L’E3 2015 di Nintendo in 14 parole

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Il Digital Event 2015 di Nintendo ha generato reazioni contrastanti, ma in buona parte ben lontane dal generale entusiasmo che solitamente contraddistingue questi eventi.
Lo staff di NintendOn ha vissuto un’altalena di emozioni: gli animi si sono scaldati, qualcuno ha provato a calmare le acque e in generale si è riusciti a tirare le fila con un articolo che cerca di riassumere i pensieri della redazione partendo da quattordici parole.


Alienata

(di Daniele Tria)

Nintendo è alienata, totalmente estranea al mondo che la circonda, totalmente estranea a quello che vogliono i fan. La dimostrazione è Metroid Prime: Federation Force, un titolo potenzialmente molto carino, un gioco online cooperativo a quattro giocatori, che però, presentandosi in maniera diametralmente opposta rispetto a quello che i fan vogliono da un Metroid viene ricoperto di miseria. Nintendo è alienata perché nell’E3 non vede quello che invece vedono i videogiocatori, quelli che vogliono vedere Halo, Final Fantasy 7, Fallout 4 e Call Of Duty. Nintendo si è spinta in una direzione opposta rispetto a quella che vogliono i fan, e le reazioni al Digital Event 2015 ne sono la dimostrazione. C’è stato un momento in questa settimana che mi ha fatto pensare che questo sarebbe stato un E3 da sogno, quel Nintendo World Championship che ha aperto le danze con una Nintendo vicino ai fan, addirittura disposta a pubblicare sulla Virtual Console Earthbound Beginnings, ma Nintendo è riuscita a farsi odiare moltissimo: l’evento che tutti aspettavamo è stata una delusione su tutti i fronti. Credo che Nintendo abbia bisogno di trovare punto di equilibrio tra fantastici eventi come il Nintendo World Championship e Digital Event impresentabili.

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Amarezza (di Yuri Dallo)

Forse siamo noi a essere troppo esigenti, ma questo E3 ha lasciato l’amaro in bocca e Nintendo dovrebbe stare attenta a non deludere i suoi fan. Gli ultimi E3 non sono stati eccelsi e se andiamo a rivedere le opinioni di uno o due anni fa sono molte le note di disappunto. Tuttavia c’era sempre quell’elemento che ha colpito e lasciato il segno, contrariamente a quanto accaduto in questo evento e ciò che rimane è una profonda amarezza. La sensazione è che Nintendo stia stoicamente lasciando affondare Wii U, concedendogli qualche ultimo momento di gloria prima di vederlo inabissarsi eternamente. In questo E3 abbiamo avuto la prova che Sakurai e Co. si stanno dedicando ad altro, dal momento che non abbiamo visto nulla di eclatante… anzi, non abbiamo visto proprio nulla: uno Star Fox privo di direzione artistica, una brutta copia di Four Swords, ennesimi trailer di giochi già visti e addirittura già usciti, un utilizzo imbarazzante del nome Metroid, un quinto della conferenza lasciata a Mario. Ecco perché questo evento mi ha lasciato una profonda amarezza. L’amarezza di non aver visto niente da rendermi un felice possessore di Wii U. L’amarezza di non aver presentato niente di veramente nuovo. L’amarezza di vedere Nintendo in questa situazione.

Assente (di Giulio Vitali)

Nintendo ogni anno può sempre fare lo show dell’anno, può sempre stupire, è la wild card dell’E3, quello che non può fare è tornare indietro e annunciare quello che non ha presentato. Ci sono progetti in sviluppo, ma è l’assenza di voglia, di averci provato, di mostrarli e farsi vedere grossa che pesa. L’assenza di carisma, l’assenza di contenuti, l’assenza della rilevanza anche in un minimo confronto, l’assenza nel capire cosa i fan vogliono da Metroid, l’assenza di Nintendo dall’essere Nintendo, l’assenza di Iwata, l’assenza di Retro Studios, l’assenza di sicurezza con annunci futuri, l’assenza nella lettura del mercato, l’assenza delle promesse, l’assenza degli applausi, l’assenza che è indifferenza. Perché non basta la presenza nello showfloor se poi l’assenza è qui, nei fan.

Barbecue (di Massimiliano Imbimbo)

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Belli eh?
Eppure nessuno di questi è comparso all’E3.
Una lunga lista di titoli – e alcuni decisamente di peso – di cui non solo abbiamo notizia certa del loro sviluppo, ma che in parte hanno visto il loro debutto appena due settimane prima della fiera losangelina.

