Verso E3 2015 – Le disillusioni di Wii U

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Il Nintendo Wii U è stato presentato a stampa e pubblico per la prima volta il 7 giugno 2011 durante l’E3, preceduto e seguito da innumerevoli indiscrezioni, come da prassi per ogni nuova console Nintendo. Alcune dichiarazioni per noi fan sono più che attività da PR, sono vere e proprie promesse, molte delle quali disilluse persino da una console unica come il Wii U, perché la casa di Kyoto sa bene come cucinare i suoi polli. Certe cose non andrebbero mai fatte, mai! Cose come…

– Presentare la nuova console a suon di Zelda

Se anche voi ricordate il gasamento durante la presentazione del Gamecube, per poi rimanere di stucco quando venne finalmente mostrato The Legend of Zelda The Wind Waker, allora non siete più giovanissimi, fatevene una ragione. In compenso avete vissuto un’era fantastica per Nintendo, quella di Gamecube, piena di esclusive di peso e un’offerta notevole quantomeno in qualità e varietà. Riprendendo le briglie del discorso: il Gamecube venne mostrato con varie tech demo (per i meno nerd: si tratta di presentazioni create per mostrare i muscoli o le potenzialità dell’hardware), la più apprezzata delle quali mostrava un realistico (allora) duello ad armi bianche tra Link e Ganondorf.

Anno 2000, bei tempi per le tech demo...
Anno 2000, bei tempi per le tech demo…

Nintendo con Wind Waker virò dal fotoreale al cartoonesco e questo venne gradito poco da una schiera di fan, abbastanza nutrita tra l’altro, a un punto tale da causare in loro una repulsione immotivata verso quello che sicuramente non era il miglior capitolo di Zelda ma che da un altro canto aveva diverse frecce al proprio arco, tanto da meritarsi un apprezzatissimo remake in questa gen. Cosa fa Nintendo nel presentare il Wii U? Bravi, appunto! Lo mostra insieme a una prodigiosa tech demo con protagonista Link che avanza contro Shelo… ehm Armogohma. Lo sappiamo, era soltanto una demo e non una porzione di gioco in lavorazione ma seriamente, Nintendo, lo hai fatto di nuovo?

– Dichiarare un supporto Third Party senza precedenti

Diamo per buona alla nostra amata grande N di aver distribuito la console con almeno tre titoli must buy tratti da una line up davvero ottima. Effettivamente il numero di collaborazioni Third Party al lancio è stato soddisfacente: Ubisoft, Electronic Arts, THQ (pace all’anima sua), Warner Bros, Activision, 2K, Disney Interactive, D3, Sega, Namco Bandai, Koei erano tutte ai nastri di partenza con alcuni pezzi da 90. La domanda che avremmo dovuto formularci era: sarebbe durata? Oggi è facile rispondere ma anche allora pensai che c’era qualche segnale negativo che lo scenario non sarebbe stato roseo. Alcuni giochi, come Batman Arkham City, Darksiders 2, Tekken Tag Tournament 2 e Ninja Gaiden 3 erano già usciti da tempo sulle ammiraglie Sony e Microsoft. Mass Effect 3 addirittura usciva in un periodo nel quale da lì a breve sarebbe stata disponibile l’intera trilogia su PS3 e Xbox360 allo stesso prezzo.

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Lo sapevano anche loro.

Intanto sempre più titoli multipiatta annunciati evitavano Wii U: Gta V, Dishonored, PES, Bioshock Infinite solo per nominarne alcuni. Sappiamo tutti poi com’è andata con Rayman Legends, previsto per il lancio e in esclusiva dapprima, posticipato e multi-formato in seguito. Sicuramente nessuna hardware house vi presenterà mai una console lasciando trapelare rapporti tutt’altro che idilliaci con le Third Party, ma è proprio il caso di dire: chi si loda, s’imbroda.
Nintendo è poi corsa ai ripari regalando agli sviluppatori il Toolkit Unity e abbiamo potuto godere, tra indie e titoli a budget più ampio, di un discreto numero di only for. Non possiamo fare a meno di pensare che qualcosa non sia andato come avrebbe dovuto tra Nintendo e il resto del mondo ludico, soprattutto alla luce di quei Metro Last Night e Aliens: Colonial Marines cancellati quando le vendite basse di Wii U non erano una scusante, come lo è oggi.

– Annunciare feature che non verranno integrate

Accendete il gamepad del Wii U. Fatto? Bene. Non notate qualcosa di strano? Qualcosa che non dovrebbe essere lì? Un’iconcina che non avete mai cliccato, se non millenni fa per poi tornare con la coda tra le gambe? Esatto: Nintendo TVii. Un ottimo modo per far sentire l’Italia nel ventesimo secolo: ribadire l’assenza di Netflix e altri servizi di video on-demand che negli Stati Uniti funzionano così bene e che nello stivale latitano anche su PC, figuriamoci integrarli su Wii U. Vogliamo parlare di WiiChat allora? Qualcuno è riuscito a usarlo così fluentemente come mostrato nel filmato con protagonista il miglior personaggio Nintendo mai creato, la non-specific action figure?

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Ti stiamo aspettando… un giorno…. arriverai!

