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SkullKid’s © Lab #1 – Idolatria della croce direzionale

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Nintendo e innovazione sono spesso andati a braccetto nel corso degli anni. Questo è il primo di una serie di articoli dedicati agli standard che la casa di Kyoto ha portato nell’industria, guardando ai brevetti […]

Nintendo e innovazione sono spesso andati a braccetto nel corso degli anni. Questo è il primo di una serie di articoli dedicati agli standard che la casa di Kyoto ha portato nell’industria, guardando ai brevetti […]

Aprile 14, 2015

Nintendo e innovazione sono spesso andati a braccetto nel corso degli anni. Questo è il primo di una serie di articoli dedicati agli standard che la casa di Kyoto ha portato nell’industria, guardando ai brevetti e dando importanza alle applicazioni e design originali delle stesse.

Uno dei maggiori vanti di Nintendo è sempre stato quello di aver brevettato alcuni degli standard dell’industria videoludica. Simbolo di questa filosofia inventiva e volta al progresso è senza dubbio il d-pad del Famicom/NES, già adottato ai tempi dei Game&Watch.d-pad-02-nintendon

Brevettato da Nintendo Co. Ltd il 5 Agosto 1983, nello specifico da Ichiro Shirai, ha rappresentato un passo di enorme importanza per l’azienda di Kyoto. Successivamente ai tentativi di Intellivision e alle intuizioni di Yokoi, è lo standard di Shirai a prendere il sopravvento. Grazie alla specifica forma a croce ha permesso un sistema di input estremamente preciso che tuttora viene utilizzato da Nintendo nelle sue console. Brevettato come multi-directional switch è stata la chiave per aprire la strada al gaming su console mantenendo un input senza compromessi rispetto ai joystick arcade.

Punti di forza del d-pad Nintendo sono la sfera rotonda, o fulcro, che poggia sulle 4 direzioni principali, che sotto pressione, più o meno forte, indicano l’input e le sue diagonali grazie a molteplici elettrodi. Inoltre l’utilizzo della gomma permetteva una gestione migliore e ponderata degli input necessari al fine di interrompere l’input quando non fosse premuta tale direzione.

d-pad-01-nintendon

Numerosi sono stati i tentativi di imitazione, con risultati spesso scadenti o decisamente meno precisi, a tal punto che sia Sony che Microsoft hanno richiesto di utilizzare il suddetto brevetto. Le soluzioni e sistemi di input direzionale sono dunque stati degli ovvi compromessi verso uno standard riconosciuto e citato da tutti. La storia del d-pad Nintendo però porta con sé dei curiosi retroscena e storie postume.

Nel 2005 il brevetto non è stato più rinnovato da Nintendo, che ha deciso sostanzialmente di donare al mondo quello squisito d-pad che utilizziamo nei platform 2D e per richiamare funzioni di base in numerosi giochi, ma che un tempo era uno degli elementi che facevano la differenza tra un controller degno e uno da scartare. Il click caratteristico della croce direzionale, la gestione soffice e accompagnata delle diagonali, la fisicità e accuratezza di ogni tocco pixel-perfect. Una delle prime console ad aver utilizzato questo brevetto Nintendo è stata Microsoft con XboxOne.

d-pad-03-nintendon

Ma in tempi duri quando si necessitava di un d-pad ben fatto, senza incorrere nell’infrazione di copyright, è stata SEGA la più scaltra e lungimirante sulle possibili soluzioni, grazie alla croce direzionale del Dreamcast. Grazie ad un design similare, basato ovviamente sul d-pad Nintendo, ma con la cupola circolare posta sulla membrana direzionale di sotto, è riuscita a tenere a bada gli avvocati della casa di Kyoto. Certo il risultato finale non era sul medesimo piano, ma è sicuramente uno degli esempi che più si è avvicinato alla precisione Nintendo.

dreamcast-d-pad-nintendon

Quando guardate un solitario d-pad mentre usate ormai un analogico standard, ricordatevi quanta cura c’è lì sotto e quanto Nintendo sia riuscita a rivoluzionare il mondo degli input su console con efficacia, semplicità e durabilità di uno strumento che tuttora persiste sui nostri controller, non per caso, non per fungere da tasto, ma per eredità di una certezza e precisione, perché – in case of emergency: use the d-pad.

Postilla: La rubrica avvalora l’attendibile e il certificabile, al momento non è stato possibile trovare una fonte certa, certificata e documentaria dell’invenzione del d-pad attribuito a Gunpei Yokoi, fino a tale momento ogni voce sarà ritenuta non attendibile, diceria o aneddoto non comprovato; di conseguenza va per forza di cose attribuito a Shirai il brevetto, come è evidente dagli incartamenti ufficiali.