Leggendo tra le righe: un dato certo e inconfutabile di un’ottusa Nintendo che non si è inspiegabilmente degnata di inserire questi titoli in quel Digital Event che altrimenti non sarebbe stato affatto così “povero” agli occhi dei fan.
Se infatti Sony e Microsoft si sono fatte belle mostrando per la maggiore produzioni terze parti, multipiatta, e trailer in CG di titoli la cui uscita, più che “lontana”, sarebbe da segnare quasi come “imprevedibile”, Nintendo dal canto suo non ha sfruttato neanche minimamente tutto ciò che di buono le lineup delle sue console potevano mostrare.

In definitiva, guardando all’E3 come una grande grigliata di carne: se le altre software house si sono accattivate le loro fanbase limitandosi a portare alla festa solo tanto fumo e davvero poco arrosto, perché Nintendo si è presentata con quattro arrosticini e due salsicce pensando che potessero bastare!?!
Non avrebbe la pancia piena il fan più fedele, figuriamoci una folla inferocita e affamata di grandi annunci.

Desolazione (di Emil Petrov)

La desolazione che provi quando la tua attesa, spasmodica, non viene minimamente premiata o ripagata.
Quando le tue paure e i timori sul futuro di un’azienda ti vengono sbattute in faccia e diventano realtà, tutte insieme. Potenzialmente ognuno dei nuovi titoli presentati potrebbe girare su smartphone, party-game o shooter mordi e fuggi. Metroid non c’è, il suo stesso produttore ammette che ormai se fosse, uscirà su NX. Si, ma io ho un Wii U e mi sento terribilmente preso in giro da queste dichiarazioni. Animal Crossing morto e sepolto, trasformato in un brand che serve esclusivamente a vendere amiibo, carte o figure che siano. Qualcosa c’è, non è solo buio. Ma sono sprazzi di luce che non riescono ad eliminare paure che sono certezze.
Wii U è una console morta per Nintendo, a N non importa nulla della fiera di Los Angeles. Non sono arrabbiato, solo sconsolato dalla desolazione. La storia si ripete, nel 1997 ci fu un titolo che mi rese un giocatore multipiattaforma e pochi giorni fa ne è stato annunciato il remake.
Per fortuna c’è Xenoblade X, per fortuna c’è Fire Emblem. Ma poi?

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Finale (di Alessandro Molinari)

È stato come perdere una finale ai mondiali di calcio o agli europei, ricordate contro la Spagna tre anni fa? Qualcuno ci credeva, eravamo tutti un po’ ottimisti ma dopo il fischio d’inizio la realtà si mostrò per ciò che era. Ho provato la stessa amarezza nel vedere i volti degli altri nintendari completamente delusi e sofferenti per tutta la conferenza. Finale anche per WiiU che, salvo miracoli, nel 2016 sarà morto e sepolto per dare spazio alla “trasformazione” di cui si è parlato per tutto il tempo. Ma soprattutto “finale” perchè la parte peggiore del Digital Event è stata proprio quella: un montaggio dei Mario 2D autocelebrativo, un’iniziativa pubblicitaria rispettabile e poi fine. Nessuna sorpresa, solo un finale.

Imbarazzante (di Nicola Mancuso)

E per quanto possa stupire, non mi riferisco all’evento in se. Il Digital Event non è stato il migliore di sempre e molti dei titoli presentati non è di certo all’altezza di altri usciti negli anni scorsi. Tuttavia ciò che più ho trovato ancor più imbarazzante è stata la reazione dei fan che accecati da un odio quasi ingiustificabile ha perso ogni capacità di giudizio critico mescolando le proprie opinioni a quelle degli altri come una massa di asini che inseguono la stessa carota. Dispiace anche a me l’assenza di un nuovo Metroid, ma ciò non giustifica le reazioni e i commenti. Ciò che mi ha fatto vergognare di essere un fan Nintendo questo E3 non è stata la conferenza quanto il fandom di cui molto spesso ho ammesso di far parte.

