il contatto con quest’ultima danneggerà il nostro mezzo robotico che, alla lunga, finirà col distruggersi, escludendoci dalla partita per una manciata di secondi: giusto il tempo di ricaricare l’energia e si è di nuovo in ballo, anche se lasciare la squadra in inferiorità numerica spesso si rivela fatale.

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I controlli sono semplici e intuitivi: A per sparare, B per saltare e X per usare i potenziamenti. Ha invece destato qualche perplessità l’impossibilità di gestire la visuale con lo stick analogico destro: vero è che col dorsale L si tiene centrata la visuale sulla palla, ma in certi frangenti sarebbe molto comodo poter gestire la telecamera in maniera libera, ad esempio per prendere di mira un mech avversario e abbatterlo per guadagnare l’importante vantaggio tattico della superiorità numerica. Il titolo va preso per quello che è, ovvero un mini gioco, e, come tale, non ha nulla che non va.

SKYLANDERS SUPERCHARGERS (di Giulio Vitali)

Skylanders Superchargers era l’unico titolo terze parti presente allo showfloor. Presenza dovuta alla partnership legata agli skylanders-amiibo di Donkey Kong e Bowser, il titolo si propone verso il target canonico della serie. Sfortunatamente un frame-rate non all’altezza non ha permesso alla demo di esaurirsi senza intoppi. L’aggiunta dei veicoli crea un divertissement che spezza e varia l’azione di gioco, fin troppo statica con personaggi così pesanti come Donkey Kong e Bowser.

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Complice una difficoltà tarata verso il basso e un sistema di combattimento poco profondo, questo Skylanders Superchargers non convince. Il comparto tecnico non lascia a desiderare per mole poligonale, texture ed effetti, ma è il gameplay ad essere basilare nonostante alcune trovate che mirano a vivacizzarlo Con l’auspicio che i cali di frame-rate vengano risolti nella release finale, e con la speranza che fossero dovuti solo a una demo non confezionata al meglio, il titolo può dire la sua per un pubblico di giovanissimi e collezionisti delle figure.

YO-KAI WATCH (di Pietro Spina)

Il nuovo fenomeno nipponico, che ha scalzato senza troppe difficoltà il colosso Pokémon dal cuore di molti giovanissimi giapponesi, è pronto ad arrivare in occidente. Le avventure di Nathan, Whisper e Jibanyan si ispirano a quelle della serie Game Freak per ciò che concerne la collezionabilità, con ben 200 Yo-kai da aggiungere alle proprie fila, ma differiscono per via del sistema di combattimento e per il contesto che pesca nella tradizione nipponica: gli Yo-kai infatti non sono animaletti che girano per il mondo come cani o gatti, ma spiriti invisibili che alterano le emozioni e i comportamenti della gente comune.

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Compito del giocatore è individuare le persone in crisi a causa di queste presenze e liberarle, utilizzando in combattimento fino a 6 Yo-kai, disposti su una ruota che permette di gestirli in tempo reale, e sfruttando al meglio le loro naturali predisposizioni, che li portano ad attaccare i nemici autonomamente. Effettuando le mosse speciali al momento giusto, seguendo le indicazioni a schermo, si trae il massimo potenziale dalla propria squadra e da un battle system che premia l’adattabilità nelle situazioni concitate e la prontezza sul touch.

La sola demo, molto limitata, offriva numerose occasioni per esplorare e impegnarsi in attività secondarie, cosa che dona grande ottimismo per la consistenza del gioco completo.

CHIBI ROBO ZIP LASH (di Pietro Spina)

Il piccolo robottino smette i panni dell’uomo delle pulizie (sebbene mantenga il vizio di raccogliere spazzatura…) e si trasforma in eroe, pronto a sventare la minaccia di dispettosi alieni. Approdando con sicurezza nell’ambiente del platform 2D, Chibi Robo si affida a meccaniche tradizionali affiancandogli puzzle ambientali superabili grazie al filo e alla spina, utilizzabili come frusta e rampino in alternanza tra Whip Lash, utilizzabile rapidamente, e Zip Lash, che richiede necessariamente di essere caricata premendo “Y” consentendo però di distruggere blocchi particolari e trascinarsi per i livelli a grande velocità.

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Non mancano poteri speciali, collezionabili e digressioni sul tema – come la sezione di sci nautico – che garantiscono un’esperienza di gioco piuttosto varia. Forse i livelli provati risultano un po’ lunghi e potrebbero risultare ripetitivi per alcune tipologie di giocatori, ma la freschezza nelle dinamiche e le boss fight ben studiate fanno da collante per un pacchetto potenzialmente sorprendente.

Ciliegina sulla torta? Il supporto amiibo: la statuetta di Chibi Robo è probabilmente una delle migliori in assoluto tra tutte le figure nfc presentate da Nintendo.