Verso E3 2015 – Cose che vorrei all’E3 2015 (e che non vedremo mai)

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Mancano poco più di 24 ore alla presentazione E3 e come lo scorso anno Nintendo ci ripropone un Digital Event che potrete seguire assieme a noi in chat o in uno dei nostri raduni a Roma o Milano. Quest’anno la fiera di Los Angeles, appuntamento fisso per tutti gli amanti dei videogiochi, festeggia i suoi vent’anni e come ogni estate ci si lascia abbandonare alle previsioni sperando di vederle materializzate. Noi abbiamo già detto la nostra, sia specificatamente sul nuovo Zelda sia sull’evento dei miracoli che tutti noi nintendari vorremmo.

Si può però anche fantasticare in direzione opposta, immaginando ciò che sappiamo essere ben distante dal realizzabile. Yuri e Pietro partono quindi per un breve viaggio nell’impossibile (o quantomeno nell’altamente improbabile) pensando a cosa dovrebbe mostrare Nintendo per far urlare di gioia i giocatori nostalgici con qualche annetto sulle spalle ma che non disdegnano alcuni passi avanti fatti dal settore negli ultimi tempi.

Si comincia!

– Viewtiful Joe che balza sullo schermo e dice “I’m back!”

“Henshin a go-go, baby!”

Colorato, graffiante, irriverente… l’ideale fusione tra Hurricane Polimar e un supereroe americano, nato dalle menti del Team Viewtiful, divenuto in seguito Clover: di chi stiamo parlando? Di un eroe in rosso che ha stravolto i polpastrelli dei possessori di Gamecube!

Viewtiful Joe è indubbiamente uno dei personaggi più carismatici degli ultimi anni ed è entrato di diritto nella lista dei nostri personaggi preferiti. Ogni anno speriamo di vederlo tornare per sferrare calci e pugni a suon di “slow and zoom“, ma crediamo che ormai resterà solo un sogno e ci dovremo accontentare di vederlo scazzottare in qualche picchiaduro Capcom –  a meno che non faccia anche lui una comparsata su Super Smash Bros., dopo Ryu.

– Steam annunciato per console Nintendo

Eppur Wii U ci era andato vicino ad avere una piattaforma digitale “esterna”, con il celebre intervento di John Riccitiello di Electronic Arts che annuncia una “unprecedented partnership”, ciliegina sulla torta della conferenza Nintendo dell’E3 2011, davanti alla platea del Nokia Theatre.

Come è andata lo sappiamo bene, ma altre opzioni?

nintendon-steam-nintendo

“È la regione dell’immaginazione, una regione che si trova ai confini della realtà“: potremmo introdurre così, come nella serie “Ai confini della realtà”, l’idea dell’approdo della piattaforma Steam su una console Nintendo (o su qualsivoglia console), eppure ci piace dar sfogo all’immaginazione.

Wii U sicuramente dispone di molti buoni giochi indie nell’e-shop acquistabili anche su Steam, ma poter avere accesso da una console Nintendo a milioni di titoli e spesso a un prezzo irrisorio, grazie anche ai vari humble bundle (fermo restando di poterli acquistare), sarebbe un sogno. E difatti rimarrà tale, ma in fondo: “I sogni sono una breve pazzia, e la pazzia un lungo sogno”.

– Una travolgente valanga chiamata 1080°… 3!

Ricky Winterborn, Akari Hayami e Rob Haywood… non li ricordate? Hanno disceso in velocità le montagne del Nintendo 64 e cavalcato le valanghe del Gamecube, in due dei videogiochi di snowboard meglio realizzati nella storia (che poi la gloria sia andata ad altri, è un altro discorso) che purtroppo non hanno avuto seguito a causa del mediocre risultato di vendite.

La sola idea che una tavola da snowboard possa sfrecciare sui nostri schermi durante il Digital Event è assurda, ma sarebbe l’alfiere di un ritorno ai grandi titoli arcade dell’era N64 e Gamecube, che hanno lasciato il segno nel cuore dei giocatori e che forse, magari in una versione da eShop a prezzo ridotto, potrebbero anche trovar spazio.

Per quest’anno ancora no, però… via alle lacrime!

– Riavere le vecchie conferenze E3

Considerando che i digital event non sono male e ne abbiamo avuto la riprova lo scorso anno, ma è indubbio che le conferenze dal vivo abbiano il loro fascino, anche perché possiamo goderci momenti epici come questo:

o questo

Situazioni irripetibili, in cui la preparazione e l’interpretazione dei protagonisti risaltano per via delle reazioni del pubblico, coinvolto e scatenato. Se già da casa sentire il passaggio dall’audio del trailer alle urla del pubblico fa venire la pelle d’oca, chissà in sala cosa si prova.. momenti che a quanto pare, per via di una maturata comunicazione, non vedremo più.

