Tutti amano Nintendo: quasi mi imbarazza esordire con una tale banalità su un sito “only N”, ma al di là del fatalismo generato dalla non felice situazione di Wii U, è innegabile come per alcune cose la casa di Kyoto possa vantare un’apprezzamento, un credito a tratti illimitato, che va oltre la considerazione di lacune che invece, poste dinanzi ad occhi meno sognanti, risultano palesi.
È il caso del recente Direct dedicato a Splatoon, che nella sua mezz’ora di durata ha fornito numerose informazioni in merito al titolo ma al tempo stesso ha evidenziato una preoccupante tendenza da parte di Nintendo, che pochi hanno percepito. La mania del controllo.

È chiaro a tutti che il titolo in esame rappresenta il primo vero approccio di Nintendo al multiplayer cooperativo/competitivo che, in modalità diverse, conosciamo bene su altre piattaforme, ma questo potrebbe non essere sufficiente a giustificare gli stivali di piombo con cui il team si sta muovendo, offrendo ai giocatori un’esperienza che sembra – fin dai primi passi – delimitata da un fastidioso, invisibile recinto.
Nel bel mezzo dell’esaltazione per tutte le meraviglie mostrate, ho sentito un forte stridio nei miei padiglioni auricolari quando l’annunciatore ha indicato la presenza della modalità multiplayer “pro” solo dopo il lancio, in un fantomatico periodo in cui “abbastanza giocatori avranno raggiunto livello 10”.

Non ci sono precedenti nei giochi Nintendo di titoli che abbiano mai impedito di partecipare a match classificati in virtù di qualsivoglia livello di “abilità” e, anzi, sembrava si fosse trovata una soluzione ideale con Super Smash Bros. dividendo i match “For Glory” e “For Fun”.
Subordinare il lancio di una modalità competitiva, ambita da tutti colori che vogliono creare team e clan, a un non specifico momento in cui i giocatori saranno pronti fa un po’ sorridere, perché si sottovaluta la capacità dei giocatori più accaniti di conseguire determinati risultati. Basti pensare al celebre Destiny, che ha visto il primo giocatore a raggiungere il livello massimo disponibile nel gioco dopo solo due settimane. E stiamo parlando di un ibrido FPS/MMORPG.
Così come per l’ultimo COD, Advanced Warfare, sono bastati 4 giorni ad un clan per ottenere il livello e il numero di prestigi massimi.

Appare ancora più bizzarra la scelta di rendere disponibili solo due mappe alla volta a rotazioni di quattro ore: a meno di sessioni di allenamento ben precise, ogni giocatore sa bene come sia fondamentale la possibilità di variare mappa/arena/pista nel gioco online per aumentare la varietà delle situazioni e scacciare la ripetitività. Sappiamo bene che le mappe disponibili al lancio non saranno molte, quindi perché dare ancora più risalto alla cosa impedendo al giocatore di sceglierle?
Va fatta menzione anche dei Festival, eventi di gruppo che mirano a far partecipare in maniera massiva la popolazione di giocatori, allo scopo di creare un senso di appartenenza a questa o quella causa, con collaborazioni e rivalità percepibili su una scala molto ridotta rispetto all’idea globale che si vorrebbe attribuire all’esperienza.
Nulla di male, se non fosse che questi eventi diventano tappa obbligata essendo l’unico modo a disposizione del giocatore per ottenere un super mollusco, oggetto necessario ad ampliare gli slot degli equipaggiamenti. Tocca scegliere una fazione e partecipare agli eventi, o pagarne le conseguenze nell’evoluzione del personaggio.

Per carità, non si vuole gridare allo scandalo né attaccare un titolo che si presenta potenzialmente come oasi di salvezza in una realtà videoludica decisamente grigia – e non solo a livello cromatico – ma è normale che certe soluzioni non appaiano di concezione cristallina: se di volontà di mantenere la community di splatoon in linee guida ben precise non si tratta, si deve per caso pensare che il lavoro del team sia così in arretrato (o ci sia poca fiducia nella sua efficacia) da costringere a muoversi con cautela, inserendo elementi poco alla volta?
Ancora una volta Nintendo cambia le carte in tavola, aspettiamo il lancio del gioco per capire quali saranno i risultati.