Innocente (di Diego Inserauto)

Il peccato capitale di Nintendo è l’ingenuità, da sempre. In questo enorme teatro dei burattini che è l’E3, Nintendo è il veterano abile che mostra burattini di ottima fattura e maneggiabili, Sony e Microsoft, invece, preferiscono scattare foto ai loro burattini, con la promessa di vederli nel 2017. Se c’è davvero una colpa, è non aver saputo speziare questo Digital Event dell’imprevisto che ci esalta, del Zelda U o del Mario Galaxy 3 che inumidisce gli occhi. Ingenua, Nintendo, nel credere che quei bambini, che siamo noi gamer, si sarebbero “accontentati” di esperienze godibili nel breve termine. Metroid Prime Federation Force su 3DS non ha la colpa di essere un brutto gioco, ma quella di non essere Metroid Prime 4 su Wii U. Il resto del menù può vantare portate eccellenti come un nuovo Mario RPG o Yoshi’s Woolly World, ma se il cliente vuole la bistecca alla fiorentina, pur a costo di farsi passare la fame per l’attesa, e l’ N-Ristorante non la può cucinare, allora il cliente è deluso, poco importa se fino a un giorno prima chiedeva Yo-kai Watch.
Così il dottor Frankestein creò il suo mostro. Voleva portare solo gioia e tenerezza nei cuori altrui. Invece portò scompiglio nel villaggio, che lo arse vivo. Ma il mostro era innocente.

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Irrilevante (di Alessandro Concina)

Lo spettacolo offerto da Nintendo è stato quasi ai livelli dell’imbarazzante conferenza del 2008: irrilevante, impalpabile, insignificante. Mi concedo un paio di riflessioni. La prima è che è evidente di come a Nintendo dell’E3 non importi più assolutamente nulla. Altrove si affannano a confezionare trailer di grossi titoli in uscita tra magari due o tre anni mentre Nintendo, pur avendo pronto diverso materiale da mostrare su Zelda, preferisce, nella fiera di settore più importante al mondo, lasciarli da parte per dedicare minuti di Digital Event sulla spiegazione di come si fabbrica uno Yoshi di lana. La seconda osservazione è che Nintendo sta giocando col fuoco. Nel corso degli anni l’azienda ha, la maggior parte delle volte con piena ragione e diritto, seguito una sua specifica linea, andando dritta per la sua strada, incurante di critiche e desideri dell’utenza. Sarà bene ricordarsi che ogni corda però, a furia di tirarla, finisce con lo spezzarsi e un E3 come quello di quest’anno è un sonoro ceffone in faccia a tutti i fan cui è legato l’altro capo della corda che parte da Nintendo. Il tempo in cui l’azienda di Kyoto poteva fare il bello e il cattivo tempo nel settore è finito da un pezzo e il credito che Nintendo si è costruita negli anni nei confronti della sua fanbase si sta esaurendo. Good job Nintendo, good job Iwata.

Nomi (di Pietro Spina)

Se un grande errore è stato fatto da Nintendo, questo risiede nell’uso inappropriato di nomi importanti, snaturati e a tratti storpiati in una dissonanza intollerabile per i pubblico.

Un nuovo Metroid Prime senza Samus, fatto di multiplayer e minigiochi sportivi? Uno Zelda cooperativo in cui Link può indossare le vesti della principessa? Uno Star Fox, storicamente simbolo di avanguardia tecnologica, decisamente sottotono a livello grafico? Ben due giochi di Animal Crossing ed entrambi spin-off? Un crossover di Fire Emblem che non sembra avere nulla della serie Intelligent System?

Le parole sono importanti e i nomi, soprattutto storici, ancora di più. Questo Digital Event ha usato grandi nomi nel modo mediaticamente più inadatto possibile.

In un E3 in cui la differenza è stata fatta dai nomi desiderati dal pubblico – mostrati in sintonia con le aspettative – il Digital Event fallisce, andando ad oscurare quello che è il potenziale di livello della line-up presentata dal 31 maggio al 16 giugno, in una lunga finestra espositiva in cui la casa di Kyoto ha mostrato una serie di contenuti più che interessanti, diluendoli però nel tempo e culminando così in un poco entusiasmante evento preregistrato.

L’importanza di chiamarsi Nintendo non è un dettaglio, che a Kyoto non lo si dimentichi mai.