23 thoughts on “SkullKid’s © Lab #1 – Idolatria della croce direzionale

  1. bellissimo articolo. Ho scoperto molti retroscena che non conoscevo 🙂
    Tra l’altro sono ancor oggi un sostenitore incallito della croce direzionale. Mi ci trovo nettamente meglio rispetto all’utilizzo degli analogici nel 90 % dei giochi.

  2. Si poteva parlare di più di Gunpei Yokoi in questo articolo secondo me. 🙂 Comunque come al solito, sempre rubriche molto interessanti Skull 🙂

    1. Sì, ma Yokoi non ha patent sul d-pad, fece sicuramente degli esperimenti, ma si concentrò su altro, fu Shirai a portare a brevetto, perfezionando ciò che era stato abbozzato da altri, anche molto ben prima di Yokoi, il d-pad come lo conosciamo su tutte le macchine nintendo.
      Yokoi è stato una grande personalità di Nintendo, ma non ha né inventato il d-pad, né tantomeno brevettato quello Nintendo che non è dunque attribuibile a lui ^^”

      1. si questo lo so 🙂 però mi sembrava ci fosse una storiella divertente che riguardava lui e il d-pad. Se non sbaglio lui all’inizio non aveva considerato quell’invenzione come una cosa da brevettare. Ne parlano in “La storia di Nintendo”. Forse mi sto confondendo, ma mi sembrava di aver letto così. Tra le altre cose dicevano che Bill Gates notò che la croce direzionale era una grande invenzione e decise di inserirla all’interno delle tastiere dei pc.

        1. Di storie se ne dicono tante, di accertata c’è la paternità del multi directional switch a Shirai, poi Yokoi è diventato molto più noto, quell’aneddoto potrebbe esser vero o no, contemporaneo al brevetto, magari frutto di un’amichevole discussione fra i due, ma questo non nega i fatti, insomma se fosse stato di Yokoi, quantomeno il suo nome sarebbe dovuto comparire. Tralaltro c’è anche un brevetto di entrambi, a dimostrazione che hanno anche lavorato assieme 🙂

          1. capito 🙂 Sì, non dicevo che era stato Gunpei Yokoi a inventarlo 🙂 ora cerco e vediamo se trovo il punto in cui ho letto questa storia e in tal caso ti rispondo 🙂

          2. Trovato: riporto il testo 🙂
            “[…] Nonostante lo stupore mostrato dal suo entourage, Yokoi non fu mai cosciente di aver realizzato un vero prodigio. Era talmente poco sicuro di sè, che dimenticò di contattare la divisione di Nintendo incaricata a compilare le pratiche per i brevetti di invenzione. Fu proprio quest’ultima, con l’intermediazione di Ichiro Schirai che finì per obbligarlo a riempire il modulo. Per negligenza, Yokoi diede qualche schizzo e manoscritto[…] e gli chiese di riempire lui stesso il modulo. Quando Shirai stava completando le pratiche e chiese i dati personali dell’inventore, Yokoi gli rispose di mettere il suo nome e i suoi dati, perchè per lui non faceva alcuna differenza. […]”

            cit. da “La storia di Nintendo Vol. 2”, pagina 38.

          3. Però manca una fonte attendibile di tutto questo, il romanticismo può fare brutti scherzi, dovendo dunque riportare fatti concreti e attendibili, Shirai è il nome giusto.
            Anche perché Yokoi il suo nome da altre parti lo mise eccome, dunque era poco coerente lo tralasciasse qui.

          4. Sì, le fonti ci sono in fondo al libro, ma non le ho guardate. In ogni caso spesso l’autore dice di aver parlato con dipendenti di Nintendo da cui ha ottenuto buona parte delle informazioni.

          5. Ok tra le fonti ho trovato un libro da cui potrebbe aver preso questa notizia: “Yokoi Gunpei no Game Kan”. Ci sono altri 5-6 libri nella Bibliografia ma hanno tutti nomi giapponesi dunque non saprei quale potrebbe contenere questa informazione. In ogni caso il libro mi sembra che riporti sempre fatti attendibili e se ci sono “leggende” lo fa notare.

          6. non so come potremmo scoprire la verità :/ potrei fare una foto alle fonti e vedi se riesci a capire da dove è presa la notizia, ma sono tutti libri e riviste giapponesi le fonti.

  3. Non ho capito una cosa, se il brevetto non è stato più rinnovato da Nintendo, non è possibile che qualcun altro lo compri?? e se cosi fosse neanche nintendo potra usare piu la croce direzionale???

    1. Se non viene rinnovato semplicemente diventa di uso comune per tutti, senza dover pagare diritti d’uso, ovviamente non puoi “comprarlo” in quanto già brevettato. Semplicemente nel momento in cui un brevetto o un copyright decade, tutti possono usarlo liberamente come e dove vogliono.

          1. mmm… e quindi se rinnovano prevetto la Microsoft deve per forza pagare la Nintendo se vuole continuare a produrre il Controller di XONE?

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