C’era una volta, in un regno lontano lontano, funestato dal risveglio dei morti, un manufatto, che aveva il magnifico dono ti trasformare coloro che l’avessero sfiorato in un essere uno e trino. Tale sventura capitò a due messeri e una dama: un mago dongiovanni, che per conquistar dame s’imbarca alla ricerca di una magia del fuoco, una scaltra malandrina, che non poté che ceder al sentir parlare del prezioso manufatto, e un prode cavaliere, tutto muscoli e poco cervello. I tre, una volta toccato il Trine, divennero un’unica entità: il giocatore stesso!
Frozenbyte, studio di sviluppo finlandese, ha deciso di riproporre su Wii U il primo capitolo della sua, ormai fortunata, serie di giochi fantasy, datato 2009, con una veste grafica rivisitata grazie al motore grafico del secondo capitolo: il viaggio che ha dato inizio all’epopea dei nostri tre eroi è finalmente arrivato su console Nintendo.
All’interno di Trine, ogni personaggio, che di fatto ha un’identità multipla, serve ad affrontare un aspetto diverso del titolo: il mago, Amadeus, con la sua magia può risolvere i puzzle ambientali, creando cubi, piramidi fluttuanti e pannelli, ma non solo, la magia di questo personaggio può essere anche utilizzata per facilitare le fasi platform che inevitabilmente ci troveremo dinnanzi nel nostro percorso. Zoya, la ladra, oltre a essere un’atleta provetta, è infatti il personaggio perfetto per attraversare gli ostacoli più difficili, e grazie al suo arco si rivela letale sulla lunga distanza. Pontius il cavaliere, infine, è un carnefice senza scrupoli: nessun personaggio quanto lui è in grado di abbattere le schiere di non-morti che tenteranno di ucciderci e nessuno ha la potenza necessaria ad abbattere i muri, anche quelli che conducono a passaggi segreti, a martellate.

Ogni passaggio, ogni puzzle, ogni salto e ogni combattimento è regolato in maniera impeccabile dal motore fisico che detta legge nel mondo di gioco. State per morire? Niente vi impedisce di saltare in testa ad uno scheletro per farlo appiattire, nella maniera più caricaturale possibile, e passare oltre. Non riuscite a far scendere quella piattaforma con ciò che trovate sparso per il mondo di gioco? Basterà creare un bel cubo magico e tutto si risolverà da se. Quei cannoni sputa fuoco vi impediscono di passare? Creare una bella tavola magica vi aiuterà senz’altro.
La progressione in-game è piuttosto semplice, incentrata su sessioni a scorrimento laterale: il gioco ruota tutto attorno alle due dimensioni nonostante sia interamente realizzato in 3D e per procedere sarà necessario risolvere l’enigma ambientale del caso o uccidere tutti i nemici che ci verranno lanciati contro. Ecco, i nemici, nota dolente del titolo: tolti i due mid-boss che si incontrano ogni tanto durante il gioco i nemici sono sempre gli stessi, quattro tipi diversi di scheletro che non aiutano il gioco a risultare un po’ più vario. Da segnalare la mancanza di un boss di fine gioco che sicuramente avrebbe alzato un po’ il livello di epicità del finale, che forse avrebbe necessitato di una maggiore dose di adrenalina.
Disseminati lungo tutto il gioco si possono trovare un buon numero di collezionabili: ognuno dei 15 livelli presenta due forzieri, contenenti accessori che alterano le statistiche di un determinato personaggio, vita e mana principalmente: ogni livello ha al suo interno 50 boccette di pozione magica che sono i “punti esperienza” del titolo, raccoglierne il più possibile è l’obiettivo chiave se si vuole potenziare al massimo i tre personaggi. Se da un lato è carina la possibilità di potenziare i personaggi, dall’altro è importante sottolineare che la progressione è molto, molto lineare e non dà spazio a strategie di sorta.

Il titolo funziona a dovere e per le poche ore cui dura – circa cinque raccogliendo l’80% dei collezionabili – non annoia mai, anche se a più riprese ho notato una certa ridondanza nelle situazioni, dovuta forse anche alla difficoltà un po’ bassa: selezionate la modalità difficile se volete un tasso di sfida più alla portata di giocatori esperti, o addirittura la modalità hardcore che non vi permette di salvare per tutto il livello. Ridondanza che si presenta anche nelle ambientazioni, spiccatamente fantasy ma mai troppo diversificate tra di loro. C’è forse da chiedersi se, da utenti consapevoli, non abbia più senso acquistare il secondo capitolo della serie per godere di un prodotto più completo, complesso, ricco di situazioni diverse, di boss e con una trama un po’ più significativa, piuttosto che buttarsi su questo “remake”.
Il titolo è, graficamente parlando, magnifico: giocando vi imbatterete in sotterranei cupi e umidi, foreste lussureggianti e castelli sfarzosi ormai in decadenza. I personaggi sono animati in maniera splendida, le texture sono ottime e gli effetti di post-produzione sempre ben dosati e belli da vedere. Gli sviluppatori hanno svolto un lavoro eccezionale e probabilmente questo è il pregio più grande di tutta la produzione. Paradossalmente, il titolo è così bello da vedere che le due dimensioni non rendono giustizia al magnifico mondo creato dalla software house. Di ottima fattura anche il doppiaggio, in italiano, e la colonna sonora, che ricreano una magnifica atmosfera da fiaba ai livelli del mai troppo lodato Child of Light.

Per quanto riguarda le funzionalità del Wii U, il titolo sfrutta il touch screen per le azioni base dei personaggi, come scoccare le frecce o creare gli oggetti magici del mago, e permette di switchare i personaggi toccando l’apposita icona: niente di viscerale se non una semplicissima sostituzione dei tasti. L’Off-TV è pienamente supportato, anche se si perde un po’ di colpo d’occhio sullo schermo a 480p del Gamepad, e le casse non rendono giustizia alla colonna sonora del gioco . Niente spotpass, ma, è lodevole l’introduzione di una modalità multigiocatore, già presente in Trine 2: Director’s Cut, locale e online a 3: è possibile affrontare tutta la campagna in compagnia, ognuno con un personaggio diverso.
Trine: Enchanted Edition è un bellissimo gioco, con tutti i pezzi al posto giusto pur denotando qualche sbavatura qua e là: incertezze queste che risaltano ancora di più per via di un sequel, già disponibile su eShop da tempo, che migliora la formula originale in tutti gli elementi. Se siete appassionati della serie di Frozenbyte, come il sottoscritto che dopo aver giocato Trine 2: Director’s Cut al lancio del Wii U si è innamorato degli sviluppatori e dell’universo di Trine, non potete che acquistare anche questo titolo, meno maturo, meno rifinito ma pur sempre molto divertente, nonché a prezzo scontato nel caso possediate già il secondo capitolo. Per tutti gli altri mi sento in dovere di consigliare direttamente l’acquisto di Trine 2: Director’s Cut: più completo e curato sotto ogni punto di vista. Non vediamo l’ora di sapere che cosa hanno in serbo per noi questi ragazzi di Helsinki sopratutto per scoprire in che modo Trine 3: The Artifacts of Power ci porterà ad esplorare un nuovo mondo fantastico, finalmente anche in tre dimensioni.
