A metà tra platform e puzzle game Chariot è l’ultima creazione dei canadesi di Frima Studio, conosciuti nel mondo degli indie per Zombie Tycoon 2 e Nun Attack. Il gioco è stato creato con il multiplayer cooperativo in testa e benché tutta l’avventura possa essere affrontata da soli è obbligatorio provare almeno una volta a farsi aiutare dal fratello, dall’amico o dalla fidanzata. Pure dalla mamma, se siete messi così male!

La storia di Chariot è semplicissima: il Re è morto e la Principessa, accompagnata dal Fidanzato, ha intenzione di dargli una degna sepoltura. Tutto normale finché il fantasma del Re non si presenta al loro cospetto ordinando di cercare un tomba più regale adatta alla sua personalità! Io a quel punto darei un calcio alla bara e andrei a casa a godermi la vita, ma i protagonisti decidono di affrontare un’avventura alla ricerca della tomba perfetta, disposti a sopportare le simpatiche lamentele del Re durante tutto il viaggio. Lo scopo del gioco è quindi quello di trainare la bara a 4 ruote fino all’uscita di ogni livello senza mai perderla.

Una premessa del genere dà vita ad un gameplay particolare perché pur trovandoci di fronte ad un platform a scorrimento, la presenza del carretto cambia completamente lo stile di gioco. Spingere è una soluzione accettabile ma che succede quando dobbiamo effettuare un salto senza perdere la carcassa a 4 ruote? L’elemento essenziale in questo caso è la corda che viene attivata alla pressione di un tasto, così da poter tirare o dondolare il carretto per proseguire. Ovviamente la fisica del gioco funziona a dovere ma benché i controlli siano semplici, il loro funzionamento richiede un po’ di esperienza prima di sentirsi veramente sicuri. Una volta che ci avrete fatto su il dito, Chariot vi farà sentire dei piccoli Indiana Jones alla ricerca di Teschi lasciati indietro, uscite segrete e Pergamene nascoste. Proprio queste ultime sono essenziali per proseguire: alcune regaleranno potenziamenti obbligatori per il carretto, altre vi sorprenderanno con oggetti molto utili per affrontare l’avventura in maniera più comoda e strategica da comprare nel negozio con le gemme raccolte.

Come vi ho accennato all’inizio, Chariot andrebbe giocato in cooperativa per un’esperienza unica che potrebbe cambiare per sempre il vostro rapporto con l’amico, la fidanzata o il fidanzato. In peggio però. Immaginate di dover risolvere puzzle creando una mente collettiva che funzioni con la giusta sincronia, tiri la corda la momento esatto e si dondoli nell’istante perfetto; ecco questo è il minimo che dovrete fare per prendere le gemme nascoste vicino ai cartelli che stanno ad indicare la presenza di un puzzle esclusivamente per 2 giocatori (anche se con l’aiuto degli oggetti potreste farcela da soli). Ora immaginate di essere arrivati di fronte alla gemma e veder scivolare il carretto per colpa di qualcuno che ha mollato il tasto della corda per rispondere ad un messaggio su Whatsapp, costringendovi a ricominciare dal checkpoint. Ecco, questa è una delle situazioni che nasceranno giocando in due ma allo stesso tempo ci saranno momenti in cui vi batterete il cinque e vi abbraccerete per essere stati salvati dalla morosa in una situazione stile Cliffhanger. La soddisfazione è tanta e il multiplayer è promosso, nonché stra-consigliato.

Ogni livello introduce qualche idea nuova, ci sono rotaie fantasma sulle quali solo il carretto può passare, molle giganti che vi spareranno lontano e altre soluzioni in grado di variare il gameplay. Raccogliendo le gemme o sbattendo contri muri, il Re produce delle onde sonore che spesso richiameranno intorno a voi orde di nemici assetati di denaro; questi mostriciattoli da sconfiggere a suon di spada e fionda aggiungono un elemento di tensione e strategia per cercare di non fare rumore, peccato che gli sviluppatori ne abbiano abusato e ci siano miriadi di situazioni troppo simili tra loro in cui si viene trollati dal gioco stesso ritrovandosi a premere lo stesso pulsante 50 volte per salvare il bottino. Buona l’idea di inserire un time-attack per ogni livello con tanto di classifica globale, così da aumentare una longevità già buona di suo; le ore dipenderanno soltanto dal vostro stile di gioco e dal compagno che avete scelto. Il Gamepad non è sfruttato minimamente e si limita ad offrire la possibiltà di giocare con la TV spenta, mentre per il secondo giocatore dovrete procurarvi un Wiimote+Nunchuck.

Come cantava Battisti, grande fan di Chariot, “Il carretto passava e la carcassa gridava: TORNA INDIETROO!!”, riferendosi alle continue urla miste a commenti del fantasma del Re che durante tutta l’avventura intrattiene con battutacce e regala un po’ di vita al gioco insieme al mercante dalla vena molto ironica. Purtroppo col tempo le frasi diventano ripetitive così come parte del level design, che si dimostra ridondante sin dai primi livelli. Il backtracking poteva essere fatto meglio dando la possibilità di mantenere aperti i cancelli già attivati nella sessione precedente ma tutto sommato riesplorare i livelli non è male, peccato che la lentezza dei personaggi si faccia sentire troppo in questi casi. Chariot non è perfetto, lo dimostra il fatto che nel 2014/2015 si senta ancora il bisogno di rendere ultra-scivolose le piattaforme ghiacciate. “LOL VOLEVI FERMARTI E INVECE SEI CADUTO LOOOL”, sul serio, basta con questo cliché.

Graficamente il gioco è una bella sorpresa, lo stile è particolare ed attraente, i fondali sono perfettamente in sintonia con i personaggi e i colori sono tutti al posto giusto. Molti titoli indie preferiscono la pixel-art ma Chariot ha avuto il coraggio di confrontarsi con giochi come Rayman Legends uscendone a testa alta. Il comparto sonoro purtroppo lascia l’amaro in bocca: le musiche sono belle ma ce ne sono poche e troppo corte.
In definitiva Chariot è un gioco innovativo e abbastanza divertente. L’atmosfera data dai bellissimi fondali e dai commenti del Re è unica, così come l’esperienza in cooperativa che potrebbe intrattenere per ore. Il level design è interessante ma a volte ripetitivo e la parte action è da rivedere completamente, inoltre riesplorare alcuni livelli potrebbe essere frustrante data la lentezza generale dei movimenti. A voi la scelta!