La vera ricchezza di Nintendo: un anno dopo

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Un anno fa scrissi un articolo sulla vera ricchezza di Nintendo: i fan. Molti presero quelle parole come un complimento, ma io volevo mettere in guardia i fan Nintendo, me compreso, su come e quanto la casa di Kyoto fosse eccessivamente perfetta ai nostri occhi, su come noi fan fossimo benevolenti sui suoi giochi, progetti, e soprattutto sulle sue scelte a volte poco ortodosse: dal region lock ad un sistema di account ancora tutto da perfezionare.

Ieri ho visto ciò che tutti abbiamo visto, e non esprimerò giudizi su questo, ma sono fiero di noi nintendari. I fan si sono fatti sentire, si stanno facendo sentire. Su Youtube, nelle chat, live, dovunque si esprime un giudizio per Nintendo, che l’anno scorso mi sarei aspettato inverso.

Tabelle come quella di seguito sono l’esempio di quanto la fanbase Nintendo mi abbia stupito, l’avevo data per spacciata l’anno scorso, mi sembrava irrecuperabile, e invece sbagliavo, e di molto. Noi possiamo salvare Nintendo, noi possiamo riportare l’attenzione su ciò che conta: i giochi.

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E lo faremo perché siamo la vera ricchezza di Nintendo, il contatto con la realtà dall’alto della loro creatività, perché siamo quelli che l’hanno difesa e quelli che la conoscono fin troppo bene per sapere che non tutto è perduto.

Discussioni, topic, video, immagini, tutto sarà necessario per tenere alta l’attenzione su ciò che abbiamo visto ieri, su ciò che Nintendo avrebbe potuto fare, su ciò che potrebbe fare, ma sappiamo che lo faremo per il suo bene, per il nostro bene di consumatori consapevoli, capaci ora di discernere e di approvare un prodotto più o meno valido con spirito critico.

Ho visto nintendari convinti girarsi dalla contemplazione e prendere coscienza della contemporaneità e dell’accaduto, ho visto nascere un insieme di idee e di reazioni spontanee, contemporanee, che mi hanno portato a scrivere questo articolo, un anno dopo.

Un anno dopo la vera ricchezza di Nintendo rimane sempre il punto fermo, dalle vecchie alle nuove generazioni, necessario affinché Nintendo sia ciò che sia e mostri con forza la sua identità, meno trasformativa, non conservatrice, più ascoltatrice, meno ottusa, più rivolta a cavallo tra presente e futuro, meno forzatamente all’avanguardismo.

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Passi cadenzati, progresso nel rispetto delle IP, inaugurazione di franchise e movimento consapevole della fanbase, questo porterà Nintendo ad avere ancora uno spazio nel cuore di noi giocatori, ma sta a noi dargli quel feedback di cui hanno bisogno.

La fortuna di poter far sapere direttamente cosa pensiamo, da fan accaniti e conoscitori delle possibilità di Nintendo, ci permette di essere riconosciuti e di far parte del patrimonio culturale dell’azienda. Parte indissolubilmente legata alla casa di Kyoto, i fan non sono solo la ricchezza di Nintendo, sono anche il motivo per cui è ancora qui a fare giochi, perché gli abbiamo dato fiducia, ma è giusto che i fan si alzino in piedi, pronti a far sentire la propria voce, affinché Nintendo, come ha detto, possa ascoltare il nostro feedback.

In conclusione dunque sono fiero dei nintendari, sono fiero di chi si sta facendo sentire, perché ho visto un’agitazione che non mi aspettavo, ho visto criticità dove pensavo ci fosse accettazione, ho visto fanbase invece di fanboy.

#SaveNintendo

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