Annunciare feature che poi non verranno integrate non è mai una buona azione, tuttavia dobbiamo riconoscere che si tratta di caratteristiche che esulano il campo principale di Nintendo, i videogiochi, e che la feature più importante annunciata in quel filmato, ovvero il Miiverse, è funzionale, gradevole da usare e moderato con attenzione. E il codice amico, che non è mai stato un vero amico, adesso è limitato alla console e non si deve inserire ad ogni singolo gioco come in precedenza. Meno apprezzabile è il limite di cento inserimenti nella lista amici. Nintendo non apprezza le relazioni interpersonali evidentemente…

– Cercare l’originalità costa caro

Questo è un punto difficile da mandare giù. Fondamentalmente perché amo Nintendo. Amo quello che fa e come lo fa. Questo non vuol dire munirsi di paraocchi e fare lo gnorri verso le critiche. Sono ben consapevole che la tradizione in certi campi sfocia nell’arretratezza, tuttavia non vorrei una Nintendo che copia quello che gli altri sanno fare meglio. Prendiamo per esempio il comparto online: la versatilità del multiplayer del Live o la instant game collection del PSN sono armi micidiali nella console war. Nintendo avrebbe potuto copiarle, certo. Avremmo però avuto il MiiVerse? La storia non si fa con i “se”, possiamo però affermare che Nintendo è quel che è grazie al fatto che cerca sempre la propria strada e se questo vuol dire arrivare dopo a certe soluzioni, possiamo stare certi che il risultato è nel segno di Nintendo. Questo probabilmente ha allontanato il supporto di Electronics Arts e Ubisoft, con l’aggravante delle scarse vendite.

Anni dopo, ancora si cerca di capire il senso di questa scenetta
Anni dopo, ancora si cerca di capire il senso di questa scenetta

Il pomo della discordia (o un altro pomo della discordia) con ogni probabilità è stato il Gamepad. Nintendo stessa non è stata per nulla chiarificatrice sulle potenzialità di questo controller che doveva riuscire nell’ardua impresa di accomunare casual gamer, grazie al touch ormai ovunque, al giroscopio, alla camera e al microfono, e hardcore gamer, grazie ai più tradizionali input D-pad, analogici e tasti. Con uno schermo dalla tecnologia non al passo coi tempi, solo pochi giochi hanno saputo sfruttare le sue qualità uniche. Se Nintendo Land è stato studiato anche come apripista per far capire alle altre software house le diverse opportunità offerte dal gamepad, è inconfutabile che la maggior parte dei titoli in commercio offrano un approccio ai controlli più simile ai giochi Nintendo DS che a una console nuova. A voler tirare le somme solo Affordable Space Adventure, Rayman Legends, Game & Wario e Zombie U hanno mostrato un utilizzo proficuo e sensato del Gamepad, un po’ poco tre anni di vita di Wii U.

Ne resterà soltanto uno!
Ne resterà soltanto uno!

Un’altra dichiarazione disattesa è l’opportunità di utilizzare due gamepad sulla stessa console, come annunciato da Bill Trinen di NOA in tempi non sospetti. Il poco successo di Wii U ha certamente influenzato i piani per una eventuale commercializzazione del Gamepad, tanto che ad oggi, per averne un altro in caso di smarrimento/furto/guasto, bisogna rivolgersi all’assistenza. Forse la scommessa persa da Nintendo, quella più scottante, è proprio questa: Non essere riuscita a sfornare per Nintendo Wii U quello che WiiSports è stato per Wii, ovvero quel titolo con una feature inedita che la concorrenza non può offrire, trascendendo dal discorso titolo casual vs titolo hardcore.

– Propositi per il Nintendo NX

Nintendo Wii U, agli occhi del nintendaro, di un vero nintendaro, non ha deluso e non delude. Non delude perché ha avuto quei titoli First Party irrinunciabili. Non delude perché le Second Party e le Third Party hanno offerto titoli in esclusiva come Zombie U, Lego City Undercover e Bayonetta 2 invidiabili e invidiate dalle altre console. Non delude perché questa console, tra uno Splatoon, un Devil’s Third e uno Zelda ha ancora tanto da offrire. Indiscutibilmente è un rammarico non aver goduto di titoli multipiattaforma, soprattutto all’inizio quando era possibile tecnicamente perché se il prossimo Batman Arkham Knight ha bisogno di forza bruta, un GTA V ce lo saremmo potuto permettere. Questo non perché voglia GTA su console Nintendo ma semplicemente perché più scelta = più quattrini e più quattrini = più giochi. Ancora non sappiamo molto sulla prossima Nintendo NX, Iwata ha solo parlato di “brand new concept” che può voler dire tutto e niente. Io, in ogni caso, mi auguro diverse cose.

NX è ancora un mistero e questo E3 non ci dirà nulla
NX è ancora un mistero e questo E3 non ci dirà nulla. “Magari” è una portatile.

Mi auguro che Nintendo continui a sviluppare giochi senza snaturarsi. Mi auguro che Nintendo sia più flessibile verso le Third Party senza dover rinunciare alla propria integralità. Mi auguro che Nintendo sia più decisa, esatto, ancora più decisa nell’affermare le nuove idee portate avanti dai suoi sistemi. Soprattutto, per concludere, mi auguro di divertirmi come ho sempre fatto, nel segno di Nintendo.

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