Opinioni Opinionabili

Opinioni Opinionabili #17 – 200cc di Mario Kart prima di andare a letto

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Pubblicato il
30 Aprile 2015

Riflettiamo sui VG: Opinioni Opinionabili è lo spazio dove Diego “Elflum” Inserauto erutta i suoi pensieri borderline, il titolo che ha scelto per la rubrica ha un errore ortografico ma dice che è una cosa voluta. Il pensiero di Elflum non coincide necessariamente con quello della redazione di NintendOn ma del resto, alle volte, nemmeno con quello di Elflum.

Il mondo non si ferma mai e mi fermo io. Sono sempre più distante dalle mode e la comprensione richiede sempre più sforzo. Mi ritrovo come una star a bere del Whisky al Roxy bar, parlando dei cabinati che c’erano proprio lì, in quell’angolino dove adesso quell’individuo strano, barba incolta e sogni infranti, che sta dilapidando i suoi ultimi sgoccioli di stipendio in un video poker.

La fila per giocare a Street Fighter era enorme. Una fila per giocare? Ovvio che c’era una fila, era impossibile trovare una sala giochi o un bar dove non ci fosse una fila per giocare a Street Fighter, non trovarla voleva dire che l’attività era chiusa. Era difficile anche solo beccare un orario in cui poter giocare contro la cpu in santa pace, senza fastidiosi bulli pronti a chiedere se potevano fare una doppia. Una richiesta superflua, buttata lì per far finta di essere cortesi, tanto se rispondevi con un serafico “no” infilavano il gettone lo stesso e facendo spallucce dicevano “ormai l’ho messo”: la speranza ovviamente era quella di batterti per poter continuare a giocare da soli.

Sono certo abbiano pagato i diritti
Non sono così certo abbiano pagato i diritti

Ben prima dei DLC, dei season pass, e di abbonamenti vari, pagare per poter giocare a qualcosa che non possedevi fisicamente in casa non era poi così strano. Il digital delivery ci ha restituito un po’ di quella esperienza esautorandola dalle conoscenze, dal sudore e dalle gettoniere, of course. Quello che i DLC, o per meglio dire certi DLC, e i free to play stanno mettendo a rischio è l’abilità del giocatore, in favore di un sistema capitalistico che premia chi spende di più.

Io, attenendomi alla mia base socialista, probabilmente non comprerò mai dei cuoricini in Pokémon Shuffle. Possibilmente non avrei nemmeno fatto una partita se non fosse stato un free to play ed ancora ci troviamo davanti a un esempio di corda mai troppo tesa, dato che ho fatto un numero considerevole di partite senza spendere un centesimo. In fondo che male c’è? Se dei ricconi vogliono sperperare i dindi di papino per degli extra facciano pure.

Cose che ti fanno venir nostalgia dei coin-op
Cose che ti fanno venire nostalgia dei coin-op

Faccio fatica a digerire piuttosto l’esistenza di un DLC di Mortal Kombat X che facilita le fatalities. Nella stessa sala giochi alla quale andavi per Street Fighter alle volte c’era un cabinato di Mortal Kombat, dove giocavano fan di suddetta saga, hater (si, ci sono sempre stati. Il primo hater biblico è il serpente che porge la mela a Eva, ma ce n’è uno in ogni parabola/storia che si rispetti) e gente che aveva rinunciato a fare la fila al cabinato del classico Capcom. Nessuno inseriva un gettone extra per poter realizzare la fatality, a nessuno sarebbe importato. Vincere non era fortuna. Era abilità. Se eri arrivato alla scritta “Finish Him” ci eri riuscito perché avevi battuto il tuo avversario e per farlo avevi memorizzato le mosse del tuo personaggio preferito. Figuriamoci se non riuscivi a immettere una sequenza di tasti in più in una frazione di gioco dove l’avversario non poteva dar fastidio!

I DLC hanno iniziato a mostrare il lato oscuro del digital delivery ancor prima di quanto tromboni catastrofisti come il sottoscritto potessero prevedere. Tra giochi mozzati e venduti a tocchetti senza companatico e ruote da aggiungere a chi non sa andare in bici senza perdere l’equilibrio, il rischio di una Nintendo pronta a seguire la scia puzzolente lasciate da software house che già hanno calcato quei sentieri era elevato. Ero già pronto a chiedere a Fuffi in quale valuta potevo pagare per aggiungere l’orologio fiori vicino alla piazza e a condividere sui social lo status “tutte le monete stella in New Super Mario Bros U” in allegato a uno screenshot della mia pagina riepilogo operazioni di Paypal.

Mi piace pensare quella sia la mano di Miyamoto consapevole di aver appena fatto la storia
Mi piace pensare quella sia la mano di Miyamoto consapevole di aver appena fatto la storia

Se i costumi aggiuntivi per i Mii di Smash Bros o le corse aggiuntive per Mario Golf 3ds non fanno onore alla casa di Kyoto, direi che poteva decisamente andarci peggio. Smash Bros è un gioco che straborda di contenuti anche senza andare su eShop. Lo stesso dicasi di Hyrule Warriors, i cui DLC sono l’esemplificazione perfetta di contenuti aggiuntivi che espandono il gioco base, anziché completarlo. Mario Kart 8 poi è l’alfiere di questa filosofia, la gioia massima di chi ha vissuto Mario Kart Double Dash sperando in un data disk: nuove piste, nuovi piloti che vanno ad aggiungersi a un pacchetto base comunque coerente con i Mario Kart di altre console in contenuti e una modalità nuova inclusa con l’aggiornamento del gioco, ovvero gratuita, disponibile anche per chi non ha comprato nemmeno un DLC.

Se da un lato il pericolo di una Nintendo preda dell’avarizia potrebbe essere dietro l’angolo di ogni spazio temporale futuro, la filosofia della società sembra suggerire il contrario. In un futuro lontano lontano forse Tomodachi Life e Animal Crossing saranno hub semivuoti da riempire a suon di transazioni. Per il momento però al Bar Nintendo potete gustare un rinfrescante boccale da 200cc Mariosi e a questo giro offre la casa.