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Genere: Platform
Multiplayer: No
Lingua/e: Italiano

Giocare a Zombie Incident mi ha fatto fare un salto di venticinque anni nel passato, in piena epoca 8 bit, quando Nintendo e Sega duellavano incessantemente e il mondo videoludico così come lo conosciamo stava solo cominciando a svilupparsi. Senza addentrarci in lunghi e contorti dibattiti sulla nostalgia dei bei tempi andati, è innegabile constatare come oggi i videogames siano molto complessi: sia, spesso, dal lato interfaccia utente, con una pletora di comandi da saper padroneggiare, sia per quanto riguarda il gameplay, variegato e ricco di azioni diverse da compiere. Questa caratteristica si pone agli antipodi rispetto a quanto invece avevano da offrire i titoli agli albori delle home console, ovvero comandi basilari e gameplay per lo più lineare; in altre parole: semplicità. Attenzione però, tale semplicità va intesa come immediatezza alla fruizione (salta e arriva in fondo allo stage; spara con la pistola e uccidi tutti i nemici) e non come costrutto concettuale opposto alla difficoltà (nel portare a termine il compito): i videogiochi di una volta erano innegabilmente più difficili di quelli attuali.

Perché questa premessa? Perché Zombie Incident recupera a piene mani quello spirito e decide di approcciarsi al giocatore proprio come fosse un vecchio titolo del Nes. Tutto, in Zombie Incident, è retrò: la grafica, l’interfaccia comandi e il gameplay trasudano anni ’80 da ogni dove con, attenzione, tutti i pregi e difetti del caso.

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Sullo schermo inferiore ci sono la mappa e altri indicatori, alcuni di non immediata leggibilità…

Le premesse narrative, come avviene spesso nel caso dei platform, sono appena accennate e descritte con poche righe di testo nella breve introduzione del gioco. Harmatia è una grande cittadella i cui abitanti hanno ceduto al peccato: dopo secoli di eccessi e bagordi, il giorno del giudizio è infine giunto e il caos ha invaso la città, travolgendone le difese e trasformando tutti in zombie. In questo drammatico scenario inizia dunque l’avventura della nostra eroina che dovrà esplorare la cittadella, trovare otto stelle dorate e fuggire via. Se già le fila della trama (e vi assicuro che è tutto qui) vi paiono essenziali, una volta avviato per la prima volta Zombie Incident scoprirete che l’essenzialità è spinta ancor di più all’estremo dall’impianto generale del titolo. Il mondo di gioco è composto da una griglia di otto schermate per otto, esplorabili dalla (in verità anonima) protagonista. Come? Saltando. Basta? Sì, basta.

Ovviamente è possibile muoversi, ma lo stick direzionale e il tasto del salto sono tutto quello che vi serve per portare a termine il compito. Il cuore del gioco è dunque rappresentato dall’essenza pura del platform: esplora lo scenario, salta sui nemici per sconfiggerli e assolvi il tuo compito. Niente collezionabili da trovare e raccogliere, niente bonus, niente strade segrete. Qui c’è poco da dire: la sensibilità videoludica per apprezzare un impianto di gioco del genere non è comune e il pericolo è quello di trovarsi di fronte ad un titolo percepito come arido, povero. In un certo senso è così, perché di fronzoli Zombie Incident ne offre davvero pochi e la sua essenzialità si spinge al punto di non spiegare nemmeno al giocatore il significato dei simboli presenti sullo schermo inferiore del 3DS (e non lo farò nemmeno io ovviamente: a voi l’onore e l’onere della scoperta!).

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Tutto comincia da qui…

L’esplorazione dello scenario forma dunque una parte fondamentale del gameplay, la cui altra metà prende la forma dei numerosi nemici che ostacolano l’incedere attraverso i vari ambienti di Harmatia. Anche qui la parola d’ordine è semplicità: l’unico modo di eliminare le mostruose creature è quello di saltare loro in testa, una o più volte. Il tutto è però complicato dall’alto numero di nemici presenti, dalle limitate movenze della protagonista e dal fatto che non è possibile saltare in testa alla varie creature consecutivamente: alcune di esse richiedono più di un colpo per essere abbattute e cambiano colore dopo ogni salto ricevuto in testa ma, tra un cambio e l’altro, si smaterializzano brevemente e non possono quindi essere colpite durante la transizione. Inoltre alcuni nemici non sono immediatamente neutralizzabili e ciò incoraggia il backtracking (per quanto limitato dalle contenute dimensioni del mondo di gioco) una volta acquisite le abilità necessarie per avere la meglio anche sugli avversari più resistenti.

Per quanto riguarda il lato tecnico c’è ben poco da dire, nel senso che lo stile scelto non si presta a virtuosismi tecnici di sorta: la grafica pixellosa è ben realizzata, con una palette di colori viva e varia e il sonoro che accompagna gradevolmente le fasi di gioco. L’effetto 3D è pressoché ininfluente e mostra chiaramente come il titolo non sia nativo su 3DS: anche con l’indicatore del 3D settato al massimo quello che si riesce ad ottenere è un blando effetto di profondità che non porta alcun valore aggiunto.

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Le classifiche online vi stimoleranno a migliorare i vostri record

Zombie Incident non è un gioco per tutti. Se non amate il platform duro e puro qui non troverete nulla che sia di vostro interesse, ma anche se saltare sui nemici e su piattaforme di ogni foggia e dimensione è la vostra ragione di vita, potreste trovare l’offerta del gioco troppo striminzita per giustificarne l’acquisto. Bisogna però anche evidenziare un grosso punto a favore che Zombie Incident può vantare, cioè il prezzo estremamente contenuto: 1,99 €. Il titolo peraltro offre delle classifiche online dei migliori punteggi, il che offre uno stimolo in più per provare a migliorarsi ogni volta.

Al costo di due caffè potete quindi godervi un gioco che, pur nella sua brevità, recupera e valorizza un’esperienza platformistica sicuramente irrintracciabile nei titoli più moderni.

6.5

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