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Triste (di Vincenzo Marino)

È una giusta definizione del Digital Event così come del mio stato d’animo dopo la visione. Immaginate: ero a lavoro, completamente disconnesso dal mondo dalle 18 in poi, per evitare ogni tipo di spoiler e per potermi gustare il DE a cena. Tornato a casa c’è ad accogliermi la mia ragazza, triste anche lei. Vedo tutto il direct. Vedo le spiegazioni su un titolo in uscita tra pochi giorni e su correllati ben poco rilevanti, vedo uno Star Fox in uscita tra poco e tecnicamente irrilevante, vedo un Animal Crossing che non è Animal Crossing, uno Zelda che non è uno Zelda e un Metroid che non è Metroid.
Nintendo ha sbagliato? Secondo me sì, anche alla luce di ottime presentazioni da parte delle concorrenti.
Nintendo recupererà? A questo punto, lo spero. Il Wii U, per me, è quasi morto, con circa 6 giochi rilevanti in arrivo e, si spera sempre, qualche altra cosina per il prossimo anno, magari ancora non annunciata.
La mia mente è oramai proiettata al futuro, ad NX, ad un riscatto di Nintendo totale ed assoluto. Non ha ancora perso la mia fiducia, non si perde di certo con una trasmissione di cinquanta minuti, ma attenta Nintendo, non esagerare…

Preoccupante (di Elena Eugeni)

Sono sempre abbastanza critica e severa verso Nintendo, ma stavolta più che arrabbiata o delusa sono preoccupata.
Preoccupata che la grande N non riesca a tenere il passo con le nostre attese, che si sia adagiata sugli allori e che non cap
isca più cosa davvero i giocatori desiderino.
Per quanto possa essere entusiasta all’idea di arredare le case di Animal Crossing, o per quanto possa pregustare il divertimento nel nuovo Zelda multiplayer per 3DS, i contenuti mancano, e sembra anche mancare la consapevolezza di ciò che è necessario fare.
Le reazioni negative, probabilmente eccessive, di alcuni fan sono la chiara dimostrazione del fatto che Nintendo debba cambiare passo per salvarsi.
Ce la farà con NX? Non ci resta che aspettare, ma è chiaro come questo sia un momento decisivo di svolta e di mutamento, quale era anche in realtà il tema del Digital Event.
Rimango in attesa di sviluppi, con un briciolo di ottimismo, e con l’atteggiamento di un medico che assiste un malato che può migliorare o peggiorare senza preavviso.

Solitaria (di Demetrio Sposato)

Solitaria perché Nintendo, a volte, pare completamente avulsa dalle logiche e dalle strade del mercato videoludico di cui fa parte.
Come altrimenti spiegare la scelta di mostrarsi con un corposo Direct pochi giorni prima dell’evento d’intrattenimento elettronico dell’anno, per arrivarci completamente spoglia? Parlo da videogiocatore multipiattaforma: fa male vedere Nintendo assolutamente non all’altezza del mood della concorrenza. Perché l’amore per Nintendo, si sa, è un amore più tenero: è simile a quello di una nonna. Ad ogni modo, sebbene il futuro prossimo non appaia radioso (ed in particolare, aborro le intenzioni fuori strada e forse casual per nomi come Zelda e Metroid), io riesco a stare ancora tranquillo. Perché la storia ci ha mostrato che la genialità e l’innovazione videoludica passano soprattutto da Nintendo. Un evento gestito così male avrà certamente ripercussioni, soprattutto dal punto di vista dell’immagine. Ma Nintendo mi ha insegnato a fidarmi della sua strada; che percorrerà, ancora una volta, in solitaria. Un dovuto cenno va affettuosamente ad Iwata: è impensabile credere che le aspre difficoltà di salute che il presidente sta vivendo non abbiano ripercussioni aziendali. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con lui. Speriamo per il meglio, prima per l’uomo, poi per l’azienda.

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Speranza (di Marimouse)

Prima di ricoprirmi di insulti sottolineo che sono stata la prima a lanciare maledizioni e improperi a mamma N come tutti voi.
Il compito di Nintendo è vendere sogni e quest’anno hanno voluto essere più concreti che visionari. Abbiamo visto semplicemente quello che giocheremo nei prossimi mesi, senza voli pindarici nella loro follia galattica. Sono la prima a non farsene nulla di un Metroid solo di nome e di uno Star Fox che sembra tutt’altro che stellare, figuriamoci di un Animal Crossing ridotto a gioco dell’oca per infanti. Tuttavia nulla di questo rimarrà quando andrò a prelevare nel mio negozio di fiducia Animal Crossing Happy Home Design, il mio stupore non sarà smorzato quando mi troverò davanti i giganteschi amiibo di Chibi-Robo e di Retro-Mario. Quindi: speranza! Speranza che il mio borsello resista all’usura, alla crisi e alle spese e soprattutto speranza che Nintendo continui sulla sua strada in barba ai miscredenti!


Quali parole userebbero invece i lettori di NintendOn per descrivere questo E3 2015? Ditecelo nei commenti.

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