Speriamo in altre chicche in stile “Iwata vs Reggie” dello scorso anno per poter rimpolpare l’archivio delle chicche da E3, che nelle conferenze trovavano una fonte inesauribile di materiale!

– Una nuova avventura per Banjo e Kazooie

Là dove nessuno era mai giunto prima arrivò Miyamoto.

Seguendo la direttrice del maestro, un talentuoso team inglese provo a ripercorrere le sue gesta e a regalare qualcosa di ancora più grande, compensando con tecnica, caratterizzazione dei personaggi e varietà di situazioni di gioco alla carenza di innovazione e stupore , avendole già sperimentate in Mario 64.

È facile lasciarsi trasportare dai ricordi, ma Banjo e Kazooie mi mancano veramente. Nonostante siano passati anni dalla loro prima avventura, ogni tanto mi ritrovo a canticchiare le splendide musiche di Kirkhope e a ripensare a quanto fosse divertente fare una capatina da Mumbo Jumbo. Nonostante ci speri sempre in un terzo capitolo (Grunty’s Revenge e Nuts & Bolts li ritengo apocrifi) credo sia tempo di rassegnarsi e lasciarli vivere nella nostra memoria come bei ricordi, concedendo spazio ai loro successori spirituali: Yooka e Laylee.

– Una nuova follia Nintendara targata Suda51

Il Wii ha venduto una quantità di console tale che nessuno tra i più appassionati dei detrattori potrebbe mai negarne il successo, ma quanto alla validità della libreria software ci sarebbe da discutere per settimane, con picchi di estrema qualità che lottavano per emergere da un mare di pochezza e faciloneria commerciale, incentivato dai rivoluzionari sistemi di controllo, accessibili ad un vasto pubblico di giocatori occasionali.

In tutto questo marasma di discontinuità qualitativa, il geniaccio che ci aveva regalato Killer 7 era riuscito a trasformare l’imbarazzo dell’impugnare in un controllo motion in orgoglio nintendaro e in virtuosismi stilistici sopra le righe, trasformando il WiiMote nell’arma più assurda e favolosa che si potesse desiderare.

Vivremo ancora un’emancipazione di questo tipo? Credo proprio di no, ma sarebbe favoloso. Una risposta coraggiosa e consapevole alla retromarcia generale delle terze parti generata degli iniziali dati di vendita di Wii U – e non solo, ma questo è un altro discorso.

– Tornare a sorprenderci come una volta

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Yuri

Sarà l’età o o i troppi anni passati a giocare con i videogiochi, ma questi E3 non riescono più ad attirare il mio interesse come una quindicina di anni fa quando tutto mi sembrava splendido e sorprendente. Ricordo ancora lo stupore di fronte a quelle piccole immagini nelle pagine patinate sul numero di luglio della nostra rivista preferita nello specialone dell’E3, così come non posso scordare le lunghe discussioni nei forum dopo aver visto l’evento in differita dal momento che ancora non c’era lo streaming e le piacevoli discussioni in chat o i ritrovi dal vivo come facciamo oggi. La presentazione dei giochi della serie di Mario o Zelda o l’annuncio di console come il GameCube o il Nintendo DS mi mandavano in estasi.

Oggigiorno con i direct costanti e la maggior diffusione delle notizie, l’E3 lascia poco spazio alle vere novità, alle sorprese e anche all’immaginazione. Perché, se è vero che non sappiamo mai fino in fondo cosa Nintendo ci riserverà, possiamo facilmente prevedere quali saranno la maggior parte degli annunci e spesso di molti ne siamo già a conoscenza ben prima del dovuto.

[L’ultimo evento assolutamente “spoiler free”, il Direct del 2013]

Pietro

Il nuovo approccio comunicativo scelto da Nintendo è quanto di meglio il giocatore possa chiedere: informazioni a gran ritmo, molti aggiornamenti nel tempo, tutto sott’occhio e numerose situazioni in cui all’annuncio è immediatamente seguita la possibilità di fruire del prodotto appena presentato (come nel caso degli ultimi aggiornamenti di Super Smash Bros.).

Manca però in effetti, anche a causa dei leak sempre più diffusi, la capacità di concentrare in un’unica situazione tutte le novità del caso, in eventi in cui è impossibile battere ciglio per non perdersi il minimo dettaglio. Di certo al tempo stesso dimentichiamo che gli eventi passati spesso erano impegnati da grande spazio dedicato a parole e numeri che poco interesse per potevano per noi avere, ma è innegabile la nostalgia di un singolo spettacolo in cui mostrare al mondo di che pasta è fatta la casa di Kyoto.

Più funzionale a livello commerciale? No di certo, ma siamo inguaribili nostalgici e a volte l’emotività va ben oltre la razionalità.


Dopo esserci avventurati in elucubrazioni a volte anche prive di fondamento, la speranza rimane quella di potersi essere sbagliati in pieno – soprattutto con questo ultimo punto. Chissà che il Digital Event non ci sorprenda davvero e ci faccia cambiare idea.

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