Poco più di un anno fa Tappingo faceva capolino sull’eShop del 3DS. Si trattava di un titolo senza grosse pretese, ma con un gameplay semplice ed intuitivo, che ricordava quello di Picross (e le sue millemila varianti e incarnazioni viste negli anni), gameplay che personalmente ho sempre apprezzato.
Per chi non avesse giocato o provato il primo, rimando alla nostra recensione. In poche parole lo scopo del gioco è quello di “scoprire” delle immagini disegnandole attraverso delle linee colorate di lunghezza predefinita – indicato dal numeretto nella casella di partenza – che vanno “avviate” col pennino, stando attenti a farle risultare lunghe il giusto numero di caselle e non di più (queste infatti andranno avanti all’infinito finché non troveranno un ostacolo o il limite del livello).
È un concept assimilabile forse più ad un gioco de La Settimana Enigmistica che ad un vero e proprio puzzle, ma il tutto risulta comunque godibile.

Goodbye Galaxy Games ci riprova con un seguito che però è un po’… audace definire tale, perché a conti fatti Tappingo 2 si rivela essere poco più di un DLC. Il gioco infatti non cambia di una virgola dal precedente capitolo: nessuna modalità aggiuntiva, nessun cambiamento – anche minimo – al gameplay… solo livelli e musiche differenti, stop.
Un vero peccato per un titolo che può comunque rilassare per qualche ora – e non di più, se poi arrivate dal primo volerete letteralmente tra i livelli e in una manciata di ore avrete risolto tutti i puzzle. Non si può veramente sbagliare come può succedere in Picross: si può sempre tornare indietro e aggiustare le cose, il che in pratica fa sì che i puzzle vengano completati tutti al primo colpo, magari mettendoci un po’ di più, tutto qui.

Certo, verso la metà dei 104 livelli che compongono il gioco i quadratini che ne definiscono i puzzle si riducono ad 1/4 della loro dimensione originale, il che alza la complessità dell’esperienza, ma a conti fatti non fa altro che allungare i tempi di completamento e richiedere una maggiore precisione col pennino per evitare mosse non volute.
Da un seguito mi sarei aspettato novità nel gameplay, nuove meccaniche e magari, posta la semplicità concettuale del titolo – e visto che ormai è un trend consolidato – un editor di livelli, ma purtroppo non è presente nulla di tutto questo. Anche sono una modalità che richiedesse di finire i livelli con un numero massimo di “tap” poteva essere interessante, oppure con restrizioni particolari…

Piccola chicca: alcuni dei puzzle – oltre a soggetti legati al mondo Nintendo – citano altri giochi per 3DS come Mutant Mudds o Toki Tori.
Anche il lato tecnico è rimasto invariato rispetto al primo capitolo: essenziale, pulito, fa il suo dovere così come le musiche che accompagnano l’esperienza, leggere e poco invadenti.
In definitiva, Tappingo 2 è Tappingo con livelli e musiche nuove, niente di più.